Arte in pillole

Arte e Sprechi Alimentari: da Pergamo 200 a.C. a Milano 2015

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Da diciotto giorni Expo ha aperto i battenti con lo slogan:

Nutrire il pianeta. Energia per la vita

Non ho ancora avuto la possibilità di andare a visitare questo Mondo concentrato a Milano Rho, ma sono molto incuriosita da tutti i padiglioni e vorrei avere  tempo a sufficienza per visitarli tutti “gustandoli” uno per uno.

Un’idea mi ha colpito da subito: quella del Padiglione Svizzera.

Hanno voluto riflettere sulla scarsità delle risorse mostrando ai visitatori che queste sono realmente esauribili: che se io prendo troppo cibo, vuol dire che gli altri ne troveranno meno e ce ne sarà sicuramente qualcuno che non potrà usufruirne.

L’attenzione ai consumi è uno dei concetti chiave di Expo 2015, tanto che anche il Padiglione Zero ha dedicato una stanza nella quale il visitatore vede con i propri occhi, tocca, interagisce con la montagna di sprechi che ogni anno produciamo in tutto il mondo.

Cosa c’entra questo con l’arte antica?

Diciamo che anche Sosos di Pergamo, mosaicista del II secolo a.C., al suo tempo ha voluto rappresentare la realtà dello spreco!

Camera non spazzata, Sosos, II secolo a.C.

Questo mosaico pavimentale è chiamato la “Camera non spazzata” (o “Asarotos oikos”) e ha avuto talmente successo nell’antichità che è stato riprodotto diverse volte (una copia è anche da noi, in Italia, nei Musei Vaticani)

È un disegno meditato, che vuole essere l’emblema della stanza.

Presenta un campo continuo neutro nel quale sono disseminati gli avanzi del pasto:  frutta, verdura, ossi di animali, noccioli e gusci.

L’opera contiene una molteplicità di riferimenti:

– la funzione del mosaico, ovvero quella di abbellire il pavimento

– la funzione della camera, ovvero la sala da pranzo

– il momento della rappresentazione, cioè dopo pranzo

L’occhio viene illuso dalla vivace policromia e dalla grande capacità tecnica di Sosos che ricrea gli avanzi con le relative ombre, facendo credere a chi guarda di trovarsi realmente tra i piedi una lisca di pesce o una foglia di cicoria.

Questa vuole essere la rappresentazione simbolica delle tavole imbandite, più abbondanti sono i resti, più ricco era il banchetto, e questo dà prestigio alla famiglia.

La Camera non spazzata ha lo scopo di stupire i commensali, analogo in parte all’obiettivo del Padiglione Zero di Expo 2015 con l’unica differenza che a Milano, per 6 mesi, la montagna di avanzi deve farci riflettere su quanto cibo sprechiamo e non ce ne rendiamo conto e non c’è da andarne fieri.  Dobbiamo insomma cambiare atteggiamento nei confronti delle risorse perché a volte sembriamo ancora abitanti dell’età imperiale romana, quando per far conoscere la ricchezza della famiglia, si chiedeva ad un mosaicista di costruire con le tessere un pavimento costellato dai resti del pranzo.

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