Arte in pillole

RISCATTI: UN ALTRO PUNTO DI VISTA

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La fotografia, oltre ad essere uno stratagemma per ingannare il tempo e fermare i momenti, è anche un modo di raccontare la realtà.
Non sai come esprimerti a parole?
A volte basta un’immagine, la giusta angolazione per far emozionare, per far riflettere… per raccontare.

Federica Balestrf-bieri (nota giornalista del TG1 che nel tempo libero opera nel sociale) con l’idea di integrare i senza fissa dimora di Milano, dargli un motivo di occupazione e ancor più per dargli la possibilità di credere nelle loro capacità, ha dato vita al progetto: “Riscatti: fotografi senza fissa dimora”.

Nel 2013 con l’aiuto di Silvia Fiore, assistente sociale del comune di Milano, Gianmanrco Maraviglia e Aldo Soligno di Echo Photo Agency, sono stati selezionati quindici senza fissa dimora per intraprendere quest’avventura.

I quindici sono stati impegnati per due mesi in un corso di fotoreportage che dava loro lezioni base e spunti per gli scatti che compievano man mano tra una lezione e l’altra… e devo dire che sono stati veramente abili, hanno assorbito tutte le particolari tecniche e le hanno sperimentate nel loro quotidiano.

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L’unico input a loro dato è stato quello di raccontare le loro giornate: dove vivono, cosa fanno, i luoghi che visitano… e il risultato è sorprendente!
Queste fotografie spostano il punto di vista.
La sensazione è quella di vedere una vita povera sotto la luce della speranza.

Nessuno ha voluto rappresentare la loro condizione: la povertà non è la protagonista degli scatti, in primo piano vi è sempre bellezza, si percepisce un impulso forte verso il futuro, trasudano la volontà di riscatto.

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Riscatto che sicuramente almeno cinque di loro hanno avuto.
Il vincitore del concorso, grazie alla borsa-lavoro messa a disposizione dal Comune, ha avuto la possibilità di lavorare per un anno nell’agenzia SGP di Stefano Guindani (noto fotografo di moda e lifestyle).
Altri cinque suoi colleghi, invece, tuttora in contatto con Federica Balestrieri, vengono coinvolti in lavori di fotoreportage: l’ultimo, ad esempio è stato il racconto del backstage della Milano Fashon Week.
Questo è un modo per aiutarli nell’inserimento del mondo del lavoro: alcuni di loro continuano, affezionati, nel mondo della fotografia, per altri resta solo un hobby; sta di fatto che da “senza fissa dimora” sono passati ad una vita, prima sotto il tetto delle case d’accoglienza e ora, grande vittoria, sotto un tetto tutto loro.

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Quello che sorprende è la qualità degli scatti, se si pensa che in dotazione, Nikon, aveva dato loro delle macchine compatte con poche caratteristiche con le quali giocare.

Chiara Oggioni Tiepolo

 

Il lavoro di cura, poi, di Chiara Oggioni Tiepolo, ha dato agli scatti ancora più valore: hanno il sapore di essere dei quadri. Ha messo in risalto il loro lavoro, per non considerarli “di meno”, per non stimolare alla pietà: le loro foto, incorniciate in eleganti riquadri fatti a mano, si contrappongono ai poster che mostrano “dal di fuori” la realtà nella quale loro vivono.

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Da giovedì 8 settembre per dieci giorni, a Cà dei Ricchi, abbiamo la possibilità di vedere uno zoom su una società nascosta, scoprire con occhi nuovi il mondo in cui viviamo e che spesso ci sfugge a causa della nostra frenesia.

È una mostra speciale anche e soprattutto perché promuove l’integrazione sociale ed è volta a sensibilizzare la solidarietà: è infatti possibile, per il pubblico, acquistare le fotografie. Il ricavato sarà devoluto all’Associazione RISCATTI.

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RISCATTI: FOTOGRAFI SENZA FISSA DIMORA
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo

Inaugurazione giovedì 8 settembre, ore 19:30

Mostra:
09-18 settembre 2016

Orari:
dal martedì al sabato
10:00-13:00 e 15:30-19:30
domenica
15:30-19:30

Luogo:
Spazi TRA Treviso Ricerca Arte
Cà dei Ricchi / Via Barberia 25

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