Per un pugno di fotogrammi

10 motivi per vedere Kung Fury

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E’ stato presentato in anteprima all’ultimo festival di Cannes e dopo quasi un anno di attesa è finalmente disponibile online uno dei film più assurdi degli anni Duemila. Vi spieghiamo perché dovreste assolutamente vedere “Kung Fury”.
kung fury

10- E’ un film destinato a diventare cult: poco da fare. ci sono titoli che sanno imporsi più di altri nell’immaginario delle generazioni che li hanno vissuti. Quasi sette milioni di visualizzazioni in 24 ore sono la prova che quest’opera è destinata a lasciare un segno.
9- E’ gratis: In un periodo dove il prezzo dei multisala è arrivato a quasi 10 euro a biglietto, non è una cosa da sottovalutare. Non solo, “Kung Fury” è stato interamente finanziato dal popolo di internet che ha sborsato 600 mila dollari per dare al regista David Sandberg la possibilità di girare il film, distribuendolo poi gratuitamente sul Web.
8- Dura solo trenta minuti: Le idee e i concetti dietro “Kung Fury” non sono molto innovativi. Molti spunti erano già presenti in un film come “Iron Sky” per esempio. Il punto di forza di questa pellicola però è il fatto di durare molto meno, senza arrivare mai al punto di annoiare lo spettatore, travolgendolo invece con una serie di sequenze memorabili.
7- E’ disponibile online: Non è bello da dire, ma la possibilità di guardare un film senza perdere un’intera serata andando al cinema, può diventare un aspetto da non sottovalutare. Soprattutto in tempi di crisi o di mancanza di tempo libero. I registi che cercano di uscire su YouTube invece che da altre parti cercano ad oggi solo una vetrina, del resto non pochi registi sono stati promossi a film di primo piano partendo da corti sbattuti online. “Kung Fury” non è altro che questo: la possibilità per un regista e una produzione svedesi di mettersi in luce cavalcando il desiderio comune di un vastissimo pubblico di appassionati
6- Ha una trama ai limiti dell’assurdo: Provate a immaginare la storia più strana che avete nella vostra mente e andate oltre. “Kung Fury” vi regalerà poliziotti invincibili, dinosauri dai nomi improbabili (Triceracop e Laseraptor per citarne solo alcuni), guerriere vichinghe e nazisti scatenati capitanati dall’agguerritissimo Kung Fuhrer. Il tutto ambientato all’epoca della viziosa Miami degli anni 80
5- E’ pieno di battute da antologia: Merito di una sceneggiatura ridotta all’essenziale, capace a suo modo però di concepire sequenze efficaci e dialoghi a dir poco spiazzanti. Guardare per credere.
4- E’ il trionfo del citazionismo: Se siete fan della cultura anni 80, o semplicemente se amate il cinema trash non potrete più fare a meno di questo film. Senza dimenticare il fatto che durante la visione potrete divertirvi a cercare i film o i riferimenti che più hanno influenzato il regista.
3- E’ totalmente senza senso: In un’epoca che somiglia molto a un nuovo Medioevo in versione digitale, il film di Sandberg funziona anche perché riesce a non prendersi mai troppo sul serio. Una produzione mordi e fuggi senza nessuna ambizione di “rimanere” ma fatta per esistere ed essere vista per poco tempo. E’ proprio il suo non prendersi troppo sul serio ad averne decretato un successo strepitoso.
2- Ha una colonna sonora pazzesca: Non solo sonorità mutuate dai videogiochi degli anni 80, ma anche una canzone originale che in pochissimo tempo ha saputo imporsi come tormentone globale. “True Survivor” cantata dal grandissimo David Hasselhoff è uno dei migliori singoli di questo 2015.
1- E’ il futuro del cinema: Lo so, può sembrare un’affermazione azzardata, ma di fatto produzioni come “Kung Fury” segnano l’esistenza di un nuovo genere, che si abbevera di quei contenuti nati online (i meme, per esempio), e li aggrega in una storia cavalcando lo stile che di volta in volta va più di moda (in questo caso il vintage di fine anni 80) a beneficio di una riconoscibilità “di gruppo” in cui lo spettatore si possa identificare. E’ la nuova evoluzione di quello che potrebbe chiamarsi “Fast cinema”. Una sorta di fast food cinematografico in cui la Rete sarà il nuovo contenitore dei film che avranno durate sempre più brevi, una qualità sempre più bassa e saranno finanziati dagli spettatori in prima persona. Si creerà così un mercato nuovo, velocissimo nel suo sviluppo ma altrettanto veloce nel fagocitare le pellicole prodotte che diventeranno così “film usa e getta”, destinati a finire nel dimenticatoio di una società troppo impegnata a cercare un appagamento che non riuscirà mai a raggiungere.

Alvise Wollner

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