Scienza & Gnorri

Scegli la tua allucinazione

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Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di Scienza e Gnorri. Oggi (s)parleremo dello strano mondo delle allucinazioni. Quando una percezione diventa allucinazione? Buona lettura.

hand-357335_640Tatto. Partiamo dalla meno ovvia e una delle più difficili da diagnosticare: l’allucinazione tattile. In genere si presentano come una sensazione di ustione o strisciamento, o in casi estremi di riorganizzazione degli organi interni. Ci sono alcune forme di psicosi in cui possono comparire queste allucinazioni tanto forti, come ad esempio la Sindrome di Ekbom (i pazienti si convincono di avere il corpo invaso da parassiti). Le cause sono molteplici: demenza, lesioni celebrali, abuso di stupefacenti.
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Olfatto. A molti capita di percepire degli odori che poi si rivelano non essere reali. Potreste essere incappati in una allucinazione olfattiva. La forma più comune è la Fantosmia. La maggior parte è neutra e non pericolosa. Le cause possono essere: diversi stati di psicosi (schizofrenia, disturbo bipolare, depressione, disturbi dell’umore, etc), oppure lesioni o anomalie dell’apparato olfattivo, traumi cranici, tumori al cervello, ictus, emicranie.

mouth-309144_640Gusto. Questa allucinazione ha molti punti di contatto con le due precedenti. La sensazione è quella di un gusto metallico in bocca in assenza di stimoli esterni. E la forma meno comune di alterazione cognitiva. Le cause vanno ricercate anche in questo caso nei disturbi psicologici, tumori celebrali, abuso di stupefacenti o disturbi psicotici.

Udito. Le voci dei Santi che parlavano con Giovanna d’Arco potrebbero essere state frutto di una allucinazione uditiva (come di tanti altri casi di rivelazioni religiose). La più comune forma di allucinazione uditiva è l’AVU (allucinazione uditiva verbale) derivate da disturbi psicotici (schizofrenia in primis), malattia di Parkinson, epilessia o demenza. Possono però comparire anche in soggetti sani (la differenza sta nel controllo di queste “voci”).

DSC_0110Vista. Le allucinazioni visive sono le più note e comuni, per questo anche le più studiate, ma anche le più beffarde: si stima che circa il 10% delle persone che sperimentano queste alterazioni hanno subito precedentemente una perdita consistente di vista (alcuni esempi sono la Sindrome di Charles Bonnet o la sindrome di Anton-Babinski, entrambi disturbi causati da danni celebrati e spesso scambiati per instabilità mentale).
Anche malattie degenerative del cervello, come Alzheimer, Parkinson o la Demenza a Corpi di Lewy, possono provocare alterazioni visive. Un altro caso comune è l’abuso di sostanze stupefacenti (basta pensare alla famosa camminata del bambino nel soffitto nel film Trainspotting).

Con questo abbiamo terminato la nostra analisi delle allucinazioni dei 5 sensi. Potrete approfondire l’argomento negli studi dello psichiatra Vaughan Bell o la psicologa Kathryn Eve Lewandowski.

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