Dall'altra parte del vetro

Radiomonitor, la terra dei rosiconi

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Benvenuti nella terra dei rosiconi dove nessuno sa gioire dei propri successi e i perdenti affondano in un mare fatto di gelosia e invidia, le brutte bestie da domare, perché si sa nella vita si vince e si perde, però ci sono ancora delle lacune per quanto riguarda l’eleganza nell’eseguire le cose.

Che cosa fa fremere i radiofonici d’Italia ogni sei mesi? I dati del Radiomonitor. Per chi non lo sapesse (avevo già scritto qualcosa qui) il Radiomonitor determina con l’ausilio d’interviste telefoniche, fatte ad un determinato campione di popolazione, l’andamento degli ascolti della radiofonia italiana. È sempre stato reputato un metodo non puramente veritiero, anche per via delle sorprese che a volte i risultati ci hanno proposto, forse nel 2015 si dovrebbero trovare dei metodi tecnologicamente più avanzati per risolvere questa questione, ma si è troppo pigri per riscattarci su un argomento del genere quindi forse è meglio proseguire per le nostre umili e comode strade.

La questione si è scaldata per i risultati usciti circa due settimane fa, come è abbastanza intuibile la radio si ascolta sempre di meno e in base ai numeri una delle radio a pagarne le conseguenze è stata Radio Deejay. In quel momento lì Linus, che oltre ad essere uno dei deejay ricopre pure la figura di direttore artistico, sul suo blog ha dato libero sfogo ai suoi pensieri parlando delle sue titubanze riguardanti i risultati ottenuti, mettendo anche kin dubbio la veridicità di questi numeri e domandandosi “ma perché una radio che raccoglie tanti consensi sui social, che è ascoltata in streaming da un sacco di persone, che quando organizza la festa per i suoi 33 anni riesce a vendere 3mila biglietti in solo 8 ore, perché una radio del genere dovrebbe ottenere solo questi risultati?”.
Domande giuste, anzi giustissime, anche se una piccola coda di pavone si è aperta all’orizzonte ma questa è un’altra storia.
Uno sfogo che ci sta, tutto, ma come nelle migliori partite di calcio deve sempre arrivare lo sfottò della tifoseria avversaria, allora Radio 105, con una professionalità pari a Willy il Coyote quando vuole catturare Bip-Bip con un candelotto di dinamite scarico, posta sul proprio sito internet un breve messaggio indirizzato a Linus in cui la sinossi sarebbe “bisogna saper perdere non sempre si può vincere”. Messaggio che ha suscitato il giusto scalpore e proprio nel momento clou è stato repentinamente cancellato ma si sa, il danno ormai è stato fatto, è come quando da sbronzo inizi ad inviare dei messaggi senza senso su Whatsapp e quando ti accorgi di aver combinato solo dei casini cerchi di rimediare cancellando il tutto, anche se lo sai anche tu che è praticamente impossibile.

Una disputa che ha portato solamente un passaggio di palla tra le due radio un po’ dettato anche dalla codardia creata dalla situazione e come sempre si passa dalle riflessioni e si arriva alle conclusioni: nel mondo della radiofonia, nonostante i numeri, si è sempre tutti un po’ al limite quindi non si ha poi così tanto tempo di riposare sugli allori e precisando che è giusto che ognuno si lavi i panni sporchi a casa propria ricordo che un mesetto fa Linus parlò di quando Deejay alla fine degli anni ’90 raggiunse il suo minimo storico e per lui l’unico motto di orgoglio fu quello di non cambiare niente e di continuare per la propria strada. Se ci si crede davvero, perché non farlo anche questa volta?

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