Content Journey

Riccardo’s Journey Through Content

Quando la mattina mi sveglio, al suono di un allarme con canzoni rock improponibili per l’orario (soprattutto per Laura, la mia compagna), dopo avere dato uno sguardo a Laura ed Edoardo – mio figlio di 4 anni – una delle prime cose che faccio è guardare il mio iPhone. Le notifiche sono la prima cosa: vedo che nella notte ci sono stati dei tweet di Econsultancy con degli articoli interessanti. Tengo premuto forte sulla notifica, e seleziono “Retweet”. So che gli articoli che ritwitto con il mio account poi saranno visibili sulla timeline del mio Twitter, e andrò a rileggermeli nel corso della giornata, magari in treno. La maggior parte delle volte, però, me ne dimentico.

Quindi vado a ripescarmeli e li aggiungo all’Elenco Lettura di Safari, oppure su Pocket, dopo averli opportunamente taggati. Poi vedo le notifiche di alcune newsletter a cui sono iscritto; quella che preferisco è della testata giornalistica online Il Post, che invia le notizie del giorno con delle modalità e in linguaggio assolutamente unici, ogni giorno alle 18.30 circa. Poterla leggere è davvero uno svago.

Scorro parole, scannerizzo l’email, noto la segnalazione di link. Apro schede di Safari – che attualmente conta circa 120 schede aperte, maledetto multitasking! – leggo abstract, passo a nuove schede, riscopro vecchie pagine web che mi ero tenuto aperto. Leggo titoli, apprezzo gli argomenti, rido per alcune immagini, mi preoccupo per alcune notizie. Clicco sui link interni agli articoli e scopro vecchi articoli della stessa testata – oppure approfondimenti su altri siti di news o blog o magazine esteri, e leggo in scioltezza frasi in inglese magistralmente redatte.

Apro le app di messaggistica, invio uno degli articoli che ho letto a dei gruppi su WhatsApp o su Telegram. Penso che un particolare articolo sul mercato cinematografico o su Netflix siano interessanti per il mio amico Davide, glielo commento brevemente e gli chiedo cosa ne pensa. Apro il news feed di Facebook e noto titoli di cronaca locale o di altri avvenimenti di lifestyle che reputo interessanti; penso sempre alla condivisione, che nel 90% è destinata a Laura. Continuo a passarle imperterrito anche articoli in inglese, che so che non leggerà. Ma poi gliene parlo, magari mentre sto cucinando o stiamo facendo le pulizie, e si innescano conversazioni, che portano a nuovi stimoli e a nuovi modi di vedere la realtà circostante.

La compenetrazione tra i contenuti che fruiamo quotidianamente a livello virtuale e le situazioni che viviamo nel mondo reale è quella cross-medialità che risulta in nuove scoperte, forse impensabili, forse inaspettate, ma in ogni caso piacevoli, e in grado di fornire un impatto alla nostra vita.

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