Punto e virgola

“The eternal sunshine of the spotless mind”

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“Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.”

Alexander Pope

Da questo verso del poema di Pope si deduce il titolo dell’articolo e della pellicola di Michel Gondry uscito nelle sale nel 2004, conosciuto come “Se mi lasci ti cancello!”

Il titolo originale è di vitale importanza per comprendere in pieno un film capolavoro che ha cambiato, ed in un certo senso restituito alla storia, il significato di amore. “Eternal sunshine of the spotless mind” è un verso strappato al poema di Alexandre Pope “Eloisa ad Abelardo”. Ma chi erano Eloisa ed Abelardo di cui parla Pope? Eloisa ed Abelardo sono personaggi, al pari di Romeo e Giulietta o Tristano e Isotta, che hanno conferito alla parola “amore” il significato che oggi viene considerato universale, puro. Lottando con ragione e religione, i due si amarono sino alla fine dei giorni, senza mai dubbio o perplessità.

 

Gli opposti si attraggono e questo Joel e Clementine lo sanno benissimo: completamente diversi uno dall’altra i due ragazzi si amano alla follia. Ma un amore così è troppo duro e complicato da vivere, così un giorno Clementine decide di farsi cancellare dalla testa non solo questo sentimento, ma tutto quello che riguarda Joel. E lo fa nel vero senso del termine. Disperato e attanagliato dal ricordo dell’amore ormai perduto, anche Joel decide di sottoporsi allo stesso trattamento. Ma davvero se cancelli il ricordo di una persona, cancelli anche il sentimento verso quest’ultima?

“Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori” 

Friedrich Nietzsche

 

Come Abelardo ed Eloisa, Joel e Clementine, interpretati da Jim Carrey e Kate Winslet, si amano profondamente, pur vivendo segregati in un ampolla colma di difficoltà, e se nel caso dei due amanti francesi la religione fu carnefice, qui gli amici, il caso, il tempo, Frodo, la quotidianità, diventano ostacoli insormontabili e l’amore si ingarbuglia e crolla. Ma la sceneggiatura di Kaufman non parla di una storia d’amore finita male per chissà quale motivo, ma trasforma la vicenda in un delirante viaggio nella mente di Joel e dei suoi ricordi.

Eternal Sunshine of the Spotless Mind è la storia di due persone che si amano ma che scoprono quanto sia difficile stare insieme. Perchè l’amore a volte non basta, non per essere felici almeno, perchè l’amore non rende necessariamente felici. L’amore è solo un altro modo per “sentire” il prossimo, il mondo che ci circonda, con i suoi lati positivi e negativi. Una cosa bella ma difficile da accettare. Per questo Clementine prende una decisione: se la storia che sta vivendo è troppo difficile da vivere, ma l’idea di non continuare a viverla ti uccide, meglio prendere una scorciatoia e togliere direttamente il dente pensando così di eliminare il dolore. E in effetti il sistema funziona. Ma cosa resta dopo? Di solito, dopo che togli un dente, resta un buco. Stessa cosa vale con un pezzo di memoria: una volta perso non si può sostituire, è perso e basta e rimane solo il nulla.

 

4

 

E’ la mancanza il motore del film perché di questo Eternal Sunshine of the Spotless Mind parla. In effetti il film, nonostante sia una commedia e nonostante in molti suoi momenti faccia davvero ridere, è un raro esempio di malinconico pugno nello stomaco. Malinconia è il sentimento che l’opera di Gondry ci trasmette fin dall’inizio: qualcuno ha perso qualcosa e noi lo percepiamo. Non sappiamo cosa sia (e non lo sanno nemmeno i protagonisti, all’inizio) ma che ci sia qualcosa che manchi è un dato di fatto, e che sia così evidente è solo la conferma che il film è riuscito. Il punto di partenza è una prolessi: tutto quello che doveva succedere è già successo. Quel che ci verrà raccontato dopo è il come.
Ecco che allora quel che mancava diventa pian piano evidente. Lo vediamo strappar via sotto i nostri stessi occhi è fa dannatamente male, perché ne assaporiamo l’innaturalezza e la violenza, perché è una cosa a cui anche noi, sicuramente, avremo pensato un milione di volte ma che una volta di fronte non appare più così intelligente, nè tanto furba.
La verità è che ci sono anime sole che cercano conforto e che nel farlo commettono errori, passi falsi, crimini morali.
Se c’è una cosa che questo film ci insegna è l’irrimediabilità dei propri errori, e lo fa attraverso un viaggio nella memoria, in cui, per quanto si tenti di modificare il corso degli eventi, non sarà mai possibile.
La memoria non è quindi lo strumento che ci rende umani ma quello che ci ricorda di esserlo, che lo fa con noi stessi prima che con gli altri. Non abbiamo bisogno di ricordare qualcuno per poterlo amare. Abbiamo solo bisogno di ricordare che amare è possibile, nonostante le diversità e le difficoltà.
Ci insegna anche che l’amore può essere croce e delizia dell’uomo, ma sicuramente è il punto di partenza, e forse anche quello d’arrivo, per la felicità. Ci pone davanti ad un interrogativo esistenziale: cancellare il ricordo di una persona o di un amore finito aiuterà davvero a stare meglio?

prima

 

Come Abelardo ed Eloisa, Joel e Clementine si amano e si ameranno sempre. Dimenticate i film sull’amore tra adolescenti, e smettete di credere che quello sia Amore. L’amore vero è ben altra cosa e sono davvero pochi coloro che possono dire di sapere di cosa si tratta. Questo film vi aiuterà, vi emozionerà, ma allo stesso tempo probabilmente vi farà venir voglia di cancellare qualcosa dalla vostra memoria.

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