Scienza & Gnorri

Sanguisuga si, Sanguisuga no

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Buongiorno a tutti e benvenuti a questo nuovo appuntamento del giovedì con Scienza & Gnorri. Quest’oggi parleremo delle proprietà mediche di alcuni animali viscidi e abbastanza schifose: le sanguisughe.

Hirudo_medicinalis_-_sanguisuga_1070197Vi è mai capitato di vedere un film in costume, in cui i medici utilizzavano delle sanguisughe sui malcapitati pazienti. Vi siete mai chiesti se questo metodo funzioni veramente?

Partiamo da alcune informazioni storiche: la terapia con sanguisughe è un vecchio trattamento che risale a circa un millennio fa. Parliamo addirittura del periodo degli egiziani.
Le sanguisughe venivano utilizzate per curare alcune problematiche come vene varicose, artrosi o Tinnitus.

Questi trattamenti sono stati abbandonati e condannati dalla medicina moderna negli ultimi decenni. Ma perché in passato se ne faceva così tanto uso?

La bocca delle sanguisughe secerne un potente anticoagulante, per permettere alla ferita di sanguinare a lungo, e un forte anestetico. Il morso, infatti, non è particolarmente doloroso.

William_Harvey_(1578-1657)_VenenbildLe sanguisughe vengono lasciate per giorni e giorni senza cibo e tenute in acqua dolce e fresca, per poi essere posizionate sulla zona sofferente.  In questo modo si cerca di sfruttare le qualità antinfiammatorie, anticoagulanti e spasmolitiche delle sostanze rilasciate dalla sanguisuga. Oggi queste terapie vengono usate in medicina alternativa, come la naturopatia o l’ayurveda, ma anche in ambito medico: viene infatti utilizzata in chirurgia plastica e ricostruttiva per scongiurare il rischio di cheratosi.

Recenti studi inoltre hanno analizzato la sostanza anestetica che le sanguisughe secernono al momento del morso: si è scoperto che essa è in grado di diminuire sensibilmente le risposte immunitarie del nostro organismo. Questo comporta che malattie autoimmuni, causate da un’eccessiva e sproporzionata reazione immunitaria potrebbero essere trattate con successo con le sanguisughe.

Secondo Scott Levin, chirurgo della Duke university, le sanguisughe sono in grado, ad esempio, di aiutare a riconnettere non solo arterie, ma le piccolissime vene della mano e del polso negli interventi in cui l’arto viene re-impiantato dopo incidenti di varia natura. Inoltre le sanguisughe quando sono all’opera iniettano nei pazienti un potentissimo cocktail fatto di di sostanze anticoagulanti ed antibiotiche che riducono la pressione dovuta alle perdite di sangue.

Le discussioni riguardo all’utilizzo o meno di questi animali in ambito medico sono attualmente discusse dalle autorità mediche.

Alla prossima puntata con Scienza & Gnorri! Tutti i giovedì su Innovation & Science.

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