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Siamo donne e siamo fortissime

Fino a che punto un uomo è disposto a sentirsi superore ad una donna?

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Fino a che punto un uomo è disposto a sentirsi superore ad una donna?

A gennaio 2018 ho perso mia mamma.

Non l’ho persa in tasca, né in una grande città, l’ho persa perché una roba brutta se l’è portata via (anche se una delle mie migliori amiche continua a sostenere che sia scappata in Australia.. e mi piace credere che sia davvero così).

L’ho persa troppo presto, è vero e ci sono giorni in cui maledico chiunque (perché non so bene chi maledire esattamente), in cui grido al cielo “PERCHE’?!”, batto i pugni e faccio i capricci perché vorrei che questa benedetta mamma riprendesse st’aereo da Sindey e tornasse qui, con me.

Ma so che non può succedere per davvero e quindi.. e quindi niente, la vita è un po’ stronza a volte e bisogna fare spallucce e andare avanti. Già, ho capito che la parola chiave per superare quest’immenso dolore, questa voragine nel mio cuore, è proprio ANDARE AVANTI.

Vado avanti ma pensando sempre a lei, a tutto ciò che mi ha insegnato, prima di tutto ad essere indipendente. Sono come sono perché lei mi ha cresciuto con un cuore buono, una mente svelta e soprattutto in grado di cambiare, in divenire, mi ha insegnato il valore del rispetto e della riconoscenza. Mi ha insegnato a stare al mondo in maniera gentile. Lei era così.

Sapete, la mia famiglia ha un negozietto di alimentari da più di trent’anni nel paesino in cui viviamo, praticamente è più vecchio di me, in cui io e i miei fratelli siamo cresciuti. Ci conosciamo tutti e tutti sappiamo tutto di tutti. Un po’ inquietante se vogliamo ma alla fine anche rincuorante perché vai dove vai saprai sempre che qui resta tutto così com’è (e in questo mondo che cambia alla velocità della luce male non è).  E poi è stata proprio mia mamma ad aprilo quando aveva appena vent’anni e io lo dico sempre perché mi riempie di orgoglio: aveva già due maroni così a vent’anni. Ecco.

Questo preambolo per dirvi però un’altra cosa: mi capita a volte di vedere, proprio nel mio negozietto, uomini  ‘attempati ‘ diciamo che vengono a fare la spesa, ogni tanto eh, mica sempre, perché fare la spesa è “roba da donne” (loro lo dicono in dialetto ma non lo capireste quindi traduco simultaneamente) con le rispettive mogli. E li vedo trattare queste donne con una sufficienza, una cattiveria e una maleducazione che ogni volta mi fa male al cuore. Saranno sposati probabilmente da cinquant’anni e si sopportano da tutta la vita..ok.

Eppure loro continuano ad essere gentili, continuano a fare il bucato, stirargli le camicie e comprare quel formaggio perchè sanno che è il loro preferito. E io mi incazzo ancora di più.

Che poi se queste donne una mattina si svegliassero e pensassero “mi sono proprio rotta, adesso parto e non torno mai più” questi uomini rimarrebbero lì, tonti, a fissare il vuoto perché nemmeno sanno come si fa una lavatrice, come si cucina un piatto di pasta o dove si paga una bolletta. Totalmente dipendenti da queste donne che non fanno altro che denigrare. Non riesco a smettere di visualizzarmi in testa l’immagine di questi uomini imbambolati in piedi in mezzo alla sala. Mi scaturisce un sorriso amaro e giuro a me stessa che se mai dovessi avere un figlio lo crescerò con la consapevolezza che ogni essere umano ha pari valore e pari dignità, lo prometto.

Perché deve essere così? Perché non si riesce ad apprezzare ciò che la persona al nostro fianco fa per noi? E’ così sbagliato dare tutto per scontato eppure e ciò che, alla fine, facciamo tutti.

Se c’è una cosa che ho imparato (oh my god che frase da anziana.. è che a star qui uno si deve adeguare..) dalla partenza di mamma Elena per l’Australia è che ogni giorno è un buon giorno per fare del bene, per prendersi cura delle persone che amiamo e per sorridere. Lei sorrideva sempre anche se era la persona più occupata e carica di responsabilità e rotture di scatole che avessi mai conosciuto e mi ricordo che la guardavo e la ammiravo tantissimo perché, alla fine, riusciva sempre a fare tutto e pure bene (anche se non gliel’ho mai detto, ma glielo dico ora).

Quindi GRAZIE mamma,per esserti presa cura di noi e averci cresciuti uniti e neanche poi troppo imbecilli, grazie di averci sempre spronati e sostenuti, grazie di esserci sempre stata, ogni singolo minuto.

Ci manchi ma teniamo duro né!

 

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