Texas Stripes

Texas Stripes. La prima striscia da paura

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Perché il Texas. Perché no? Direi io. La stessa risposta che ho dato a me stessa quando la vita mi ha posto di fronte questa scelta. Italia o Texas? In attesa di dare – a me stessa soprattutto – una risposta definitiva, è cominciata l’esplorazione di un universo a stelle e strisce che a volte odio, a volte amo, ma che non smette mai di sorprendermi. Non domandatemi come è il Texas: respiratelo dai miei racconti e sospendete il giudizio. Tra petrolieri, chicanos, praterie, deserti e rodeo, tra dollari e fango, cieli tersi e stivali da cow boy questo è il luogo con cui mi è capitato di condividere l’esistenza. E non somiglia a nessun altro Paese che io conosca. E ne ho visti tanti. Fidatevi. 

Vista la vicinanza con Halloween, amatissima festa yankee, non potevo non inaugurare questa rubrica con un post “da paura”, dedicato ai luoghi più creepy dello Stato “dalla stella solitaria”.

berclairLe cinque sorelle di Berclair Mansion. Chi non ha mai fantasticato di incrociare qualcosa di magico? Di trovare una casa laddove non avrebbe dovuto essere, oltrepassarne il cancello e avere la netta sensazione di essere entrati in un luogo fuori dallo spazio e dal tempo? Questo posto esiste ed è ad una dozzina di miglia a nord di Beeville, nel villaggio di Berclair, Texas, una comunità di circa 250 persone nella Contea di Goliad. Un posto insignificante. Se non fosse per “la Villa”. Una residenza di due piani fatta di pallidi mattoni giallastri situata su una piccola altura a sovrastare il territorio. All’apparenza non ha nulla di strano tranne la dimensione. Abnorme. Dieci mila metri quadrati di dominio assoluto su tutto ciò che c’è attorno. E’ lei una delle case infestate più famose d’America. Riuscite a visualizzarla, vero? Berclair Mansion era l’adorata casa di cinque eccentriche e ricchissime vecchiette, le sorelle Wilkinson, che l’abitarono dagli anni ’30 agli anni ’60 del secolo scorso. Dopo la morte dell’ultima sorella, la villa è rimasta disabitata per più di 30 anni. Abbandonata ma stranamente intatta, fin nei più insignificanti particolari, con le sue 22 stanze, arredate fino all’eccesso con ogni sorta di preziosità. Nessun ladro o predone è mai riuscito ad entrare nella casa che, dicono, come se avesse vita propria, si lasciava avvicinare solo per le manutenzioni ordinarie volute dagli eredi Wilkinson. Probabilmente perché la casa non era propriamente vuota: per lunghi anni gli operai che si sono succeduti all’esterno hanno continuato a salutare, ignari, una anziana signora che li osservava da dietro le finestre. La presenza delle defunte sorelle Wilkinson si è verificata pubblicamente sotto gli occhi di svariati visitatori anche dopo il 1999, anno in cui la Contea di Goliad ha aperto la villa alle visite: sembra che i letti delle stanze appartenute alle sorelle fossero immancabilmente occupati da figure femminili dormienti.

Austin Bat SculptureI pipistrelli di Congress Avenue. Se siete affetti da chiroptofobia (paura dei pipistrelli) è meglio che vi teniate alla larga da Austin, capitale dello Stato del Texas. Poche altre città sulla terra infatti possono offrire, al crepuscolo, lo spettacolo che sto per descrivervi. Ogni sera, tra Marzo e Ottobre, sotto il centralissimo Ponte di Congress Avenue, s’alza in volo la più numerosa colonia urbana di pipistrelli del mondo: circa un milione e mezzo di esemplari. Una nuvola nera che, all’imbrunire, oscura perfino i satelliti. Ma gli abitati di Austin, che virtualmente possiedono 2 pipistrelli a testa, sembrano averla presa bene e nessuno si sogna di mandare via questi piccoli mammiferi a cui hanno dedicato anche un monumento cittadino da fare invidia a Gotham City. La città organizza anche una festa annuale dedicata ai pipistrelli, che sono rigorosamente protetti dalla BCI (Bat Conservation International). Per i più temerari, consiglio una visita anche Bracken Cave, una grotta non molto distante da San Antonio, che con i suoi – stimati – 20 milioni di  pipistrelli è sicuramente il luogo natale di Batman. Attenzione: lo spettacolo di Congress Avenue è gratis mentre per Bracken Cave dovete sborsare 25 dollari più o meno (però vanno tutti nel fondo per la conservazione della riserva naturale in cui è situata la grotta).

Funeral HomeHouston e il museo della morte. Nessuno sa esattamente perché ma la città di Houston, dove a fasi alterne mi capita di vivere, ospita una delle più ricche collezioni americane di “oggetti funerari”. Racchiusa in un Museo, la collezione vanta collaborazioni anche con il Vaticano e si prende carico dell’onorevole compito di “educare alla conoscenza di uno di più antichi rituali celebrati dall’uomo, quello della morte”. Cosa c’è dentro il museo? Facebook direbbe “it’s complicated”. Diciamo che se volete farvi una cultura su come si affronta la morte, dal Ghana al Giappone, o in quante fasi consistano i servizi funebri dei Papi, dei faraoni o dei presidenti degli Stati Uniti, o su come è cambiato nel corso dei secoli il design delle bare, ecco, siete nel posto giusto. La parte più divertente è il negozio del Museo (vende anche on line, approfittatene) dove tra piccole pietre tombali souvenir, ossicini porta-chiavi, croci, piramidine, e teschietti potrete portarvi a casa inutili ricordini macabri. Da evitare, per questione di buon gusto, i gadget con lo slogan del Museo: “any day above the ground is a good day”.

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