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Speciale Halloween- Scene inguardabili

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Ecco in arrivo una top 5 delle scene più fisicamente difficili da guardare per la componente horror-schifo dell’ultimo ventennio

L’Horror ha varie connotazioni. La parte spooky, come dicono gli anglosassoni, è quella che definisce la paura psicologica, l’inquietudine. Moltissimi film gotici e thriller sono costruiti per spaventare lo spettatore con le atmosfere, le musiche, la tensione. Poi c’è la paura fisiologica, quella botta di adrenalina che ti sale quando si attiva la cosiddetta fight or flight reaction quando il mostro di turno, in un crescendo di tensione ti fa BU!: sono i jump scares, di cui soprattutto i B movies abusano. Poi c’è un’ulteriore componente, quella che affronteremo oggi: la parte gore-gross, quelle scene talmente forti da creare fastidio e disturbo perché sono…orripilanti. L’orripilazione è un fenomeno che si riscontra nei mammiferi per cui si rizzano i peli del corpo. Ora, nella maggior parte di questi tale fenomeno è riconducibile principalmente a contrastare il freddo, ma nell’uomo questa funzione è quasi perduta lasciando più ampio margine a quella risposta emotiva che si suol chiamare “pelle d’oca”. Ecco dunque 5 scene da pelle d’oca, ma attenzione agli spoiler! Se avete intenzione di vedere uno dei seguenti film stanotte sorvolate il punto per gustarvelo a pieno.

P.S.: Teniamo fuori da questa classifica A serbian film perché giustamente bandito dalla maggior parte dei paesi civili, la scena di 9 minuti di stupro con Monica Bellucci in Irréversible di Gaspar Noé con frequenze audio che stimolano la nausea perché è sì disturbante ma poco in tema gore,  e il film Cannibal Holocaust perché non solo non ha mai dissipato alcuni dubbi di snuff movie ma è stata confermata la triste realtà dell’uccisione di una testuggine e una scimmia durante le riprese, faccende che vanno ben oltre la settima arte.

5) Il taglio dei tendini (127 ore)

127 ore è la vera storia dell’alpinista Aaron Ralston, che mentre trekkava nello Utah cadde in un crepaccio e rimase incastrato con il braccio tra le rocce indovinate un po’ per quanto?. Una pellicola per conto mio veramente bella, con una prestazione maiuscola di James Franco che gli portò una nomination agli Oscar e bla bla bla. Pur essendo sulla carta un adventure movie la parte che lo fa finire in questa classifica di Halloween è il modo in cui Aaron si libera da quella prigionia: amputandosi il braccio con un coltello da caccia. In una scena talmente realistica e ben girata che ricordo poche persone in sala capaci di seguirla dall’inizio alla fine, in particolare il momento in cui recide i tendini dei muscoli del braccio e le terminazioni nervose, con effetti audio spaventosamente disturbanti e l’appannamento della fotografia lasciò impressionato anche uno studente di medicina che frequenta tirocini chirurgici.

4) La scena del marciapiede (American History X)

Gli americani ancora gridano vendetta per quello “scippo” di Roberto Benigni. Eh sì, perché ai premi Oscar del ‘99 il migliore attore fu assegnato proprio a Robbberto ma in effetti la performance di Ed Norton nei panni del nazistone di questo capolavoro era molto più quotata. La scena in questione è divenuta celebre quanto il film stesso per la crudezza: il non troppo simpatico Norton becca un afroamericano nei pressi di casa sua, molto poco gentilmente gli intima di mordere il marciapiede per poi tirargli una spaventosa pedata sulla nuca uccidendolo. E dentro di voi sentite ancora quel rumore di cranio fracassato con l’urlo del fratello “Derek nooo”. Brividi. E brividi doppi quando, al momento dell’arresto, Norton sfoggia un sorrisino compiaciuto completamente sconnesso da quegli occhi spiritati e la svastica che campeggia sul suo pettorale.

3) Occhio, non di bue, a colazione (The neon Demon)

Sempre in ambito di capolavori restiamo, e sempre in ambito di film non propriamente horror. A dire il vero è difficile catalogare e definire quest’opera del Maestro Refn, diciamo solo che a Cannes venne accolto caldamente da fischi e ululati. In questo manifesto di critica sociale e del mondo della moda (che vi consiglio di guardare anche solo perché ha una delle più belle fotografie che io abbia mai visto) il regista danese pensa bene di metterci una spruzzatina di cannibalismo, giusto per arrivare al cuore del più raffinato pubblico francese. Per fare uscire dalla sala anche gli ultimi rimasti gira una scena che, se avete già visto il film, difficilmente scorderete: durante uno shooting una modella si sente male e vomita sulla moquette un bulbo oculare solo parzialmente digerito per poi pugnalarsi ripetutamente con un paio di forbici, il tutto mentre la sua collega, come ogni brava collega che si rispetti, raccoglie il dettaglio anatomico da terra e lo mangia. Consigliata la visione durante i pasti. Semplicemente Refn.

2) La piscina di siringhe (SAW II)

L’enigmista sappiamo essere un giocherellone, e in questa lunga saga, costellata da buone pellicole e scemenze apocalittiche i giochi affrontati sono decine e decine. Ma uno in particolare non potete non guardare con un brivido lungo la schiena, specialmente se siete tra quelli che fanno storie per un prelievo del sangue.  In questo secondo capitolo della saga il gruppo di prigionieri per superare l’enigma è chiamato a prendere una chiave dal fondo di un pozzo pieno di siringhe aperte. Terrorizzati si guardano fra loro, ma nessuno risulta essere un fan degli aghi, allora, ond’evitare di essere uccisi da Saw il maschio alpha della combriccola prende la ragazza mingherlina scaraventandola dentro quella particolare jacuzzi. La brutalità di una scena così camp risiede in tutte quelle siringhe che si conficcano fino alle ossa della povera malcapitata tra urla atroci. Il sogno di ogni aicmofobico.

1) Tutto il film (Antichrist)

Avete presente Lars Von Trier che tipetto è? I suoi film sono cose molto molto “particolari” per così dire, e quelli normalmente li gira da felice perché ci va giù pesante col Prozac e la vodka. Antichrist invece l’ha scritto e girato in un periodo di depressione nera. Un oggetto molto difficile da guardare in toto, rilasciato provocatoriamente in una versione cattolica e una protestante, strano e disturbante, in cui Willem Dafoe si presta a girare scene di necrofilia e mutilazione genitale. Questo nelle parti più tranquille della pellicola. Insomma il classico film per tutta la famiglia.

 

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