Gushmag Life

Se dovessi scegliere chi votare dall’impaginazione grafica del programma elettorale

0
Like

La politica è questione di sostanza. Quello che conta di un’azione politica non dovrebbe essere tanto la “promessa”, quanto i fatti.

Certo, questo in una società ideale.

In queste settimane di campagna elettorale, però, sappiamo che ciò che risulta di più sono le famose “promesse elettorali”. E allora risuonano soprattutto le promesse di “meno tasse per tutti”, il “reddito di cittadinanza”, Di Maio che va contro una cosa che dice Renzi, Renzi che ribatte a Di Maio, Salvini che si mette nel mezzo, Berlusconi che riemerge dall’oltretomba, e di nuovo tutto il mondo politico che commenta ogni singola proposta altrui.

Ecco, in questo universo di “promesse” andiamo a indagare un aspetto sicuramente di superficie, ma che ugualmente denota cura verso i propri impegni elettorali verso gli elettori: l’impaginazione grafica dei programmi elettorali. Sia chiaro: tutto questo è solo un esercizio di stile. Poi in questi casi sono i contenuti a parlare, ma sappiamo già che dei 40 milioni di elettori italiani che il 4 marzo si recheranno alle urne, forse il 5% avrà letto in toto tutti i programmi elettorali di tutti i partiti. A malapena, un elettore potrà avere letto il programma elettorale del proprio partito.

Quindi: se dovessi scegliere chi votare sulla base della cura con cui ha confezionato il programma elettorale, chi voterei? 

Il programma elettorale del Partito Democratico

Partito Democratico - Programma Elettorale

La copertina ha un claim forte – “Più forte, più giusta. L’Italia.” – , e fa già assaporare la qualità del programma che stiamo per leggere. Un payoff è una promessa: più breve e conciso è, più concentrati sono i concetti che vuole trasmettere. Parafrasandolo: “Forza, giustizia: questa deve essere l’Italia. E questa può diventare con il PD”. Non a caso, tutti i payoff più memorabili della storia della pubblicità hanno 3 parole o 3 concetti: basti pensare a “Yes We Can” di Obama, e così via. E in un fil rouge perfettamente coerente con l’immaginario che vuole trasmettere Matteo Renzi, c’è l’altro payoff, quello che è anche il titolo del suo libro e che usa come hashtag nei suoi tweet: “Avanti, insieme“. Come è possibile rendere più forte e più giusta l’Italia? Guardando avanti, insieme. La narrativa è impeccabile.

Ma quello che è interessante è la suddivisione del programma – lungo oltre 40 pagine – in 4 macro-capitoli tematici, con una pagina dedicata a ogni titolo di capitolo, e lo sfondo di un colore sfumato distintivo per (e coerente con) il tema che si va a trattare. E qui nulla di nuovo, se non fosse che andando in giro per le città italiane vediamo che questa comunicazione è in realtà parte di un’immagine coordinata della campagna elettorale del PD, dove a ogni semplice concetto (“Europa”, “Diritti”, “Cultura”, ecc.) viene assegnato un colore coerente.

Così come sono scelte con sapienza le parole, nella campagna elettorale del PD, così lo sono anche gli elementi visivi, soprattutto quelle di coloring. Il rosso ricorda il vecchio “PCI”, l’attenzione verso i diritti dei lavoratori. Il blu è il colore dell’Europa. Il viola è il colore dell’equilibrio tra mente e corpo, dell’umanità, ma è anche il Pantone dell’anno 2018. L’arancione è il colore della rinascita, e cosa c’è di meglio se non partire dall’educazione e dalla cultura?

Ecco un accostamento delle pagine di copertina con il relativo testo della prima pagina: vediamo appunto un sapiente utilizzo dei colori, delle font, del logo in negativo del partito, delle titolazioni, dell’impaginazione che lascia spazio tra i titoli e i paragrafi e del testo in evidenza. In generale, si può notare una grande cura. Questa cura, come già evidenziato, è quindi frutto di uno studio per raggiungere specifici segmenti di elettori, per attirarli tramite diverse leve emotive e diverse argomentazioni.

Programma Elettorale Partito Democratico

Il programma elettorale del Centrodestra

Un’impaginazione degna di Microsoft Publisher 2005 contraddistingue il programma elettorale del Centrodestra, che riunisce Forza Italia – Berlusconi Presidente (dove “Berlusconi” risalta rispetto al nome del partito, se vogliamo notarlo), Lega (non più “Lega Nord”, ve ne siete accorti?), Fratelli d’Italia e l’ex UDC.

Il colore che lega la coalizione di centrodestra è il Blu scuro: il blu istituzionale, freddo, “alto”, quello che viene utilizzato dagli istituti, dalle banche (ma anche dalla bandiera europea), o da quelle marche che vogliono posizionarsi in un segmento di fascia alta del mercato. Il centrodestra ha una storia più recente del PD (che deriva dall’ex PCI, poi diventato DS, poi Ulivo, poi PD), ma è anche l’insieme di partiti che ha governato per più tempo nell’ultimo ventennio, quindi è lecito che voglia legarsi a un’immagine solida e rassicurante.

Il resto del programma è diviso in “10 punti”, dove con nessuno sforzo di sintassi ci sono dei sotto-punti con le azioni promesse. La lista è uno dei formati più fruibili da parte degli utenti “distratti” del 2018, dove la soglia d’attenzione è scesa a 6 secondi, perché dà ordine, consente di comprendere in modo veloce i concetti espressi e ogni punto è indipendente dall’altro. Da un lato, quindi, sicuramente il centrodestra vuole agevolare la comprensione dei concetti ai propri potenziali elettori (data anche la brevità del programma), ma dall’altro si può anche pensare che il programma sia rivolto a elettori con un basso coinvolgimento verso la sfera politica.

A livello di impaginazione grafica, nel programma del centrodestra notiamo uno sforzo di prevedere un’intestazione e un piè di pagina, oltre al fatto che ogni singolo punto è contenuto in un singolo foglio. Ciò conferma che il programma elettorale appare svogliato, senza alcun approfondimento, adatto a una fruizione passiva per chi non leggerà mai nulla ma si fa attirare solo dai facili slogan populisti.

programma elettorale centrodestra

Il primo dei 10 punti, infatti, è “meno tasse“, la promessa più populista di tutti i tempi.

Bonus track: un video de Il Post che mostra Berlusconi che promette “meno tasse” dal 1994 al 2018. 

Il programma elettorale del Movimento 5 Stelle

Quando scrissi la mia tesi di laurea qualche anno fa, la mia Università mi diede delle precise indicazioni per impaginarla: copertina con il logo dell’Università, titolo, nome del laureando, nome del relatore, anno accademico, font da usare Cambria e dimensione del corpo testo 12 punti, titoli di paragrafo in grassetto. Ecco, il programma elettorale del Movimento 5 stelle sembra seguire alla lettera i dettami dell’Università Ca’ Foscari. Addirittura, a pagina 3 interviene sulla pagina un grafico a flusso degno degli usi più scellerati che si possono fare di Microsoft Word 2011.

programma elettorale movimento 5 stelle

Per il resto, c’è poco da dire: 92 pagine che nessuno leggerà, così come nessuno ha mai letto per intero una tesi di laurea, a parte laureando (chi la scrive) e relatore (chi la deve correggere). E a dimostrazione che si aspettavano che nessuno avrebbe mai letto il loro programma elettorale, si è scoperto che molti contenuti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle sono un plagio da Wikipedia, articoli vari pescati in giro per il web e dal programma del PD (sì, avete letto bene). Qui non solo manca la “cura” verso un contenuto importante, ma manca soprattutto il rispetto verso i propri potenziali elettori. 

 

Se devo pensare a chi affidare il mio voto solo sulla base della cura che le Aree Comunicazione dei partiti hanno messo nell’impaginazione dei propri programmi elettorali, non avrei dubbi su chi votare. Poi quelli potrebbero ribattere che “non avevamo tempo per metterci a fare i ghirigori, abbiamo badato alla sostanza” (cioè ai contenuti), ma quello magari lo affronteremo in un altro articolo.

Ma nell’Esperienza conta qualsiasi punto di contatto, e ciò che dimostrano la “cura”, l’impegno, la dedizione a qualcosa di così banale come può essere un programma elettorale in PDF, può fare la differenza.

I programmi elettorali dei partiti sono stati presi da questa serie di articoli de Il Post.

Disclaimer: siamo in tempi di par condicio, quindi giustamente in questa analisi che non ha nessuna pretesa di essere scientifica, sono stati considerati i programmi elettorali dei tre principali movimenti candidati alle elezioni politiche del 2018. Se per caso qualche frase o aggettivo sembrasse parteggiare più o meno per uno dei tre  è colpa degli hacker prezzolati dai partiti.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM RICCARDO CONI

ENTRA NELLA COMMUNITY