Coni et Amo

Di tentennamenti, viaggi abituali e musica anni Novanta – ep.13

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(Spesso capita che RB decida di donare un po’ di soldi all’Eni e alla Società Autostrade Spa, recandosi a lavoro in macchina. Altrettanto spesso capita che accompagni a casa RC al ritorno. Questo solo dopo uno scambio di richieste e inviti così prolungato e tentennante, che in confronto due fidanzatini 15enni che riattaccano passano per cinici e sbrigativi.)

RB: Ti ho detto di non farti problemi, anzi ne approfittiamo per fare 2 chiacchiere, dato che oggi non ci siamo mai cagati in pratica.

RC: Sai cosa potrei risponderti, vero?

RB: Sì, ma ti lascio la soddisfazione di dirmelo.

RC: Dillo se ti sto sul cazzo!

RB: …sei contento adesso?

RC: (sorride gaudente) Sì, sai che ho bisogno di nutrirmi dell’antipatia/odio che suscito nel prossimo.

RB: Sai anche che ci riesci bene?

RC: (il sorriso si allarga) Certamente!

RB: Bah, lamentati poi…

(la conversazione si interrompe per mezz’oretta circa)

RC: Non mi arrivano lo notifiche su Skype.

RB: Ok…e quindi?

RC: Niente, era per dirti che se mi avevi scritto qualcosa, non ho potuto leggerlo.

RB: Tranquillo, non ti ho scritto nulla.

RC: Stronzo.

RB: (volge lo sguardo al cielo) Senti, già che ci siamo: io massimo entro le 18.30 parto.

RC: Tranquillo, oggi mi sono organizzato bene, conto di finire ad un’ora decente.

(La conversazione si interrompe nuovamente, e i nostri si ritrovano sul terrazzo per l’immancabile sigaretta post-lavoro delle 18.01)

RC: Sei sicuro di portarmi? Guarda che sono ancora in tempo per prendere il treno.

RB: Ma se ti ho già detto di sì, perché stai provando in tutti i modi a farmi cambiare idea?

RC: Boh, sai mai che negli ultimi 5 minuti hai cambiato idea.

RB: Ti ricordo che ho il cromosoma Y.

RC: Bella questa!

RB: Finché ridi, vado ad accendere la macchina così si scalda.

(Aridaje con l’interruzione. I due si ritrovano nella macchina di RB pochi minuti dopo)

RC: Oh grazie mille ancora, posso almeno pagarti la benzina, l’autostrada?

RB: Offrimi una Winston Blu quando arriviamo e siamo a posto.

RC: Sei troppo buono…ma che roba stai ascoltando?!

RB: Gli 883, che in macchina mia vanno ascoltati in religioso (e adorante) silenzio.

RC: Pazzesca questa tua passione per gli 883.

RB: Che ti devo dire, sono un figlio degli anni Novanta, e loro sono uno dei più grandi simboli di quel decennio in Italia.

RC: Più di Berlusconi, di Tangentopoli, del rigore di Baggio in finale?

RB: Anche più del karaoke di Fiorello.

RC: Madonna, cosa mi hai fatto ricordare! Ma questa che canzone è? Non la conosco.

RB: È Weekend, meravigliosa, sebbene malinconica.

RC: Non mi fa impazzire, se devo essere sincero…

RB: Nemmeno a me in questo preciso istante, ma è una perfetta descrizione di un determinato momento della vita in provincia di un post-adolescente.

RC: No questa me la spieghi, me la voglio gustare.

RB: Massì, è quel momento della domenica, verso le 14 circa, quando hai il pranzo sullo stomaco perché sei sveglio da un’ora dopo aver fatto serata, e non sai cosa che cazzo fare. Tornare a letto? Vorrebbe dire buttare via la giornata. Due passi in centro? Che palle, e poi non hai soldi da spendere. Vabbé, facciamo che ci organizziamo per cena. Poi puntualmente ti prendi tardi, non riesci a prenotare da nessuna parte, e quindi sei costretto a stare a casa: “pasta in brodo o forse minestrone, ad andar bene un po’ di affettato. E puntualmente ti metti a dormire pensando “Eh ma il prossimo weekend…non ce n’è per nessuno, il prossimo weekend sì che si spacca”.

RC: Che spettacolo. Sei un esegèta degli 883.

RB: Grazie, mi piacerebbe fregiarmi di questo titolo.

RC: Dai, fammi un’altra analisi come questa, che mi esalti quando fai così.

RB: Beh, sin dalla notte dei tempi tutti bravi a descrivere il primo bacio, il primo sguardo d’intesa, ecc. Ma chi ha descritto così bene i preparativi al primo appuntamento come fanno gli 883 in Sei un mito“Tappetini nuovi, Arbre Magique, deodorante appena preso che fa molto chic” ma Dante Alighieri chi cazzo sei!

RC: Ahahahahahahah meraviglioso! Ma la tua canzone preferita degli 883 qual è?

RB: Impossibile dirne una. Poi sai che sono molto umorale, il mio ascolto va in base all’umore. Ti direi banalmente Gli Anni, canzone che però va ascoltata rigorosamente di sera, o quando fuori c’è brutto tempo.

RC: Sei in grado di associare una canzone degli 883 ad ogni emozione, vero?

RB: Non sfidarmi. Che poi, tornando a Weekend, ad un certo punto cita pure le radioline, che gli uomini si portavano sempre dietro mentre accompagnavano le mogli in centro la domenica pomeriggio.

RC: Pure mio padre lo faceva.

RB: Eh, pure il mio. Ma esiste qualcosa di più anni Novanta delle radioline?

RC: Sì, l’album delle figurine di Volpi e Poggi.

RB: Vuoi farmi piangere?

RC: No. Piuttosto, cambiando argomento ma rimanendo in tema di oggetti atti alla riproduzione di suoni, ti ho detto che mi sono arrivati gli Air Pods?

(A questo punto RB alza al massimo S’Inkazza, e guarda sconsolato l’autostrada davanti a sè.)

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