Arte in pillole

E se il tuo selfie fosse un pezzo da museo?

Nell’epoca del selfie, Google sperimenta un modo per avvicinare il pubblico alle opere d’arte rendendolo protagonista e coinvolgendolo, al passo con i tempi social!

Già da alcuni anni anche la cultura si fa social, per abbracciare un pubblico più ampio, per avvicinarlo e incuriosirlo all’arte e al mondo museale.

Sembra però che si dia troppo peso al ricordo: campagne come il Museum Selfie Day, il via libera a scattare foto in siti artistici, l’allestimento di mostre “fatte per Instagram” (esposizioni progettate tenendo a mente il grado di fotogenia delle opere). Ci troviamo tutti con i telefoni in mano a fotografare, con la scusa di catturare il momento. Ma lo viviamo davvero? Al di là di tutte le situazioni quotidiane dove il telefono è protagonista, anche di fronte alla Bellezza ci dimentichiamo di archiviare un’emozione e per contro archiviamo una fotografia. È questa l’esperienzialità creata per portare il pubblico a contatto con l’arte? L’arte sin dal principio era inclusiva, insegnava! Quello che conta ora sembra solo il divertimento della persona.

Alcuni però hanno legato il carattere ludico alla didattica, all’apprendimento.

Esperimento Google: dal Cultural Institute all’app

E se si facesse leva sull’emozione? Google già da più di tre anni, ha applicato lo street view e le panoramiche a 360° alla museologia, dando la possibilità di visitare un museo direttamente da casa, dalla propria scrivania, o sdraiati a letto. Con gli Art Projects si può indagare fino al millimetrico particolare, un’opera d’arte.

Dal 2016 questo progetto di arte e cultura si trasforma in un’applicazione “Google Art & Culture” con diverse funzionalità: esplorare opere d’arte in alta definizione, fare tour virtuali e visitare le collezioni museali, conoscere in maniera più approfondita artisti e movimenti, avere una panoramica dei musei più vicini alla posizione in cui ci si trova, sperimentare con l’arte.

Scatta il selfie: l’arte ti somiglia!

Chi di noi non ha mai fatto un paragone tra un’opera d’arte e un proprio amico, parente, o magari sé stessi. La stessa campagna pubblicitaria promossa dal MIBACT con lo slogan “L’arte ti somiglia” ci mostra come sculture o dipinti di centinaia o migliaia di anni fa possono avere dei lineamenti simili a noi.
Google Art & Culture va oltre e cerca di portare alla quotidianità l’arte: “C’è il tuo ritratto in un museo?”. Basterà caricare un selfie, scattato al momento, lasciare qualche secondo di elaborazione e vedere il risultato: la funzione dell’app ci dice in quale percentuale somigliamo a ritratti celebri.

Avrei voluto provarla anche io, ma a quanto pare la versione che ho scaricato deve ancora rilasciare questa funzione. In ogni caso, si trova prima della sezione “Tema in primo piano”, nella home dell’app.
Vi consiglio di scaricare quest’applicazione, che voi siate appassionati di arte o meno, ci sono molti spunti curiosi, letture interessanti e modalità diverse di approcciarsi con l’arte. Poi magari voi siete più fortunati di me a rintracciare il gioco!!

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