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Recensione per “Più viva che mai” di Christian Bobin edito Anima Mundi Edizioni

Mi accingo a scegliere un libro.
Leggo il titolo “Più viva che mai” di Christian Bobin e incuriosita inizio a leggere la prefazione a cura di Franco Arminio e resto letteralmente rapita dalle parole con cui introduce una storia che “vive” più che mai nonostante la morte della protagonista. 
Ghislaine, è il suo nome, lei vive in ogni singola parola, in ogni verso. Parole che si nutrono della sua storia, l’infanzia, due matrimoni, i tre figli, fino al giorno in cui la morte, fredda e improvvisa l’ha strappata dalla vita senza preavviso.
“L’evento della tua morte ha polverizzato tutto in me. Tutto, eccetto il cuore”
 
“ So che la morte è ingorda e va dritta allo scopo, come una canaglia che mette le mani su un tesoro”
 

Mi sono chiesta se stavo leggendo correttamente Christian Bobin. Vi chiederete perché. Perchè la storia va letta senza fretta, sfogliando le pagine con dolcezza e grande sensibilità, la stessa che ritroviamo nella sua scrittura, ogni parola, ogni frase è fatta per essere citata, ricordata, sottolineata e fatta propria. Perchè c’è una disarmante verità attraverso i ricordi e l’immagine di Ghislaine che va, via via delineandosi, una donna che era amore e sorrisi, amore e vita, amore e libertà.

“Nei tuoi scoppi di risa sentivo il tuo coraggio, un amore per la vita così potente che nemmeno la vita poteva più offuscarlo”
 
“La neve è una bambina vestita di bianco e ha sempre la stessa età”
Ghislaine è come neve
“avevi paura di invecchiare, non invecchierai più…”
 
Pagina dopo pagina, la sensazione che si prova è sentire sempre viva Ghislaine. Non ci sono lacrime, la mancanza della sua amata è quasi un dono, una delle cose più preziose che gli ha dato. La promessa di scrivere un libro per lei è stata mantenuta, facendola vivere nella storia del libro e nella vita di tutti i giorni, dove tutto torna in forma ciclica e quando torna anche sotto altre vesti, è pronta a ricordarci di “amarla e benedirla” sempre.
“Non eri che amore, a tal punto che mi chiedo cosa abbia potuto afferrare in te la morte, perchè di “questo” non può fare man bassa”
 
“Non eri che Amore”
 
Buon lettura
Ilaria Grossi Reviews Rose

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