Arte in pillole

Statue coperte: La sensibilità violata è quella per la cultura!

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Premessa: non mi intrufolo in discorsi politici. Sono consapevole di non avere le competenze per parlarne. Questo è un flusso di pensieri, ho messo per iscritto quello che frullava nella mia testa di amante dell’arte (e ancora più della scultura).

statue coperte

“Statue che sono riuscite a sopravvivere al Medioevo, all’Inquisizione e al Puritanesimo non sopravvivono nel 2016.”

Questo ho letto in uno dei tanti commenti che girano in internet e presentato così fa un certo effetto… perché un fondo di verità c’è!

Tutto ruota attorno alla vicenda che vede coinvolte alcune statue di nudi dei Musei Capitolini coperte, nei giorni scorsi, da pannelli bianchi in occasione della visita del presidente iraniano Rohani, per non urtare la sua sensibilità.

Qui la sensibilità che è stata violata è quella per la cultura! È come se ci vergognassimo di qualcosa che tutto il mondo ci invidia, l’arte.
L’arte che ha fatto grande l’Italia nei secoli scorsi, ma perché noi, nel 2016 non riusciamo a capirlo?

Fino a due mesi fa non dicevamo di esaltare la cultura? Non eravamo in prima linea a condannare coloro che abbattono strutture romane e patrimonio dell’umanità con la noncuranza con la quale si butterebbe giù un castello di sabbia? Non eravamo tra quelli che combattono per un mondo dove la cultura deve risplendere perché la paura è per gli ignoranti, perché il mondo ci vuole così per essere più malleabili?

E allora perché si continua a silenziare l’arte?
Non siamo stati da meno noi, a coprire delle statue, è stato un po’ come disconoscere il passato perché ignobile… è un po’ come fare il gioco di chi vuole ottenere un mondo di burattini.

L’arte può davvero offendere?
Io credo di no, l’arte è armonia, è sempre stato un mezzo per esprimere al meglio il piacere per le forme perfette. È ciò che è più lontano dalla sessualità e dalla mercificazione del corpo che tanto viene esaltata al giorno d’oggi.
E immagino che come sempre sia stata la “paura” (ma di cosa?) ad agire, secondo me al presidente iraniano avrebbe fatto piacere vedere dal vivo queste opere che fin dai secoli avanti Cristo (e avanti tutti) hanno fatto rimanere a bocca aperta gli osservatori.

Per “ripicca” a questa decisione presa dall’alto, vi porto a conoscenza di una scultura sensuale, nuda e provocante/provocatoria.

Ermafrodito lato A - lato B

L’ermafrodito addormentato.
Ermafrodito secondo la mitologia è figlio di Ermes e Afrodite.
Durante un viaggio a Caria, il bellissimo dio, bagnandosi nelle acque di una fonte sacra incontra la ninfa Salamace che se ne innamora perdutamente e chiede di essere unità a lui per sempre. I due si fondono così, in un unico corpo dalle sembianze per metà maschili e metà femminili.
La statua, tutt’oggi fruibile al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, è una copia romana datata II secolo d.C. della scultura ellenistica, probabilmente realizzata da Policleto nel II secolo a.C.

Si adagia su un lenzuolo, con la testa poggiata sul braccio destro, immerso in un sonno profondo e movimentato che probabilmente causa l’inarcamento del corpo.
Seguendo il volto, la sua armonia e la delicatezza dei lineamenti suggerisce la natura femminile del soggetto, marcata dalle forme rotonde del corpo. Ma questa ipotesi è messa in crisi dall’arca sinistra leggermente alzata, in modo che girando intorno alla scultura, si possano intravedere i genitali maschili, a dimostrare che la metamorfosi del corpo è già avvenuta.

Mi piace pensare che Ermafrodito, dopo tutti questi secoli esposto, non si sia mai vergognato, ne mai scomposto di fronte agli sguardi incuriositi e sopresi dei visitatori.
Lui, come tutte le Veneri, come tutti gli Eros, o i satiri nudi, hanno da sempre posato consapevoli di esaltare le forme perfette, e di fare invidia agli occhi di chi guarda.

Ecco cosa ci frega.
Sempre lei. Sempre l’invidia.
(una delle tante forme dell’ ignoranza?)

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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