Quando vivi a Mosca ma dici Aò!

Scoprire se stessi per raccontarsi: ti va di venire con me?

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Questa volta non voglio parlarti della città di Mosca, della sua sessualità irruente, del suo masticare a bocca aperta, gemiti improvvisi nel cuore della notte, pattuglie di polizia o bottiglie di vino mai chiuse.
Ho deciso sia arrivato il momento di rendere questo spazio meno freddo e appannato.
Bisogna dare un volto a tutte quelle sillabe messe assieme, un po’ volute, un po’ per caso.

Si dice che non si finisce mai di conoscere se stesso. Beh, io non ci credo mica.
So benissimo chi sono da tempo, anzi, a volte cerco di dimenticarlo per reinventarmi, per cambiare, per non annoiarmi mai.
Un giorno potrai smettere di amare il latte alla cannella, i film drammatici o i gatti, ma non dirmi che cambierai del tutto il tuo essere.
Sin dai primi passi, dalle prime parole o urla o risate..Tu sei quello.

Pensaci, ti senti davvero tanto diverso rispetto a quelle cento settimane fa?
Intendiamoci, quella voce che dai ai tuoi pensieri, quella che ti culla mentre fa male, quella là che cerca di fermarti quando oramai è troppo tardi..
È sempre lì?
Quando levi le cuffie e permetti al mondo di entrarti dentro, quando accogli tutto quel rumore fastidioso, lei c’è ancora?
Mi dispiace, ma sei fregato. Quella lì è una vera palla al piede e non ha mica intenzione di andarsene.

La mia voce interiore mi ha sempre reso chiaro chi sono.
Sono una romantica. Fino all’ultimo capello biondo.
Che poi, che vuol dire?
Secondo me essere romantici non per forza vuol dire essere dei sognatori, ingenui, stupidi, folli..
Io credo nelle terze e quarte possibilità perché un giorno so che potrei averne bisogno anche io, io vivo del passato e del futuro perché ho una paura matta del presente, io non credo negli schemi, tattiche o regole di base, io seguo l’istinto perché a volte riesco a sentire solo quello..
Io non ho la minima idea di cosa vorrò tra dieci minuti, ma se voglio qualcosa ora, allora farò esattamente il contrario di uno non romantico : DI TUTTO.
Perchè le persone non si classificano, non si dividono per categorie o sessi, non si amano per delle parti ma si amano “intere”!
Ecco, una persona romantica lo sa bene.

Io ho paura, ma tantissima e spesso senza un motivo ben preciso, quasi avessi bisogno dei drammi per andare avanti.
Ho paura perché ho imparato cosa volesse dire perdere troppo presto. Tanta, tanta paura.
È stata lei a rendermi molto insicura ed è esattamente questo il motivo per cui iniziai a scrivere da bambina.
La carta assorbe tutto il male e genera la magia. Quella buona, quella che non ti fa sentire solo nemmeno quando un po’ lo sei per davvero.

Io sono un po’ russa e tanto italiana. Probabilmente non saprò mai scegliere una delle due parti, ma mi diverto tantissimo a mescolarle nella mia testa, nella mia vita, nella mia quotidianità.

Mi sono sempre pensata come un treno in partenza, con tutte quelle ansie, emozioni, domande, tanti desideri, mille programmi.
Calore.

Allora.
Ti va di venire con me?

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