Attentati, violenze, omicidi, suicidi: i social non sempre ci fanno bene, non sempre aiutano i bambini in questo mondo difficile. E se raccontassimo le cose belle?

I social network sono uno strumento pazzesco, così veloci e così capillari che in pochi millesimi di secondo fanno rimbalzare la notizia in ogni parte di questo piccolo, grande mondo. Ma ci avete mai pensato se è davvero una cosa positiva?

Sei lì tranquilla, a cena con i tuoi genitori mentre sorseggi un ottimo vino rosso, parli di cosa farete per queste feste natalizie perché ormai si sa, il clima in questi giorni è quello che è: festoso! Ti fermi a pensare al menù del pranzo di Natale, alla festa per Capodanno, girovaghi su Facebook e tra una notizia e l’altra boom: ti si para davanti la notizia dell’ennesimo camion impazzito che flagella un mercatino di Natale, un attentato. Questa volta la Germania, Berlino. E pensare che ci sono stata proprio pochi mesi fa, in quella splendida città. Mi sono letteralmente innamorata di Berlino, ogni angolo mi ha stupita, e mi ha stupito anche l’ospitalità delle persone. Tutto di quella città mi è piaciuto, non posso credere sia stata colpita da quei bastardi.

Macerie

Immediatamente Facebook e Twitter si riempiono di immagini devastanti. E poi video, nomi di dispersi, di vittime, di testimoni. E ti pare che tra le vittime deve sempre esserci un italiano. Sempre. Notizie più e meno vere, testimonianze più e meno precise, nei social c’è davvero di tutto. E poi ci sono gli sfoghi di gente come noi, come me, direttori di giornali che esprimono la propria opinione in modo anche discutibile, ma assolutamente giustificabile.

Ma la cosa più terribile, il motivo per cui odio i social, è la spiegazione troppo dettagliata delle cose brutte. In pochissimi secondi tutto il mondo conosce come si è svolto questo attentato, com’era stato pianificato, utilizzando quali strumenti, in quanto tempo, quante persone. Senza pensare che forse, proprio con questa velocità, il metodo può raggiungere la persona sbagliata che memorizza certe idee e le mette in atto.

Caution

Allo stesso modo, le violenze sulle donne e sui bambini documentate addirittura da programmi tv. O come i suicidi, perfettamente descritti nel dettaglio e divulgati da TG, quotidiani, riviste, social. Si usa dire “Perché non succeda più”: ma siamo davvero sicuri?

Bimba felice

I bambini nascono e crescono in un mondo crudele, stupendo per certi versi ma terribile per altri. Non c’è più la tranquillità delle passeggiate in riva al mare, la spensieratezza di una serata al luna park, l’euforia dei giochi al parco con i coetanei.. Ansia è la parola d’ordine per tutto. L’ansia che un genitore prova crescendo un bambino in questo mondo è concreta, la paura di andare in vacanza nel posto sbagliato al momento sbagliato, la paura di dare confidenza alla persona sbagliata, di affidare il proprio figlio alla persona sbagliata. E i nostri mezzi di comunicazione che, purtroppo, non aiutano troppo.

Amo scrivere e lo farò per sempre, amo scrivere di cose belle, emozioni positive, relazioni e vita: amici che scrivete e comunicate col mondo, cerchiamo di raccontare le cose belle.

Il mondo ha bisogno di cose belle.

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