Per un pugno di fotogrammi

Sesso, droga & Leonardo DiCaprio

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Sono questi i tre elementi scelti da Martin Scorsese per la sua folle cavalcata attraverso il mondo della finanza americana. “The wolf of Wall Street” è una dose di cinema compulsivo, iniettata direttamente negli occhi dello spettatore. Da domani al cinema.

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«Ok, voglio che vi concentriate un attimo. Lasciate che vi dica una cosa: la povertà non ci nobilita. Sono stato sia un uomo ricco che un uomo povero e vi assicuro che preferisco la ricchezza un milione di volte. Perché almeno da ricco, quando ho dei problemi me ne vado in giro in limousine con un completo da 2 mila dollari e un orologio d’oro da 40 mila. E se qualcuno di voi pensa che io sia superficiale o materialista, beh che si trovi un lavoro da McDonald’s perché è quello il posto che si merita! E prima che lasciate questa sala piena di vincenti, voglio che guardiate attentamente la persona che sta di fianco a voi, perché in un futuro non lontano, sarete fermi al semaforo sulla vostra Pinto malridotta e quella persona si fermerà proprio accanto a voi su una Porsche nuova di zecca, con a fianco una moglie bellissima con delle tette enormi. E voi chi avrete invece di fianco? Una disgustosa bestiaccia con una pelliccia pelosa, in un camicione senza maniche, incastrata tra le borse della spesa prese al discount. Ecco chi ci sarà accanto a voi! Quindi ascoltatemi bene: siete indietro con le spese della carta di credito? Bene, prendete il telefono e chiamate! Il vostro padrone di casa è pronto con lo sfratto? Bene, prendete il telefono e chiamate! Voglio che risolviate i vostri problemi diventando ricchi!»

Il lupo di Wall Street è una specie animale molto aggressiva e pericolosa. Già al primo sguardo parte determinato, lanciato verso il collo della preda da azzannare. Il suo punto di forza è il non concedere alcun diritto di replica all’interlocutore. E’ un fiume di parole in piena, che ci stordisce. Frasi spiazzanti, brevi, fulminanti che noi sappiamo essere moralmente sbagliate, ma alle quali non riusciamo a sottrarci. Ed è quando finiamo per annuire stremati e intontiti che il lupo raggiunge il suo obbiettivo e con una mossa a sorpresa ci strozza e ci finisce. Questa creatura che urla, pulsa, morde, copula ha le fattezze di un impomatato Leonardo DiCaprio che per tre ore domina la scena con una performance sopra le righe, in cui alti e bassi si succedono fotogramma dopo fotogramma alla ricerca del virtuosismo capace di regalargli quella statuetta d’oro che per troppo tempo gli è stata negata. A dirigere la belva c’è il miglior regista dell’industria cinematografica. Quel Martin Scorsese che non voleva girare questo film, perché lo sentiva non suo, ma che alla fine riesce a confezionare un prodotto monumentale, che riesce a scavalcare la pesante eredità del “Wall Street” firmato Oliver Stone e a regalarci un film isterico che porta tutte le caratteristiche del suo stile. Dall’incredibile colonna sonora che spazia dal blues a Umberto Tozzi, passando per le inquadrature fluide alla “Casinò” per arrivare a una fotografia e a una sceneggiatura costruite in maniera impeccabile. E poi le bionde dive del cinema di Scorsese, le innumerevoli scene di sesso esplicito, il linguaggio colorito di uno che è cresciuto per la strada e ci tiene a farlo sapere a chi guarda.

“The wolf of Wall Street” è tutto questo messo insieme, da una parte è la consapevolezza di aver creato un prodotto incredibile, che punta ai maggiori premi dell’industria di settore, sicuro di potersi assicurare anche un’incredibile successo di pubblico al botteghino. Dall’altra è un film pericoloso, perché gestire una belva come il lupo non è mai facile. A volte è di un’efficacia devastante, altre volte ha bisogno di pause che rischiano di compromettere tutto il livello della pellicola. Il risultato d’insieme resta ottimo, non perdetevi la scena di DiCaprio che cerca di tornare a casa sotto l’effetto delle anfetamine, o lo splendido dialogo tra il protagonista e Matthew McConaughey, che in soli cinque minuti regala una prova d’attore quasi più efficace di quella di DiCaprio che recita per tutto il film. Chi tra i due la spunterà agli Oscar, lo staremo a vedere. Di sicuro per una storia simile, in cui si esalta il lato piacione della criminalità e il ladro diventa il personaggio per cui si simpatizza, il lupo è la figura più adatta. D’altronde, senza artigli, non sei il benvenuto a Wall Street.

Alvise Wollner

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