Sciarada

Quando Merda e Sadomaso sono arte: Piero Manzoni, Robert Mapplethorpe

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Il 26 marzo è un gran giorno per l’arte: la città meneghina a Palazzo Reale apre le porte a Piero Manzoni, il l Grand Palais di Parigi a Robert Mapplethorpe.

Milano inaugura a Palazzo Reale una mostra antologica su uno dei più controversi artisti del ‘900: Pietro Manzoni.
In esposizione oltre 130 lavori – accompagnati da foto, lettere e filmati inediti – che testimoniano come nella sua breve e folgorante carriera – è morto di infarto a soli 29 anni – Manzoni produsse opere, azioni e pensieri strabilianti.

Photo Courtesy of Press Office Palazzo Reale

Photo Courtesy of Press Office Palazzo Reale

Ai più noto principalmente per le provocatorie scatole di Merda d’artista, l‘esposizione dimostra come quelle scatolette siano una delle tante espressioni di genialità con cui l’autore ha rivoluzionato la concezione dell’arte e dell’operare artistico. Nelle diverse sale viene attraversato tutto il percorso esplorativo e conoscitivo dell’artista, il come sia arrivato a interpretare l’astrazione concettuale, l’assenza, come soggetto d’arte più loquace della presenza.

Un dialogo provocatorio e dissacrante su cos’è arte e chi è l’artista, spingendosi fino a innovare l’idea stessa di “avanguardia”. Ed è così che la sua impronta digitale, anche semplicemente impressa su un foglio di carta, diventa opera d’arte, icona che introduce il tema fondamentale dell’autorialità: una firma d’autore che trasforma qualsiasi cosa in oggetto d’arte.

Piero Manzoni firma una modella trasformandola in Scultura vivente, durante le riprese per il filmgiornale S.E.D.I., Milano 1961

Piero Manzoni firma una modella trasformandola in Scultura vivente, durante le riprese per il filmgiornale S.E.D.I., Milano 1961

Con i suoi 30 grammi di merda d’artista, invece, da un peso monetario arbitrario – come il mercato dell’arte in genere –  di 30 grammi d’oro a un pezzo di sè, ponendo il l’interrogativo su cosa sia valore e cosa disvalore.
Non si tratta più quinddi comprare “un Manzoni” ma “Manzoni”, perché è l’artista che si fa opera. Come in  Fiato d’artista, un palloncino che acquista immensa sostanza artistica in quanto gonfiato con “aria d’autore”e per moltre altre opere esposte.

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Manzoni è sempre stata considerato provocatorio fuori dalle righe ma è anche molto altro: la grande retrospettiva di Palazzo Reale – dal 26 marzo al 2 giugno – lo dimostra.

Spostandoci poco più in là, dai nostri cugini francesi, il Grand Palais di Parigi ospita la mostra su un altro animo rivoluzionario, questa volta della fotografia: lo statunitense Robert Mapplethorpe.

(in copertina)

Le 250 foto ripercorrono la sua storia, la costante ricerca della perfezione nello scatto e della luce, la volontà di rompere con la fotografia del passato sdoganando i temi della liberazione sessuale, interpretati da nudi maschili e omoerotici. Dalle prime polaroid agli ultimi ritratti, nudi scultorei e nature morte collocate in un contesto preciso: la New York degli anni settanta e ottanta.

Robert Mapplethorpe Lisa Lyon 1982 Épreuve gelatino-argentique New York, Solomon R. Guggenheim Museum Don de la Fondation Robert Mapplethorpe 1993

Posano per lui i più grandi artisti del panorama newyorkese di quel tempo, ma una su tutti segnerà la sua storia: Patty Smith. Sua amante in principio, compagna di vita poi, fu uno dei suoi soggetti preferiti. Mapplethorpe riuscì a cogliere nei suoi ritratti quella follia e sensualità che da sempre l’hanno caratterizzata e caratterizzano. Sua è la copertina dell’album Horses con la quale lei debuttò e a lei lui rivolse le ultime parole nel letto di morte.

Patty Smith - Horses, Robert Mapplethorpe

Con i ritratti di Patti Smith e Lisa Lyon, la mostra esplora il tema della femminilità, rivelando un lato meno conosciuto del lavoro dell’artista.
Affascinato dalla questione del corpo e della sensualità Mapplethorpe, scomparso anche lui precocemente (1946-1989), usa la fotografia nello stesso modo in cui avrebbe potuto ricorrere alla scultura: per cercare la forma perfetta.

Per tutte le info:
www.comune.milano.it/palazzoreale
 www.grandpalais.fr

 

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