Arte in pillole

Storia del bikini: non è un’invenzione del Novecento!

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Pensi anche tu che l’amato (e odiato) bikini sia un’invenzione del secolo scorso? Sbagliato! Scopriamo insieme la vera storia del bikini.

Il momento della prova costume deve essere già terminato, ormai quello che è fatto è fatto e che siamo pronti o meno, il mare e la piscina (ma ancora meglio la montagna) sono le nostre salvezze per combattere l’afa pesante che ci assale.

Nell’antica Roma i più agiati passavano il periodo della villeggiatura in campagna, solo nel 1800 si vedono le prime forme di turismo balneare o montano, fenomeno che si intensifica, come sappiamo in epoca recente.

Eppure, a Piazza Armerina, in provincia di Enna, all’interno del complesso monumentale denominato Villa Romana del Casale, sono stati rinvenuti dei mosaici che raffigurano delle donne in bikini!

All’epoca non si chiamava certo così: era definito subligar, faceva parte degli indumenti di biancheria intima ma alle donne era consentito indossarlo quando praticavano attività fisica all’aperto!
Dopo secoli di restrizioni (che purtroppo non cessarono, anzi!) Agrippa fu il primo imperatore ad estendere la possibilità anche alle donne di avere una preparazione atletica.
Le aree adibite potevano essere all’aperto ma anche in vere proprie sale annesse alle terme, destinate ad essere palestre nelle residenze, proprio come nel caso della Villa di Piazza Armerina.

Il mosaico è composto da tessere in marmo e di maestranza nordafricana: lo si deduce dall’ambientazione delle scene e dai colori vivaci. Raffigura con precisione gli esercizi praticati, troviamo infatti le ragazze intente a giocare a palla, attività considerata importante per favorire la traspirazione e apprezzare poi gli effetti del bagno termale, o altre impegnate a correre o a sollevare piccoli pesi. I romani erano certo uomini pratici, legati alla realtà, e questo traspare anche dall’opera: nulla è lasciato al caso, le espressioni, i corpi, i dettagli sono minuziosamente riprodotti in un gioco di luci e ombre che rende la tridimesionalità più concreta.

bikini_piazza armerina

attività fisiche

La libertà delle romane viene in seguito castigata dal cristianesimo che considerava il corpo un peccato.
Per arrivare a quelli che noi oggi conosciamo come bikini bisogna aspettare il parigino Louis Renard che nel 1946 “rilancia” il costume a due pezzi anche se non trova supporto perché considerato troppo volgare e succinto, la moda troverà  finalmente la fortuna a partire dal 1963!

Con questo articolo vi auguro di passare delle vacanze ricche di relax e divertimento, che siano il carica batterie per affrontare al meglio i prossimi mesi: è arrivato anche il mio turno, Arte in Pillole vi ridà appuntamento per fine agosto!

Enjoy your holidays!

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