Odio i ricci

Quando una passione può uccidere

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Non sono una grande appassionata di calcio. Mi piace guardare qualche partita con gli amici per ridere degli uomini che si fanno venire la gastrite e mi piace commentare il look di calciatori e mogli dei calciatori, nulla di più. Ma mi piace molto vedere negli occhi delle persone, il fuoco di una passione, qualunque essa sia. E il calcio, per alcune persone, è davvero una passione che dura una vita intera. Ma quando un amore così grande si trasforma in ossessione, è esattamente come quando dopo una bellissima storia, il marito abbandonato diventa prima stalker e poi assassino. Quello che è successo sabato a Roma a Ciro Esposito, è vergognoso. Un ragazzo di trenta anni che va allo stadio per divertirsi e dopo poche ore si ritrova in ospedale a lottare tra la vita e la morte, è agghiacciante. Ma cosa scatta nella mente di un tifoso che decide di andare allo stadio per sparare? Cosa? Perché per certe persone è normale picchiare chi ha una fede calcistica diversa? Perché andare allo stadio con manganelli e coltelli è una cosa così comune? Perché la rabbia legata ad una cosa così futile riesce a farti sparare? SPARARE. Io non lo so. E’ un argomento delicato e sono certa che tutti voi condividete il mio sdegno. Eppure, così tante persone riescono a fare del male per una passione. Potremmo stare qui a parlarne per ore, senza trovare una spiegazione e soprattutto una soluzione. Spero solo che chi è seduto tra i potenti, riesca a infliggere pene davvero pesanti a chi fa anche solo la metà di quello che ha fatto Daniele de Santis, l’uomo che ha premuto il grilletto sabato sera. E’ ora di finirla di punire i Corona della situazione, ci sono cose più importanti da risolvere.

“IL PALLONE E’ UNA BELLA COSA, MA NON VA DIMENTICATO CHE E’ GONFIO D’ARIA”

GIOVANNI TRAPATTONI

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