Dall'altra parte del vetro

RDS Academy, il talent radio firmato Sky

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Parliamo di talent e della continua diatriba su chi li ama e chi li odia, ormai anche le persone più snob del mondo hanno accettato questo modo per “arrivare al pubblico”, diciamo così, prima del tempo dovuto. Per alcuni è stata una mano santa, per altri solamente un bellissimo ricordo, fatto sta che quando capita tra le mani un’occasione del genere bisogna saperla sfruttare nel migliore dei modi visto che è un treno che solitamente passa una sola volta, a meno che non sei un perenne recidivo ma questa è un’altra storia.

Per quanto riguarda la radio, ovviamente, c’è la RDS Academy.
Arrivata alla seconda edizione, anche per il 2015 la radio capitolina si accinge a cercare le nuove voci di domani. Le selezioni avvengono in due diverse fasi.
Per prima cosa sappiate che dovete essere maggiorenni, qua i cosiddetti Under non sono ammessi, dovete andare sul sito della radio rdsacademy.it , compilare l’apposito form e spedire il vostro provino in formato video. Mi raccomando, la clip non deve durare più di 60 secondi. Il provino può essere inviato anche scaricando l’apposita app da Apple Store o Google Play. Se non avete la possibilità di registrare il video o semplicemente vi serve una mano, potete recarvi presso i due punti RDS allestiti alla Stazione Centrale di Milano e alla Stazione Termini di Roma (potete recarvi li tutti i giorni fino al 6 di gennaio). Li potrete registrare il vostro provino ed evitare così l’inghippo della rete.
Per la seconda fase si passa al voto della giuria, l’anno scorso era composta da Anna Pettinelli, Giovanni Vernia e Matteo Maffucci, vedremo se quest’anno verrà confermata. A loro l’arduo compito di scegliere la rosa dei dodici concorrenti.

Con le scelta dei concorrenti inizia la vera e propria accademia, fatta ogni giorno di lezioni tenute principalmente dagli speaker che lavorano a RDS. Gli argomenti trattati saranno questi:
LA CULTURA MUSICALE: la reputo una cosa fondamentale, se con il passare del tempo il dj radiofonico ha assunto svariate sfumature, arrivando soprattutto da mondi come quello televisivo o del web, dove purtroppo il suo curriculum si basa soprattutto sull’immagine, questa sicuramente dovrebbe essere la base da cui dovrebbe partire tutto. Purtroppo non è sempre, alcuni speaker non sanno nemmeno quello che dicono, ma questa è un’altra storia.
DIZIONE: perché alla radio si lavora solo con la voce ragazzi e tutte quelle vocali o troppo aperte o troppo chiuse non si possono sentire e anche se a qualcuno piacciono le inflessioni dialettali, sappiate che alla Pettinelli non piacciono di sicuro, quindi preparatevi.
LA TECNICA: ok, non siamo più negli anni 70, adesso grazie a Dio esiste il regista, ma un po’ di tecnica bisogna pur impararla. Almeno sapere quale tastino bisogna schiacciare per accendere il microfono. La cosiddetta “ora di laboratorio”.
L’INGLESE: insomma, se avete come ospite nel vostro programma Bono degli U2 e alla domanda «How you doing?» voi rispondete «Yes!» sappiate che c’è qualcosa che non va.
INFORMARE: la maggior dei programmi radiofonici sono strutturati nel modo in cui la lettura di notizie, soprattutto di attualità, la fa da padrona. Ma bisogna saper leggere una notizia, per cercare di attirare la curiosità dell’ascoltatore, quindi ci sono delle lezioni anche per questo.
L’IMPROVVISAZIONE: non tutto può essere programmato in uno show radiofonico, può succedere i’inverosimile, magari un guasto tecnico che non fa partire la canzone, in questo caso bisogna essere bravi a gestire la situazione con l’improvvisazione e anche se queste lezioni fanno tanto Accademia di Arte Drammatica, sappiate che ci sono anche quelle.
IL BRANDING: ormai senza pubblicità non si campa, sappiate che se su FoxLife vedete ogni santo giorno Antonino Cannavacciuolo bere un Crodino un motivo ci sarà, fatto sta che in radio la pubblicità bisogna raccontarla e se non si vendono questi spazi scordatevi pure lo stipendio.

Le prove si districheranno su questi argomenti e alla fine si arriverà ad un vincitore che si porterà a casa un contratto di un anno con RDS.
Nella prima edizione toccò a Giuditta Arecco ma anche agli altri finalisti non andò assolutamente male, infatti il secondo classificato Stefano Mastrolitti conduce insieme a Chiara Tortorella un programma nel weekend di R101 e la terza classificata Manola Moslehi (super recidiva visto che tanti anni fa partecipò anche ad Amici) è stata reclutata da Radio Italia.

Quindi non ci resta che aspettare la nuova edizione del RDS Academy in onda prossimamente su Sky Uno, il canale dei talent per eccellenza, al 108 di Sky.

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