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“Se mi tornassi questa sera accanto” di Carmen Pellegrino

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Il titolo del romanzo, incipit della poesia di Alfonso Gatto “A mio padre” ci proietta in una storia di distanze, di presenze-assenze, di anime inquiete, di spiriti combattivi e cinici, di una bambina di nome Lulù cresciuta troppo in fretta e con i sensi di colpa per una mamma infelice, una “farfalla dalle ali rotte” e la sua “scrittura clandestina”.

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Giosuè Pindari, il padre di Lulù affida al fiume terra le lettere che decide di scrivere alla figlia, ormai lontana da casa, informandola dello stato di salute della mamma e ripescando dal passato ricordi, abbracci negati e la voglia di rivederla ancora per sussurrare un silenzioso ma sentito… mi dispiace.

Se un giorno tornassi ridiventeresti la piccola a cui dicevo che nell’ acqua dei fiumi ci si ritrova sempre. E ti abbraccerei. Lo so, non ti ho mai consentito di essere bambina, ma avresti ora il cuore di negare a un padre l’inganno gentile di andare indietro nel tempo?

Il fiume terra ha un ruolo chiave nel rapporto tra padre e figlia. Lulù è cresciuta sin da piccola con la venerazione del fiume… “come proseguimento della terra e il suo alimento”.

Per Lulù, il fiume è casa. Giosuè, combattivo, cinico, inaffettivo in realtà nelle lettere aprirà il suo mondo interiore con parole che toccano profondamente, un uomo con il cuore anestesizzato dall’anima inquieta di sua moglie Nora. Lei è il personaggio che tocca e non lascia indifferenti. L’ho definita una presenza-assenza, è come se il suo corpo era sì in quella casa ma l’anima vagava nel buio perenne della notte, inseguiva la morte, l’assorbiva facendola cadere in un profondo buco nero. Lulù, piccola e dolce Lulù, cercava nella scrittura segreta di Nora, parole degne di un affetto mancato, una mamma distante e glaciale.. Lulù desiderava solo l’abbraccio più bello, quello di una Mamma.

Perché non mi ami, mamma? L’amore dici? Ti baciano e ti feriscono. Guardati dal cercarne invano. Credi invece ai legami sotterranei, non visibili alla luce.

Per Giosuè, Lulù era destinata ad essere forte rispettando il suo patto e questo era per lui motivo di orgoglio, poi Lulù cresce, il primo ragazzo e i pensieri discordanti con il padre, i primi insulti e le delusioni. Giosuè lo capirà poi “Ti devo delle scuse, Lulù”.

Lulù, stanca di essere l’ago di una bilancia in cerca di equilibrio, abbandona la sua casa, troverà una nuova casa galleggiante e il suo amato fiume. Non solo, conoscerà Andreone. Diversi in apparenza, simili per i vuoti che entrambi cercano di riempire. Lulù cercava solo comprensione ed è fuggita, Andreone ha ricevuto solo odio e disprezzo dal padre ed era in continua fuga.

“Quello fra genitori e figli è una storia complicata, un bel casino: sfide, rapporti che impazziscono, una corsa a ostacoli, nella quale chi vince perde ugualmente.”

“Lulù, a proposito di parole, riconciliazione è una di quelle belle.”

“Nel fiume terra ci ritroveremo.”

La fluidità del romanzo e quel velo di tristezza, malinconia e pura poesia, emoziona profondamente e tocca l’anima. Ci sono storie capaci di scavare silenziosamente facendo emergere dolore, paure, coraggio, umiltà e perdono. Complimenti.

Buona lettura

Ilaria Grossi

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