Scienza & Gnorri

La sfera di Dyson – La storia

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Buongiorno e benvenuti alla nuova puntata di Scienza & Gnorri, La sfera di Dyson – La storia.
Questa settimana proviamo ad entrare nel mondo della fantascienza pura. La sfera di Dyson è una ipotesi, un sogno e ci auguriamo parte integrante del nostro futuro. Noi non possiamo che essere curiosi di conoscerlo. Buona scienza e buona lettura a tutti.

In questa prima parte analizzeremo cos’è la sfera di Dyson e come oggi questa ipotesi venga impiegata in astronomia. Nella seconda parte analizzeremo invece nel dettaglio come sarebbe costruita, in particolare all’interno del nostro sistema solare.

sfera di Dyson concept

La Sfera di Dyson – Artists’ concept of a Dyson sphere. Notice the little moon or planet on the left side, being ravaged for raw materials. This image – called Shield World Construction – is by Adam Burn.

Partiamo dalla basi: la sfera di Dyson è una struttura enorme ipotetica, teorizzata da un astronomo inglese di nome Freeman Dyson. Una persona estremamente curiosa, che negli anni si è specializzato in tanti campi dai nomi complicati: ingegneria nucleare, fisica dello stato solido ed elettrodinamica quantistica. La sfera di Dyson fece la sua prima comparsa sulla rivista Science nel 1959, in un articolo intitolato Search for Artificial Stellar Sources of Infrared Radiation. 

sfera di dyson freeman dyson

La sfera di Dyson – Freeman Dyson

Dyson teorizzò che in una società tecnologicamente avanzata si sarebbe potuto creare una enorme struttura in grado di circondare completamente la propria stella e catturarne tutta l’energia da essa sprigionata. Lo scopo principale della struttura sarebbe quella di intercettare tutte le lunghezze d’onda del visibile, in seguito trasportate ad ogni struttura umana nel sistema solare. Tutte le radiazioni in eccesso verrebbe invece mandate all’esterno sotto forma di radiazione infrarossa. Una grande e forte emissione di radiazioni infrarosse potrebbe quindi essere un segnale della presenza di civiltà extraterrestri.

Cosa significa questo? Partendo dal presupposto che un oggetto emette delle radiazioni nello spettro dell’infrarosso. Secondo Dyson una civiltà altamente avanzata, simile alla nostra, dovrebbe vivere in un luogo con una temperatura media intorno ai 27 gradi Celsius. A questa temperatura l’emissione nella parte infrarossa dello spettro avrebbe una lunghezza d’onda di circa 10 micrometri. Una emissione di radiazioni molto superiore ai 10 micrometri potrebbe essere un segnale interessante (perché significherebbe che viene emessa può radiazione infrarossa del dovuto). Attualmente vengono sfruttati i dati rilevati dall’IRAS (infrared Astronomical Satellite), un satellite in grado di osservare lo spettro degli infrarossi al di fuori dell’atmosfera, in grado di eliminare le eventuali contaminazioni di dati dalle normali emissioni del nostro pianeta.

Qualche anno fa aveva destato molto interesse lo strano comportamento della stella KIC 8462852, detta anche stella di Tabby: nell’osservazione diretta del corpo celeste gli scienziati avevano notato dei repentini cali di luminosità (fino al 20% in meno!), compatibili con la presenza di una sfera di Dyson. Successive analisi ipotizzarono invece che questo comportamento poteva dipendere dalla presenza di una nuvola di particelle di polvere che si muove davanti alla stella. È interessante notare come si stia utilizzando il modello della sfera di Dyson per identificare potenziali fonti aliene, come sta facendo il SETI (Search for Extraterrestial Intelligence).

 

Come anticipato nella prossima puntata analizzeremo la sfera di Dyson più nel dettaglio, cercando di immaginarne l’applicazione nel nostro sistema solare e come cambierebbe il nostro modo di vivere. Alla prossima puntata di Scienza & Gnorri.

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