Scienza & Gnorri

Scienza vs Zombie

0
Like

Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova apocalittica puntata di Scienza & Gnorri! Oggi sveleremo perché, scientificamente parlando un apocalisse zombie non potrebbe avvenire! Buona fine del mondo!

1. Fattore decomposizione e sbalzi di temperatura.
Molti, quando si parla di zombie, sottovalutano il fattore decomposizione. Se ci pensate bene però gli zombie non sono altro che corpi in decomposizione, che continuano a marcire giorno dopo giorno. Nel momento esatto in cui moriamo il corpo viene inondato da migliaia e migliaia di batteri, dato che non c’è più un sistema immunitario a proteggerlo. Questi batteri producono enormi quantità di gas, che gonfiano il corpo fino a farlo esplodere nel giro di 3/4 settimane. L’elevata temperatura diminuirà drasticamente i tempi di decomposizione.
Al contrario in caso di caldo secco, il sole cocente porterebbe ad un processo di mummificazione naturale. Uno zombie non soffre dei sintomi della disidratazione, ma l’essiccazione è per lui fatale. Nessuna idratazione da parte del soggetto porta il corpo a seccarsi fino a non essere più in grado di muoversi. Se l’invasione accadesse invece in inverno?
Se da una parte il freddo aiuta a mantenere la carne più a lungo, uno zombie è completamente sprovvisto di sistemi di difesa (sistema immunitario, pelle, vestiti!). Il freddo non controllato, in un corpo composto principalmente di acqua, provoca congelamento e irrigidisce gli arti, fino a farli cadere

2. Insetti assassini
Quante volte ci siamo lamentati per una improvvisa invasione di zanzare che non ci permettono di gustarci una calda serata estiva in giardino. Ora un povero zombie, che non ha un sistema immunitario in grado di difenderlo e soprattutto è composto principalmente di carne morta, vedrebbe le carni invase da sciami di insetti di vario genere. Per non parlare poi di altri animali che tendono a cercare carcasse. Quindi gli zombie dovrebbero proteggersi anche da una miriade di animali/predatori che normalmente non attaccherebbero l’uomo, per il semplice motivo che sono decisamente più inermi.

3. Diffusione della pademia
Tra le malattie che hanno provocato più morti nella storia ci sono stati sicuramente: la febbre tifoidea che ridusse di un quarto la popolazione di Atene nel giro di 4 anni (contagio per via orale), la peste nera che annovera circa 20 milioni di vittime solo in Europa (contagio tramite pulci), colera (trasmissione oro-fecale o per cibi e bevande contaminate), l’influenza che ha ucciso negli anni, e nelle varie varianti – dalla spagnola, all’aiaria – milioni di persone (trasmissione per via aerea). Un contagio a distanza-morso non è tra i più efficaci nel mondo dei virus. Questo permetterebbe una risposta al contagio abbastanza immediata ed efficace dato i tempi lenti di trasmissione del virus.

4. Gli zombie non guariscono dalle ferite.
Nonostante la cosa stia diventando ridondante, la carne morta non guarisce, quindi uno zombie non può guarire da eventuali colpi, spari, ferite varie, non necessariamente causate dai sopravvissuti, ma principalmente dalla loro goffaggine e la difficoltà di deambulazione.

5. Barriere anti-zombie
L’enorme difficoltà di deambulazione degli zombie fa si che anche un semplice gradino diventi un ostacolo insormontabile per loro. Aggiungendo inoltre la “salute” terribilmente cagionevole ed instabile, il semplice salire le scale potrebbe provocare perdite di pezzi. Il mondo è poi pieno di barriere naturali (fossi, montagne, fiumi, laghi, ecc) e artificiali (guardrail, steccati, porte, finestre, serrature, ecc.)

Morale della favola, nel malaugurato caso in cui avvenisse una apocalisse zombie, non ci resterebbe che rimanercene seduti sul divano a fare zappino mentre la scienza fa il suo lavoro! Alla prossima puntata con Scienza e Gnorri!

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM GIADA

ENTRA NELLA COMMUNITY