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SPECIALE #2: LE MIGLIORI SCENE DI BATTAGLIA DEL CINEMA

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Di scene di battaglia coinvolgenti il cinema ne ha regalate moltissime. Meno comuni, invece, sono le scene di battaglia talmente particolari da guadagnarsi lo status di cult. Ecco una classifica di quelle che ce l’hanno fatta.

10 Carica alla trincea – All’Ovest niente di nuovo, di Lewis Milestone (1930)  Un montaggio velocissimo e drammatico alterna la carrellata orizzontale dei soldati che tentano l’assalto alla trincea nemica e i volti delle truppe austriache che da dietro le mitragliatrici li abbattono a uno a uno, in pochi secondi. Mai come in questo delicato affresco bellico – tratto dal romanzo omonimo di Erich Maria Remarque – la vita umana è sembrata così fragile.

9 Rivolta sul treno – Snowpiercer, di Bong Joon-ho (2013)  Una catastrofe climatica. Quel che resta dell’umanità vive su un treno in moto perpetuo. Gli abitanti delle carrozze di coda si ribellano, quelli delle carrozze di testa contrattaccano. Il treno attraversa una galleria. Una lotta in visione notturna, asce, un pesce e Tilda Swinton come non l’avete mai vista. Ed è subito cult.

8 Castello di Hidetora – Ran, di Akira Kurosawa (1985)  Fra gli ultimi film di Kurosawa, Ran è l’adattamento giapponese del Re Lear di Shakespeare. Il lungo assalto al castello di Hidetora/Lear è sontuoso. L’occhio è attratto dalle uniformi dei cavalieri rosse come il sangue e dagli zoccoli dei cavalli che volano sul terreno veloci come saette, prima di essere fermati per sempre dagli archibugi. Sullo sfondo, la pazzia di Hidetora.

7 Battaglia nel grano – La notte di San Lorenzo, di Paolo e Vittorio Taviani (1982)  Anche questa rappresaglia fra contadini e Camicie Nere nella campagna toscana è a suo modo epica. O almeno epica la rende la piccola Cecilia, che per negare l’orrore trasfigura l’uccisione del fascista Giglioli per mano dei partigiani in un duello fra eroi omerici. Notevole l’uso dei primi piani e della musica, curata da Nicola Piovani. Il film vinse non a caso il Premio Speciale della Giuria a Cannes.

6 Fosso di Helm – Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, di Peter Jackson (2002)  Ovvero la battaglia del trucco e degli effetti speciali. Anche chi non ama il fantasy dovrà ammettere che Jackson si è superato nel rappresentare questo epico scontro fra i popoli della Terra di Mezzo. Suspense, pathos ed eroismo à gogo nel momento migliore dell’intera trilogia.

https://www.youtube.com/watch?v=jmQxXdBpadY

5 Rorke’s Drift – Zulu, di Cy Endfield (1964)  Sudafrica, 1879. I canti di guerra di 4000 guerrieri zulu da un lato, e la timida canzone militaresca di 140 soldati inglesi dall’altro. Lance e scudi da un lato, armi da fuoco dall’altro. Chi avrà ragione? Efficace sintesi del colonialismo inglese, questa raffinatissima scena ispirò a Jackson il Fosso di Helm e a Scott le urla dei barbari ne Il Gladiatore. Primo ruolo importante per Michael Caine.

4 Stirling – Braveheart, di Mel Gibson (1995)  Per tutti quelli che vorrebbero “urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”. Il film si prende molte discutibili licenze storiche, ma la regia di Mel Gibson è sicura e la colonna sonora si imprime nella memoria. Toccante.

3 Attacco degli elicotteri – Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola (1979)  Questa è una sequenza che non ha certo bisogno di presentazioni. L’attacco degli elicotteri americani al villaggio vietnamita sulle note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner è ormai patrimonio intellettuale collettivo e rappresenta uno dei momenti di più lucida allucinazione del film che meglio di tutti ha raccontato la follia della guerra.

2 Agincourt – Enrico V, di Kenneth Branagh (1989)  Branagh alla sua prima regia firma un’incredibile trasposizione dell’opera di Shakespeare dedicata alla famosa vittoria inglese durante la Guerra dei Cent’Anni. L’Agincourt di Branagh è una battaglia dei primi piani, come a dire che la guerra non è fatta di armi, ma di uomini. Asciutta ed essenziale, questa sequenza avvolta nella nebbia racchiude la confusione di ogni guerra, affidandosi ai dettagli e alla potenza del suono: gli zoccoli che affondano nel fango, un corpo che stramazza al suolo, frecce che sibilano nell’aria. E’ preceduta dal celeberrimo monologo “We happy few, we band of brothers”. Poesia.

1 Omaha – Salvate il soldato Ryan, di Steven Spielberg (1998)  Ovvero lo sbarco in Normandia secondo Spielberg. La guerra è un inferno senza senso, ben delineato da un sapiente uso della telecamera a mano e degli effetti sonori. Il resto è un classico film di guerra americano con un’interpretazione della realtà storica un po’ (tanto) semplicistica. Restano 24 minuti iniziali clamorosi, in cui non si tira mai il fiato.

Menzioni speciali (ovvero “quelli che avrei voluto inserire ma fare una top 15 pareva brutto”): La carica dei seicento (1936), Alexander Nevskij (1938), Il gladiatore (2000), Waterloo (1970), Quell’ultimo ponte (1977).

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