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Intervista a Sara Bottarelli

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Intervista a Sara Bottarelli, atleta della Nazionale di atletica impegnata nella corsa in montagna.

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Non sono anni facili, soprattutto per i giovani, eppure c’è chi ha deciso di non curarsene e correre anche in salita! È Sara Bottarelli atleta di corsa in montagna.
Sì, avete capito bene, la corsa in montagna è una disciplina atletica e come sport si sta diffondendo sempre di più.
Ma torniamo a Sara, da quest’anno atleta della Nazionale.
Ve l’ho detto, Sara va forte!
Lei inforca il sentiero e non c’è pendenza che la fermi. Non è solo una questione di inclinazione perché comunque il terreno è tutto sconnesso e ogni passo può essere critico.
Ma lasciamo la parola a lei…

Cosa ti spinge ad andare così in alto?

Sono sorretta da tantissime motivazioni e stimoli, in primis la passione per la corsa, forse trasmessa dalla mia famiglia o forse chi lo sa, scritta nel mio DNA.

Altra motivazione è il benessere che sperimento dopo una corsa. Solo chi ha provato uno sport può capire le sensazioni che si provano dopo averlo praticato e che aumentano di intensità dopo una gara dove l’impegno fisico e mentale sono maggiori.

Tu corri anche dove gli altri arrancano… Qual è il tuo segreto?

Ti ringrazio ma non è proprio così, perché dipende dalle pendenze e quindi non sempre corro. In ogni caso ciò che mi spinge a non mollare, e ad arrivare fino in cima, è la voglia di raggiungere una meta dalla quale il più delle volte si possono ammirare panorami spettacolari!!!

Correre mi permette di vivere esperienze che mi arricchiscono come persona. La corsa in montagna mi sta permettendo di vivere tantissime avventure positive: quest’anno ho partecipato ad Europei e Mondiali di questa specialità vestendo la maglia Azzurra, correndo con atlete fortissime, venendo a contatto con realtà diverse. Sono esperienze che fanno crescere dal punto di vista umano prima ancora che sportivo.

La corsa mi ha permesso di imparare molte cose, perché venendo a contatto con tantissime persone si trova sempre qualcuno che ha qualcosa da insegnare. Un banale esempio: scoprire che è molto positivo per l’organismo bere alcalino. Fu il mio fisioterapista a parlarmene per la prima volta, da quel momento ho iniziato ad informarmi e ho scoperto che dal monte Maniva, che è vicino a dove abito, sgorga un’acqua con caratteristiche alcaline, ecco perché ho sempre una bottiglia di Acqua Maniva pH8 con me e sono fiera di averla come sponsor.

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Che effetto fa portare la maglia azzurra?

È un’emozione indescrivibile, tutto viene percepito all’ennesima potenza. Io Raramente mi agito prima delle gare ma prima dell’Europeo e del Mondiale in Galles l’agitazione è stata veramente incontenibile! 

Quanto ti alleni? 

Nella scorsa stagione estiva, noi ragazzi della Nazionale, siamo stati a Sestriere 20 giorni per preparare gli Europei e altrettanti 20 giorni per preparare i Mondiali… e ovviamente ci si allenava tutti i giorni spesso doppiando con sedute in palestra. A casa cerco di correre tutti i giorni, soprattuto nei periodi di carico mi organizzo in modo da riuscirci.

In inverno l’attività si ferma?

Nella stagione invernale non voglio fermarmi ma sicuramente dare il giusto riposo al mio fisico facendo magari altre attività aerobiche in alternanza alla corsa.

Qual è la montagna più bella per te e quale sulla quale vorresti correre?

Premetto che non ho una montagna preferita e che per comodità mi ritrovo spesso a correre su montagne a me più vicine.
Ogni volta che c’è una gara in un posto nuovo mi porto sempre a casa quel panorama.

Adoro Südtirol, il sentiero che porta alle Tre Cime di Lavaredo, così come adoro salire fino in cima al Guglielmo, ma quando devo fare una salita e non ho tutto il giorno a disposizione la meta è S. Emiliano, un santuario sito a 1000 metri sopra il mio paese.

Sui social si conta un aumento delle immagini di montagna, rispetto al passato quando il mare sembrava più gettonato.
Credi sia in atto un ritorno dei giovani alla montagna?

È il messaggio che mi piacerebbe trasmettere a tutti, purtroppo però penso che non ci sia un riavvicinamento alla montagna da parte dei giovani.

Perché fare questo sport?

Perché fa bene, come fanno bene tutti gli sport se affrontati con passione e determinazione.

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