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I segreti delle icone di Hollywood

Gli aneddoti e le storie più peculiari delle grandi star del Cinema

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Eternamente giovani nelle nostre menti, bellissimi, straordinariamente talentuosi e semplicemente perfetti… o forse no. Sopra la celebrità c’è la star, sopra la star c’è l’icona, e questo sono stati per il mondo del Cinema Marlon Brando, Marilyn Monroe e James Dean. Ma prima che compriate qualche maglietta e poster leggete i seguenti aneddoti sulle loro vite, a molti sconosciuti.

Partiamo da Norma Jeane Mortenson Baker. Come chi? Ma Marilyn naturalmente, che al primo contratto con la 20th Century Fox si sentì dire che aveva bisogno di uno pseudonimo per sfondare nel mondo del Cinema e le venne affibbiato Carole Lind, poi sostituito dal regista Ben Lyon in Marilyn Monroe, perché “la doppia M è più sexy”. Sarete tutti concordi nel considerarla La Bionda per antonomasia, e anche qui sbagliereste perché Marilyn era in realtà castana tendente al rosso e fu spinta verso la tinta biondo platino per esigenze cinematografiche, poi mantenuta pressochè per sempre. A riprova che la bellezza non è una somma di dettagli perfetti anche il fascino disarmante della Monroe celava qualche imperfezione tra cui strabismo di Venere, naso e mento un po’ disarmonici (che fece ritoccare chirurgicamente a inizio carriera) e un difetto congenito neanche tanto lieve all’anca che modificava la sua andatura nella camminata rendendola però originalmente sensuale. Agli inizi, ancora anonima al grande pubblico, posa nuda per potersi pagare l’affitto convinta che le foto non sarebbero trapelate, sfortunatamente per lei finirono nelle mani di un certo Hugh Hefner che decise di inserirle nel primo numero della sua rivista appena fondata e che diventerà piuttosto celebre, ma questa (come direbbe Federico Buffa) è un’altra storia…

Anche la vita privata dell’artista non è meno complicata, tra le sue decine di amanti si annoverano con certezza l’esterno centro degli Yankees Giuseppe Paolo DiMaggio, noto come Joe (che fu uno dei suoi tre mariti e che lasciò l’attrice dopo uno scatto di furente gelosia per la leggendaria foto tra Lexington e 52esima, in cui il vestito bianco di Marilyn si solleva a causa del vento provocato dalla metro), The Voice Frank Sinatra, JFK, Bobby Kennedy, l’attrice Joan Crawford, Tony Curtis e Marlon Brando.

Ebbe 14 aborti tra spontanei (l’attrice soffriva di endometriosi, una condizione per cui il tessuto uterino si localizza in sedi anomale provocando dolore e sanguinamenti in accordo al ciclo mestruale, oltre che infertilità) e volontari (tra cui quello eseguito in Messico, resta da capire se la volontà fosse la sua o quella di Robert Kennedy).

La dipendenza da alcol e psicofarmaci iniziò poi a logorare la sua lucidità e il suo fragile carattere, tanto che durante le riprese del suo più grande capolavoro, A qualcuno piace caldo (interrompete la lettura e andate a recuperarlo se non l’avete già fatto), si dice arrivasse con 3 ore di ritardo sul set nei giorni buoni e che abbia sbagliato per 47 ciak la semplice battuta “It’s me, Sugar!”. La diva fu trovata morta nella sua camera a causa di un’overdose di barbiturici, sul referto autoptico si legge che con alte probabilità si sia trattato di suicidio. Se volete sapere le basse probabilità dovreste forse chiedere ai fratelli Kennedy…

Come detto, una storia Marilyn la ebbe con quello che forse è più grande attore di tutti i tempi, Marlon Brando. E anche su questo personaggio le curiosità e le dicerie si sprecano. Che il carattere carismatico e tenebroso di Brando gli sia costato numerosi scontri verbali e fisici con i suoi registi è cosa nota, meno noto è che l’attore era un profondo sostenitore della meditazione ed era convinto di essere in grado di controllare, mediante essa, il dolore fisico. Per questo motivo durante le riprese de Gli ammutinati del Bounty per prepararsi alla scena della morte si mise per lunghi minuti su blocchi di ghiaccio, provocandosi ustioni, per meglio simulare le convulsioni; inoltre richiese di essere circonciso dal suo medico senza anestesia.

Poco conosciuta è anche la sua amicizia con Michael Jackson, il re del pop infatti prendeva lezioni di recitazione da Marlon e in cambio si esibiva alle feste di compleanno dei suoi figli. Altra stranezza era il “manager” di Brando, un certo Doctor Tim. Dove sta la stranezza? Doctor Tim era il mastino inglese dell’attore, e per ottenere un’intervista con il padrone era necessario sottoporre la propria candidatura all’attenzione del cane…

Non meno rocambolesche sono le informazioni sulla vita privata dell’icona: almeno 12 figli da un numero imprecisato di donne, 3 matrimoni, un’aperta bisessualità, amanti del calibro della principessa Grace Kelly, Cary Grant, Jackie Kennedy (non inizia a ridondarvi questo cognome?), Bob Dylan e, proprio la nostra terza icona, James Dean.

Il rebel without a cause della gioventù bruciata americana, nonostante la prematura morte a soli 24 anni a bordo della sua auto sportiva è unanimamente considerato uno migliori attori della storia del cinema. L’amore per la velocità di Dean non è certo un segreto, arrivò addirittura ad essere licenziato dal lavoro di stunt tester perché le sue performances erano… troppo veloci. Possedeva un invidiabile parco auto e motociclette di ogni epoca, era ad un passo dall’abbandonare la carriera di attore per iniziarne una come pilota professionista.

Tra gli altri interessi dell’attore c’era la danza, il violino, i trucchi di magia e soprattutto Marlon Brando. Una totale ossessione/ammirazione che lo portò a comprare la sua stessa motocicletta (una Triumph) e indossare i suoi stessi outfit composti di jeans, magliette bianche e giubbotti in pelle in ogni occasione anche a matrimoni (il sex symbol non era propriamente un guru dello stile e spesso, in vece della cinta, usava delle mollette per sorreggere i suoi jeans lerci). Con Brando ebbe una relazione che molti testimoni definiscono sadomaso, con Marlon nel ruolo del dominatore che praticava violenze di ogni tipo a Jimmy (il quale talvolta alzava la maglietta e sfoggiava ai suoi amici le scottature da sigaretta infertegli) e lo sottometteva anche psicologicamente lasciandolo chiuso fuori casa al freddo ad aspettare per ore. L’ossessivo amore di Dean non era neanche lontanamente ricambiato da Brando che vedeva in lui solo un “sottone” da sfruttare e, a detta di tutti, il sussiegoso Marlon era innamorato solo di se stesso. Nonostante Dean avesse evitato la leva militare dichiarandosi omosessuale è assodato che ebbe una relazione con l’attrice italiana Anna Maria Pierangeli e, quando questa si sposò con un noto cantante, Dean seguì il suo matrimonio dal ciglio della strada appoggiato alla sua moto.

I suoi segretucci dal punto di vista fisico invece sono nascosti dietro il suo scintillante sorriso: gli incisivi di James erano infatti finti, li perse in un incidente domestico e spesso li levava durante le conversazioni, raccontando di averli rotti in un incidente stradale. Molto peggio poteva andargli al party di Joan Davis, in cui, sbronzo al punto giusto giochicchiando con una mela, chiese ad un arciere qualcosa che solo Guglielmo Tell si sentì dire prima d’ora (fortunatamente arrivò il proprietario di casa a interrompere lo show).

Nonostante questi aneddoti, le luci, le ombre, queste persone leggendarie hanno per sempre lasciato la loro impronta non solo nel mondo del cinema. La luminosità di Marilyn, le pazzesche performances semi-improvvisate di Brando, il mitico giubbotto rosso di Dean in Gioventù bruciata, sono tutti segni della Storia incisi indelebilmente su pietra, patrimoni dell’umanità, icone immortali. E forse in fondo chissenefrega se Marilyn aveva sei dita in un piede, se Marlon rimbalzava Sophia Loren per il suo alito “da dinosauro”, se James non era un grande fan della doccia…

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