Quaresima
Quaranta giorni di digiuno ed astinenza dopo le abbuffate di Natale e carnevale? Dopo un’abbuffata senza tregua il calendario ci annuncia lo scorrere delle ricorrenze senza fare una piega.
E quando la Pasqua capita alta come quest’anno passiamo da sfondarci di capponi pandori e panettoni frittelle e galani ai quaranta giorni di digiuno all’improvviso. No, aspettate, calma, spieghiamo come funziona sennò qualcuno diventa isterico.

digiuno quaresima

Vista l’attuale lontananza (eufemismo) dai nostri valori cattolici ed italiani, per spiegare la Quaresima posso dire (rischiamo la pena capitale per lapidazione) che rappresenta il Ramadam dei cattolici, con l’aggiunta di una decina di giorni (o quindici, a seconda).
Infatti a differenza degli amici musulmani che digiunano per un mese ovvero 30 giorni, la Quaresima come dice anche il nome stesso, dura 40 giorni (se si conta dalla prima domenica dopo carnevale, 45 giorni se si parte dal Mercoledì delle Ceneri) e ricorda, oltre i quaranta giori trascorsi da Gesù nel deserto, altri eventi raccolti nell’Antico Testamento (i quaranta giorni del diluvio universale; i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai; i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero entrati; i quaranta giorni camminati dal profeta Elia per giungere al monte Oreb ed i quaranta giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla).

Quaresima tra digiuno ed astinenza
Fin da bambino ho vissuto questi quaranta giorni come un’agonia anche perché mia mamma mi imponeva l’astinenza anche dai dolci. Ma se i musulmani sono molto più estremi di noi non mangiando e non bevendo (e tant’altre cose) dall’alba al tramonto per un mese intero pena l’esclusione dalla condizione di musulmano, noi cristiani siamo più leggeri e dobbiamo osservare sia il digiuno ecclesiastico che l’astinenza dalla carne come forma di penitenza solo due volte l’anno: il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per chi segue il rito ambrosiano ) e il Venerdì Santo mentre l’astinenza dalle carni invece va rispettata in tutti i venerdì di Quaresima.
La regola del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata mentre quella dell’astinenza dalle carni permette di consumare almeno latticini pesce e uova ma vieta cibi e bevande ricercati o costosi.

Penitenza e pietanze di Quaresima
Per gli amanti della cucina può essere un periodaccio. Oppure un’occasione per creare nuove portate con quello che ci è permesso mangiare. Il che non dispiace. Adoro un piatto semplice quanto sostanzioso come il tonno e patate in umido. Purtroppo non potendolo accompagnare con il giusto vino bianco un po’ ci perde, vi avviso.

tonno e patate

Infatti le bevande alcoliche sono incluse tra le forme alternive di penitenza suggerite dai Vescovi italiani (qualsiasi sia l’abito, gli italiani sanno sempre come trovare il cavillo giusto!) per rispettare la legge divina secondo la quale “[…]tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo[…]”*. Quindi oltre agli acolici sono inclusi dall’astensione il fumo, le forme smodate di divertimento, i c. d. comportamenti consumistici ed anche il digiuno dalla tv. E se la nostra squadra del cuore gioca una partita in diretta tivù in un venerdì di Quaresima saremo messi ad una prova durissima! Una combinazione esplosiva di astinenza totale!
La Quaresima è quell’altro periodo dell’anno che fatico a gestire. L’altro, sempre di astinenza, è quello freddo e umido di durata imprecisa durante il quale la mia moto rimane in garage spenta staccata in attesa che ritornino le condizioni migliori perché mi porti in giro dove voglio io.
A volte i due periodi coincidono quando la Pasqua cade alta come quest’anno e va anche bene. A volte invece la Quaresima capita quando la moto ha da poco sgranchito le ruote e passo da una penitenza all’altra.
Non mi resta che consolarmi con un piattone di tonno e patate in umido. Non esagerate con la noce moscata.

*Fonte: Codice di Diritto Canonico

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ALESSANDRO DA RIN BETTA

ENTRA NELLA COMMUNITY