Arte in pillole

Si scrive “Pantheon”, si legge “Incanto”

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Chi non ha mai confuso il Pantheon col Partenone?

Non siate timidi, io stessa devo stare attenta a non dire “pan per polenta”.
Del Partenone si è già parlato qui oggi invece scopriamo questa meraviglia romana.

PantheonITA

Il nome Pantheon, innanzi tutto, gli viene dato in vista del suo scopo, doveva essere il tempio dedicato a tutti gli dei (Pan= tutti; Theon=divinità).

Le sorti del Pantheon sono segnate da continue ricostruzioni:  Agrippa aveva costruito un pantheon in epoca augustea ma in seguito ad un incendio venne demolito e ricostruito sotto Domiziano, distrutto nuovamente, trova la rinascita, nella sua forma attuale grazie a Adriano che mantiene l’iscrizione per conservare il passato

“M.AGRIPPA.L.F.COS.TERTIVM.FECIT.”

ovvero, “è stato costruito da Marco Agrippa nel suo terzo consolato”.

La ricostruire recente ha quindi datazione attorno all’inizio del II secolo d.C. (tra il 118 e il 125 d.C.) e la struttura in generale è molto particolare. È diverso da tutti i templi che, prima i greci, poi i romani, sono sempre stati abituati a vedere:

Il Pantheon in pianta

Il Pantheon in pianta

La facciata è tradizionale, con 8 colonne sulla fronte che danno accesso ad un pronao rettangolare, la vera novità si ha nel naos, la cella interna, infatti, è a pianta circolare, con un diametro di 46 metri, costituita da nicchie protette da due colonne ciascuna, nelle quali erano poste le statue delle divinità.
La rotonda, così chiamato il naos, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni che sostengono la struttura e permettono di scaricare il peso della cupola, costruita a gettata unica.

Lo spazio interno della cella è costituito da un cilindro coperto da una semisfera, dalla quale parte la cupola, realizzata grazie a una serie di espedienti che contribuiscono all’alleggerimento della struttura:

  •  utilizzo di cassettoni: man mano che si raggiunge la sommità i cassettoni decorativi si rimpiccioliscono.
  • utilizzo di materiali: diventano sempre più leggeri: nello strato più vicino al tamburo cilindrico si trovano strati di calcestruzzo con scaglie di mattoni, salendo si trova calcestruzzo con scaglie di tufo, mentre nella parte superiore, si trova calcestruzzo miscelato a lapilli vulcanici.

La cupola termina con un’apertura chiamata oculus di diametro 9 metri, soluzione utilizzata per non compromettere la stabilità dei muri con aperture laterali.

cupola e oculus del Pantheon

cupola e oculus del Pantheon

Il pavimento è leggermente convesso ai lati e rivestito secondo la tecnica mosaicale dell’opus sectile, ovvero ritaglio di lastre colorate poste in modo da formare disegni di quadrati o cerchi alternati tra loro.

pavimento in opus sectile

pavimento in opus sectile

Il Pantheon ha subito un ulteriore cambiamento (l’ultimo), questa volta nello scopo: nel 1870, infatti, è divenuto sacrario dei re d’Italia e accoglie le spoglie di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia, nonché quelle di Raffaello Sanzio, celebre pittore e architetto rinascimentale e di tanti altri personaggi importanti per la storia italiana.

Di gioielli ne abbiamo a volontà in Italia, valorizziamoli! Noi turisti per primi preferendoli alla solita vacanza tropicale!

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