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Sognando l’isola che purtroppo c’è

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Come recitava un popolare spot degli anni ’80:

Questa notte ho fatto un sogno straaaanissimo…

Stavo facendo ” immersione” in una piscina immensa in giardino, circondata da pesciolini tropicali buffi e divertenti….un posto surreale ma fantastico; i miei occhi incrociano lo sguardo vigile di ogni specie marina dalle tonalità più disparate e diversificate e fa da sfondo un limpido e profondo blu. Curiosando un po’ di là e un po’ di qua, inseguo uno strano pesce di colore verde fluorescente; mi allontano così tanto che l’abisso diventa sempre più misterioso, cupo e stretto. Al che mi rendo conto di essere finita in un tortuoso labirinto strutturato in tubature di plexiglass.

La mia radio cerebrale trasmette  un famoso ritornello:

…come in una discoteca labirinto grande e senza luci colorate lunga un centinaio di chilometri dalla quale non si possa uscire!

Presa dal panico sto per soffocare !

Accelero la nuotata per trovare il prima possibile una via di fuga. Dopo svariati tentativi, una luce magica mi guida verso un’uscita. Risalgo senza fiato a galla e mi ritrovo al largo del mare. La sorprendente scoperta è di essere accerchiata da un accumulo esagerato di spazzatura:

mi trovo presso la GRANDE ISOLA DI PLASTICA.

Come spesso accade , i sogni sono destinati ad infrangersi contro la realtà, perché al mio risveglio realizzo che il sogno è reale, l’isola di plastica  è l’isola che purtroppo c’è! Ubicata nel Pacifico, è una zona marina molto estesa; un concentrato di spazzatura grande per tre volte la Francia, contenente 80.000 tonnellate di accumulo di detriti plastici e frammenti di microplastica. Rappresenta un disastro ambientale i cui danni per l’ecosistema sono indecifrabili. La palese dimostrazione di “fallimento di un modello di sviluppo”. Lo stesso spot anni ’80 recitava :

Adesso esageriamo

E lo stiamo facendo sul serio! Ma non possiamo soccombere,  o lasciarci sopraffare subendone le conseguenze. Dobbiamo reagire. Questo perché non si può essere passeggeri di un treno che è qualcun altro a guidare. Non si può neanche tornare indietro e ricominciare in  altro modo; però ognuno può iniziare oggi e creare le basi per uno stile di vita rinnovato e consapevole,

Inquinando meno e consumando meno

Diversi sono i modi per farlo, ne elenco 10, proprio come i dieci comandamenti:

#1 Scegliere consapevolmente l’acquisto di prodotti, preferendo quelli senza imballaggio

#2 Risparmiare l’acqua

#3 Scambiare, riutilizzare, riciclare

#4 Limitare il consumo di carne ( non più di due volte a settimana)

#5 Non consumare cibo spazzatura

#6 Acquistare prodotti a km 0

#7 Non produrre rifiuti alimentari

#8 Differenziare i rifiuti

#9 Adottare illuminazioni a basso impatto e ad alta efficienza energetica

#10 Pulire la casa in modo ecologico ( una possibilità ce la dà Blueeco)

Se non troviamo soluzioni, facciamo sicuramente parte del problema!

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