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Recensione per “La dodicesima stanza” di Teresa Antonacci edito Les Flaneurs Edizioni

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La storia di Alina e una magica Polignano a mare sono il cuore di un romanzo forte e al tempo stesso delicato. La penna di Teresa Antonacci è lieve, dolce come la carezza di un bambino, con tutta l’innocenza, la spontaneità e l’ingenuità di un gesto che nasconde un significato profondo più di mille parole non dette, così profondo da sentirne le vibrazioni, e le parole restano sotto pelle. Alina e la sindrome di Asperger: agli occhi del mondo era una bambina iperattiva, strana, troppo curiosa e forse scomoda.

Perché?

Semplice, perché gli occhi di Alina non sapevano mentire, lei guardava oltre, non si fermava alla superficie come fanno la maggior parte delle persone. I suoi sensi sono amplificati, odori, profumi, suoni restano nella sua mente come colori accesi di una tela che soltanto pochi sapranno capire. La sua è una sensibilità unica, rara come una gemma preziosa da mostrare a pochi eletti. La storia di Alina è davvero speciale, il suo amore per Nicola travolgente, una vera rarità, perché solo pochi sanno amare avendo cura di maneggiare il cuore altrui con i guanti di seta.

Tra Polignano, Milano e Parigi, ripercorriamo la vita di Alina per poi ritornare a Polignano dove tutto ebbe inizio. Dalla balconata a picco sul mare proprio a Polignano, ho quasi immaginato una piccola Alina con i suoi capelli rossi correre per i vicoli stretti, ho avvertito la sua presenza, i suoi silenzi e il suo sguardo rivolto al mare.

“Fino a quando è possibile dilatare un singolo momento? Allargare un istante perché possa trattenere ogni cosa, il bene e il male, il brutto e il bello e infine sigillarlo e dimenticarlo per sempre?” 

“Avevo dato un nome a tutti, a fiori e animali. Li conoscevo uno a uno. Ci facevo lunghi discorsi. Erano stati loro a convincermi a non parlare a voce alta, quando eravamo insieme: avevo seguito il loro consiglio perché loro non mi avrebbero mai ingannata o giudicata, mentre il resto del mondo sì.”

La storia di Alina è tutta da scoprire, delicato il tema trattato non un problema, solo una presa di coscienza e una consapevolezza di come debba essere visto e gestito senza paure, senza creare distanze. Chi conosce e conoscerà persone come Alina, dovrà solo e soltanto “esserci”.  Complimenti Teresa Antonacci.

Buona lettura da Ilaria Grossi!

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