Questa domenica parleremo di pornografia fiscale. No… non è quel genere in cui un imprenditore, recatosi da un’avvenente e scollata commercialista, invece del 22% di IVA  le rifila in un sol boccone un anticipo di 22 cm, anche se questa sarebbe già una trama sufficientemente articolata per girarci un video a luci rosse. Per definizione la pornografia è eccesso, esagerazione, è oltraggiosa, è un enorme fallo finto di silicone, montato tra le cosce di un energumeno nero, riempito di un ancor più finto fluido appiccicoso pronto a glassare come se non ci fosse un domani il visino di una over 25 che finge di averne 18 per esigenze di copione. Cosa centra tutto questo con il fisco vi chiederete? Centra eccome. La pornografia ci ha regalato un infinità di generi: teen, milf, ebony, big naturals, interracial, amateur, schoolgirl solo per citare alcuni dei più classici, e non dobbiamo dimenticare veri e propri personaggi d’antologia: Milf Hunter, il fattorino di Big Sausage Pizza, e il grandissimo Captain Stabbin, un arzillo e panciuto lupo di mare che dopo aver sedotto a suon di dollaroni l’innocente ragazza in bikini con il tribale sopra al culo di turno, se la portava nello yacht per una letio più o meno brevis sul come si cazza la randa. Una volta giunti in poppa (vogliate apprezzare la finezza lessicale evocativa) la ragazza veniva letteralmente lanciata fuori bordo in pieno oceano per essere probabilmente divorata dagli squali. Risvolto che definirei quasi karmico… mangiata dai pesci dopo averne ingoiato, di pesce, per un venti minuti buoni. Questi però sono solo alcuni esempi dei generi in cui, con più o meno ingegno, ogni pretesto è buono per mostrare con morbosi close up come si fanno i bambini… da non seguire proprio alla lettera poiché le guance e le tette non sono proprio bersagli ideali se si cerca un’erede. Purtroppo la pornografia è costellata anche da generi e deviazioni di dubbio gusto ed efficacia, dove con efficacia definiamo la capacità di indurre all’espansione alcuni tessuti molli. Ovviamente non entro nel merito di vere a proprie patologie che sfociano nel crimine, i toni di questa rubrica non sono di certo adatti a trattare argomenti di questo peso, e con ciò concludo l’unica frase seria che ho scritto nelle ultime 5 settimane. Defecazioni, vomito, dilatazioni estreme, animali: tutto questo è pornograficamente accettabile? Anche l’erotismo ha una sua etica. C’è un filone, di cui non ricordo il nome e nemmeno ho intenzione di cercarlo per quanto è atroce, in cui si mostrano donne bellissime dalle gambe chilometriche su vertiginosi tacco 12 intente a calpestare fino alla morte piccoli animali come pulcini, gattini o topolini. Sarò vecchia scuola ma continuo a preferire un pene che soffoca tra due meloni NO OGM. Tutta questa premessa per arrivare al nocciolo della questione: la pornografia fiscale. Se avete fatto vostro il concetto che possiamo semplificare con il binomio porno = esagerazione, potete dedurre che la pornografia fiscale non è un genere che troverete tra le sottocategorie di jizzonline ma è l’accanimento sadico con cui lo stato italiano soffoca di tasse le nostre imprese. Un vero e proprio “taxshot” in pieno volto, un “gagging” di imposte che ti occludono la gola mentre la non più così giovine Italia ti sevizia con uno strap-on, un bukkake di tributi che ti brucia gli occhi. Quando ho avviato la mia attività lho fatto con grande entusiasmo, lo stesso entusiasmo di uno che viene invitato ad un College Fuck Fest. Purtroppo solo una volta che hai varcato la soglia dell’ingresso ti rendi conto che in realtà sei finito nel bel mezzo di un Raping Party.. e tu sei l’ospite d’onore.  Se il Sergente Hartman potesse parlare al nostro governo sono sicuro che direbbe “Io scommetto che sei uno di quegli ingrati che lo mette in culo a qualche poveraccio senza usargli la cortesia di menarglielo davanti per sdebitarsi”. Nel frattempo vado a rifornirmi di vaselina, il prossimo mese si pagano gli anticipi.

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