Il lato giusto della vita

The Fappening: Volgarità al Potere

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Alzi le mani chi non ha letto qualcosa riguardo al famigerato “Fappening” com’è stato simpaticamente denominato il photo-leaks che ha interessato le star dell’industria cinematografica e musicale.
Per quei pochi che non ne fossero al corrente: il “Fappening” altro non è che la condivisione da parte di alcuni pirati informatici di contenuti digitali (foto e video) sottratti ai legittimi proprietari e diffusi tramite il web per mezzo di canali adatti allo scopo (il sito 4chan in primis).
Siccome viviamo nel XXI secolo, siamo persone adulte e non viviamo nel mondo dei Teletubbies, vi lascio immaginare il tenore estetico di queste foto e video.
Bravi, avete capito.
Era semplice come fare una semplice addizione tenendo l’abaco davanti per non andare in confusione mentale.
Il nostro Burlone informatico è riuscito ad avere accesso ai contenuti memorizzati su piattaforme cloud da parte delle star, e ha pensato di prenderne possesso e di diffonderle urbi et orbi, incurante della loro privacy.
I danneggiati si sono scagliati, ovviamente, contro l’azione malevola e contro la violazione dei loro sacri spazi personali e della loro immagine pubblica, ed hanno pianto il morto davanti ai giornali cercando in qualche modo di abbozzare una difesa per quanto accaduto.
La mia riflessione prende spunto da questo avvenimento dal dubbio gusto.
In primo luogo, mi rattrista notare come il mondo nel quale viviamo sia un mondo estremamente pornografico, violento e volgare.
E non lo dico con accezione spregiativa, perché se lo facessi farei la figura del bacchettone che vive sulla luna.
Lo dico come un osservatore dei tempi, ben calato nella realtà che lo circonda, e che vede il cambiamento di un’epoca.
Un’epoca dove la pornografia non solo ha subito il colpo di coda definitivo ed è arrivata ad essere sdoganata come le M&M’s al cinema, ma è diventata ormai parte integrante del vissuto collettivo.
Un hacker si è introdotto per via informatica e si è impossessato dei contenuti privati delle star, per lo più foto e video hard ( che le ritraevano in atteggiamenti più o meno spinti) e li ha resi pubblici.
Sicuramente la violazione del nostro simpatico amico è riprovevole e va stigmatizzata.
Ma perché non parlare del fatto che le star (e non solo, visto che la tendenza è comune e diffusa) abbiano provato l’impulso e la necessità di cristallizare i propri momenti di intimità per poi conservarli ad imperitura memoria?
Ora, chi segue i miei interventi da un po’ conosce la mia scarsa simpatia per i selfie e la mia perplessità per chi ne fa un motivo di vita, ma qui stiamo valicando velocemente il limite.
Un conto è fotografare ogni (e intendo proprio OGNI) istante della propria esistenza, per condividerlo sui social (con buona pace della privacy e del bon ton), ma quando arriviamo a disporre addirittura della nostra intimità, a trasformarla in una sagra della carne, a pasteggiare noi stessi sul nostro stesso corpo – che diventa merce di scambio – un cimelio di “guerra” da conservare o condividere al bisogno, forse qualcosa non quadra.
Forse è l’ennesimo segnale che indica l’esistenza reale di un vuoto, profondo, un pozzo nero che piomba a precipizio fino ai meandri più insondabili della nostra anima e che spinge le persone a disporre della propria immagine a 360 gradi,  nella fatua convizione di essere protetti (per gli strumenti digitali dei quali disponiamo) dallo spazio metafisico della rete.
E mi viene da pensarlo, a maggior ragione, se anche le star sentono questo irrefrenabile bisogno, questo stimolo al mercimonio costante del corpo, alla vivisezione consapevole della propria corporalità, al feticismo parossistico della propria persona.
Una persona che diventa cosa nel momento stesso in cui è inglobata in una foto, e diventa oggetto nello stesso istante in cui perde la propria umanità, soverchiata da un mondo che è diventato esso stesso pornografico, violento, volgare e sgraziato.
Per concludere, mi sento di dare un mio personale consiglio a tutte le star che sono state vittime di questa incresciosa violazione: volete evitare che capitino altri fatti simili?
Evitate di passare in rassegna la vostra nudità con i telefonini, e fate altro.
Non so, leggetevi un libro, andate a camminare al parco, fate corsi di cucina etnica o iniziate a pensare che il mondo sopravvivrebbe benissimo anche senza la vostra esistenza.
Con simpatia, alla prossima.

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