She Said

Che sia un anno pieno di veri trentenni

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Siamo quelli che vanno al bagno con l’iPhone e che sono stati sequestrati in mondi paralleli chiamati social.

Siamo quelli che vengono percepiti come la generazione dell’alienazione, dell’attenzione spicciola, del mediocre senso di appartenenza ad una Nazione, ad una politica inesistente, ad una società che corre senza percepire il vento.

Siamo quella generazione che viene considerata vulnerabile, a testa in giù nel terribile mondo dell’ansia, del panico, della voglia di non aver a che fare con questi problemi troppo grandi, troppo crudi, troppo tutto.

Siamo anche quelli che si sono dovuti costruire un futuro, comprare la macchina a rate, cucinare sofficini al microonde mentre i genitori piangevano, parlare della musica come una storia oramai passata. Siamo quelli che hanno sudato una laurea, hanno vissuto ogni giorno come un mattone da aggiungere al proprio muro, hanno ceduto alle tentazioni, ma hanno chiesto perdono. Siamo quelli che hanno deciso di fare dei figli presto, per amarli intensamente, per portarli al parco fino a tardi, per rinunciare all’idea di fallire nella vita e dedicare ogni respiro al migliorare prima di tutto se stessi.

Siamo vivi dentro, pieni di ogni dettaglio, colmi di perché, di domande che rimarranno per sempre domande, di risposte simpatiche per passare il tempo. Pieni di momenti da fotografare per lasciare un po’ di noi qua e là, per non nasconderci davanti alla volontà di mostrare un po’ di noi al mondo. Per non aver paura di fare delle scelte consapevoli, di mostrarsi nudi, di mostrare nudo il pensiero, una presa di posizione, un estremo bisogno di comunicare nel modo più intimo e reale. Siamo quella generazione descritta negli articoli di marketing, nelle personas che vanno bene per ogni azione di marketing, siamo sotto osservazione e sotto stress e sotto le nuvole e le nostre stelle. Siamo amanti prima di tutto di noi, perché amiamo avere del tempo da passare da soli sotto la doccia. Perché abbiamo un bisogno vitale di sentirci prima di tutto Uno, un Uno coerente, vero. Perché abbiamo capito che stare un po’ in silenzio non è una perdita di tempo, ma ossigeno per il nostro respiro.

Siamo quelli che per la prima volta dopo 29 anni abbiamo voglia di segnare una linea e tirare le somme. Siamo quelli che spegneranno 30 candeline nel 2018 e che sentiremo ad una ad una ogni fiamma spegnersi pesante ma al contempo leggera e piena e vera. Siamo quelli che non hanno paura di dire che è stato pesante, difficile, tremendamente soffocante, ma al contempo l’unico vero e inevitabile modo per sentirsi meravigliosamente vivi e veri.

Buon anno a tutti i futuri trentenni e a tutti gli altri!

 

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