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The importance of being an actor

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La ricerca del realismo psicologico, il metodo Strasberg, le trasformazioni fisiche e le intuizioni di Stanislavskji. Ogni attore ha un suo personale approccio alla preparazione di un ruolo ma alcuni spingono le proprie potenzialità decisamente oltre il limite: ecco 6 grandi attori che prendono l’immersione nella parte un po’ troppo seriamente…

1) SHIA LABEOUF: LA TESTA CALDA

Che l’ex enfant prodige di Disney Channel fosse una testa calda lo suggerivano anche le sue performances extra-cinematografiche tra cui le varie risse da ubriaco dentro i pub, la folle rincorsa dietro un senzatetto per tutta Broadway e l’outfit non troppo chic con cui si presentò sul red carpet berlinese (un sacchetto in testa con scritto “Non sono più famoso”). Ma è nella preparazione dei ruoli che il talento del pupillo di Spielberg emerge con più irruenza: per avere la parte in Nymphomaniac mandò un suo sex tape a quell’altro scoppiato del regista Lars Von Trier. Risultato? Entrò a far parte del cast, ma perse la fidanzata che non sembrò apprezzare particolarmente la sua dedizione. Fece ancora meglio (peggio?) sul set di Fury, un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, in cui si aprì un taglio sullo zigomo senza medicarlo, si fece estrarre un dente e non si lavò per tutto il tempo delle riprese. Brad Pitt disse di non aver mai lavorato con un attore del suo spessore, la troupe invece faticava a stargli vicino visto l’olezzo che emanava…

 

2) CHRISTIAN BALE: L’UOMO DI GOMMA

La salute prima di tutto, o almeno così si suol dire perché per Christian Bale la priorità è che il suo fisico sia consono al ruolo che deve interpretare e per fare ciò si è sottoposto nel corso degli anni a celeberrime trasformazioni radicali, indossando il suo corpo come un vestito. Perse più di un terzo del suo peso arrivando a 53kg per interpretare l’operaio insonne Trevor Reznik nell’Uomo senza sonno, il tutto grazie ad una salutare dieta a base di una scatoletta di tonno, una mela e un pacchetto di sigarette al giorno (ad oggi la più consistente perdita di peso nella storia del Cinema). Ma non è tutto. Poco dopo risponde alla chiamata di Nolan per interpretare Batman ma il gallese è un po’ troppo rachitico per entrare nei panni dell’uomo pipistrello e in 6 mesi prende oltre 30 chili di muscoli grazie a dieta, allenamento estenuante e un personal trainer qualificato. L’anno dopo torna a 61kg per l’Alba della libertà ma in pochi mesi deve recuperare il suo peso forma di 86kg per il sequel del Cavaliere oscuro, infine vince l’Oscar per The Fighter quando il suo Dicke Eklund, pugile tossicodipendente, arriva a pesare appena 66kg. Nel 2013 sfiora il quintale di peso per American Hustle a suon di cheeseburger e altera la sua camminata per caratterizzare il personaggio (un paio di ernie del disco furono il consono ringraziamento del suo corpo). Durante il biopic di Enzo Ferrari il fisico di Bale ha però iniziato a scricchiolare e l’attore ha dovuto abbandonare il progetto, ma il suo senso di responsabilità non è durato molto: mentre leggete questo articolo sta mangiando torte per trasfigurarsi nel corpulento Dick Cheney.

 

 

3) HEATH LEDGER: IL CLOWN

Un ruolo pesante da studiare quello del Joker nel Cavaliere oscuro di Nolan. L’attore australiano quando venne reso pubblico il suo casting fu sommerso da critiche e scetticismo ma accettò la sfida: si isolò per oltre un mese in una camera d’albergo a Londra buttando la chiave. Per calarsi nel clown schizofrenico compilava quotidianamente un diario, provava la voce e le posture. Il risultato è una delle più grandi performance della Storia. Purtroppo non ha mai avuto l’occasione di vedere il film finito a causa della sua prematura scomparsa causata da un mix di ansiolitici, sonniferi e analgesici regolarmente prescritti e, forse come concausa, anche dalle turbe psichiche inflitte dall’immedesimazione troppo profonda in un personaggio delicato come Joker.

 

4) DANIEL DAY LEWIS: IL PERSONAGGIO

Se sei l’unica persona al mondo a poter usare 3 premi Oscar al miglior protagonista come fermacarte forse il tuo metodo attoriale non è poi così male. Ma il buon Daniel è solito immedesimarsi a tal punto con il personaggio che deve interpretare da diventarlo a tutti gli effetti fino all’ultimo ciak del film anche a camere spente. E così sul set di Lincoln esigeva che tutti lo chiamassero Mr.President, in Gangs of New York lavorò come apprendista macellaio e si ammalò di polmonite perché indossava solo le giacche d’epoca (naturalmente rifiutò la medicina tradizionale per farsi curare perché disgustosamente fuori dal personaggio), si fece gonfiare ogni giorno da un ex campione del mondo per The Boxer, trascorse diverse notti in isolamento in un prigione abbandonata prima de Il nome del padre e ha letteralmente vissuto da solo nelle terre selvagge e desertiche, imparando a cacciare e pescare per nutrirsi in vista de L’ultimo dei Mohicani. Ha imparato a conversare in cecoslovacco nell’Insostenibile leggerezza dell’essere e ancora riecheggiano gli sbuffi della troupe quando doveva imboccarlo nelle pause pranzo e spostarlo in carrozzella ne Il mio piede sinistro. Quest’anno è candidato all’Oscar per il filo nascosto in cui interpreta un sarto, e per l’occasione ha cucito da solo a mano un vestito di Balenciaga… non esattamente una sciarpa all’uncinetto.

 

5) JARED LETO: L’AMANTE DEI REGALI

Gira e rigira si torna sempre da Joker. Anche il frontman dei Thirty seconds to Mars ha indossato il make up del villain più celebre dei fumetti nel film Suicide squad e l’atteggiamento che ebbe coi colleghi durante le riprese fu quanto meno peculiare, per usare un eufemismo. Regalò a Margot Robbie un topo morto come presente di fidanzamento tra i loro personaggi, recapitò buste contenti proiettili, preservativi usati, giochi erotici e serpenti agli addetti ai lavori e agli altri attori senza dimenticare il maiale squartato trovato sul tavolo della produzione durante gli ultimi giorni. Le settimane seguenti si presentò a vari talk show con sguardo vitreo ed eloquio ipnotizzato ringraziando il ruolo del Joker per l’esperienza, a tal punto da far preoccupare vari psicologi sulle sue condizioni. In Dallas Buyers Club diventò scheletrico per mimare gli effetti dell’AIDS sul travestito Rayon e si comportò come il personaggio per tutto il tempo delle riprese; il regista disse “Non ho mai conosciuto Jared, il primo giorno di riprese Rayon ha provato a sedurmi” mentre in Blade Runner 2049 il suo personaggio è cieco: poteva certo fare a meno di lenti a contatto oscuranti?.  Per Aronofsky in Requiem for a dream fece a meno per mesi di carne, zucchero e sesso per provare un senso di astinenza, prova doppiamente di valore se si pensa che all’epoca ad aspettarlo a casa aveva una certa Cameron Diaz…

 

6) JOAQUIN PHOENIX: UNA BOMBER

Quanto sei disposto a perdere per un ruolo? Si è parlato di chili, vista, sanità mentale e acciacchi fisici. Ma il fratello minore di River ha seriamente messo a repentaglio la sua intera carriera e vita pubblica con il docufilm I’m still here! diretto da Casey Affleck. In pratica a conoscenza del progetto erano solo Joaquin, Casey e un cameraman: il personaggio da interpretare era un bravo attore che lascia la recitazione, trascura se stesso alienandosi dalle relazioni e inizia una carriera nell’hip hop. L’unico problema è questo personaggio si chiama Joaquin Phoenix ed è interpretato da Joaquin Phoenix: all’annuncio dell’attore del suo addio alla recitazione scoppiò uno scandalo sui media, che abboccarono subito, demolendo l’(ex) stella di Hollywood per i suoi problemi con l’alcol e le droghe (recitati), la sua barba incolta e l’aspetto trasandato, arrivando ad allegare pure una diagnosi di malattia da parte di un noto psichiatra. E’ diventata di culto la sua partecipazione al David Letterman Show in cui Joaquin presenziò con occhiali da sole e gomma da masticare, rispondendo con mugugni e irritandosi per qualunque cosa. Dave ovviamente ci andò a nozze prendendolo in giro “per i suoi legami con una bomber” e congedandolo con un “mi dispiace Joaquin che tu non sia potuto esserci stasera”, completamente all’oscuro che quello ad essere preso in giro era proprio lui.

 

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