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Rosa: donna, eleganza e mistero

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Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.

“Voi non siete per niente simili  alla mia rosa. Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messo sotto alla campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi. Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche, qualche volta, tacere. Perché è la mia rosa”.

E ritornò dalla volpe[…]

“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante [… ]Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa. Io sono responsabile della mia rosa.”

    “Il piccolo principe” Antoine de Saint-Exupé

ARE YOU TUNED?

Eccomi di ritorno e come promesso iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dei dettagli e delle curiosità che compongono le essenze che rappresentano l’universo femminile.

La famiglia olfattiva più gettonata è quella che, per antonomasia, viene associata, da sempre, al concetto di fragranza femminile, la famiglia floreale. Regina dei fiori di questa famiglia è la rosa.

La rosa è una base immancabile nel mondo della profumeria poiché possiede un odore delicato, totalmente femminile e capace di fondersi naturalmente anche con altre essenze sia che siano agrumate o legnose oppure speziate, dando vita a fragranze diverse ma sempre e comunque femminili.

Sin dai tempi dei tempi la rosa è sinonimo di eleganza e raffinatezza tanto da essere il fiore più cantato da poeti e scrittori. Si pensi ad autori romani come Saffo ( “La sua luce sfiora il mare salato/e i campi screziati di fiori./ Goccia la rugiada gentile,/ germogliano rose e teneri cerfogli/e fiorisce il meliloto.”) e Catullo ( “In quali smanie, oimè, tu che le rose/Mesci alle spine, o fanciulletto Amore,/In che mar la balzasti iniquo e fosco,/O dea di Golgo e dell’idalio bosco!” ), e alla cultura straniera di Sheakspeare fino a giungere ai grandi scrittori del secolo scorso come D’Annunzio ( “ancóra qualche rose è ne’ rosai, ancóra qualche timida erba odora. Ne l’abbandono il caro luogo ancóra sorriderà, se tu sorriderà” ) e Pascoli ( “Rose gialle e rose rosa;/rose color amaranto;/una, fanciulla; una, sposa;/una, col suo boccio accanto;/una, senza foglie più;/una, che appassisce al sole;/una, cui rinfresca il pianto;/rose di siepi e d’aiuole,/siete ciò che quando è, fu…/voi siete la . . . . . . . . “), e così via.

Universalmente e letteralmente, la rosa rappresenta allo stesso tempo sia il concetto di bellezza che quello di fragilità. Inoltre è sinonimo di ricchezza tanto che la sua essenza veniva utilizzata, nei secoli passati, da sovrani e da ranghi di nobili origini.

L’eleganza, la raffinatezza, la bellezza e la fragilità della rosa sono giunte in Europa dall’antica Persia dove la rosa viene coltivata in due aree distinte: la rosa damascena coltivata e raccolta in Bulgaria e Turchia, la rosa centifolia localizzata in Marocco. Tra le due varietà di rosa, quella più utilizzata nella produzione di fragranze è la rosa damascena e la Bulgaria ne è la maggior esportatrice.

La rosa damascena viene raccolta da maggio a giugno nelle prime ore del mattino ( in linea di massima dalle 4 alle 9 ) in modo tale da ridurre ai minimi termini l’esposizione al sole delle stesse rose evitando così un’eventuale perdita di componenti profumati e la qualità dell’essenza risulterà più elevata.
Una volta effettuata la raccolta, le rose vengono portate nelle distillerie per poi essere versate in vasche e mescolate con acqua preriscaldata. Chiudendo i fiori di rosa nelle vasche, inizia il processo di distillazione per mezzo di vapore; processo grazie al quale avviene l’estrazione dell’essenza di rosa, base per le future fragranze.

Uno degli errori più ricorrenti è pensare che i prezzi elevati delle fragranze dipendano dal marchio. Si, in minima parte è veritiera questa nozione, ma non in toto. Uno dei fattori che portano le fragranze ad avere prezzi elevati è la resa, cioè la quantità di prodotto che si ottiene dallo svolgimento di una reazione chimica. Nel caso della rosa la resa non è molto alta poiché per dare vita a 1 kilogrammo di essenza di rosa si necessitano ben 3,5 tonnellate di rose.

I profumi a base di rosa rappresentano una donna ben definita: donna romantica e sognatrice che non vuole né stupire né  essere al centro dell’attenzione, ma semplicemente sedurre con la sua raffinatezza e ricercatezza, mantenendo sempre un tocco di mistero ed intrigo attorno a sé. Femminilità e delicatezza si possono indossare grazie a Paris di Yves Saint Laurent, Eternity di Calvin Klein, Trésor di Lancôme, Versus di Versace, Laura di Laura Biagiotti e Rock and Rose di Valentino sono i profumi sinonimo di questa donna.

“Cosa c’è in un nome? Quel che chiamiamo rosa

anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe sempre lo stesso dolce profumo.”

William Shakespeare

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