Fuori dal cinema

Quando i cinema diventano Apple Store

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Apple Store finalmente arriva in centro a Milano. Ci aveva già provato nel 2011, dopo la chiusura del McDonald’s di Galleria Vittorio Emanuele, ma poi lo spazio fu assegnato a Prada.

Adesso Apple si rifà, e come! Occuperà il posto del Cinema Apollo di Piazza Liberty, storico cinema centrale che si estende sotto tutta la piazza. L’ennesimo sacrilegio del cinema “tradizionale”, oppure l’affermazione del cinema sempre più digitale?

Secondo alcuni, assolutamente un sacrilegio, ad esempio per il gestore al 50% del Cinema Apollo Lionello Cerri, che afferma che la chiusura del Cinema è un fatto decisamente grave per la città di Milano (Fonte: Ansa)

Un altro critico è Paolo Mereghetti del Corriere della Sera, secondo il quale la chiusura dei cinema in centro a Milano farebbe perdere al capoluogo lombardo il ruolo di “capitale morale e culturale di Italia”.

Un’informazione è davvero curiosa: in cambio dello spazio, Apple dovrà garantire la conservazione del grande schermo della sala principale del cinema, e secondo me è la chiave di volta per comprendere il passaggio dai luoghi fisici di fruizione dei film al consumo di contenuti multimediali in forma privata.

Cos’è Apple? È una società produttrice di hardware e software, tecnicamente. Idealmente, è invece il più forte brand al mondo, capace di creare un senso di community e di “esclusività” attorno ai propri prodotti, che negli ultimi dieci anni è stata in grado di ridefinire il mercato musicale e multimediale.

Apple è anche iTunes Store, noleggio di film e acquisto degli stessi, e fruizione di questi attraverso la Apple TV (presto parleremo dell’ultimo modello uscito a Ottobre 2015 e dell’esperienza che offre).

Cos’è quindi il passaggio del Cinema Apollo alla proprietà di Apple Retail? È un passaggio di testimone. Un testimone che riguarda la cultura e il suo consumo, in un contesto di mercato in cui l’home cinema e lo streaming tv stanno facendo concorrenza al cinema.

È d’accordo con noi Enrico Sola di Wired, secondo il quale le critiche all’Apple Store al posto del Cinema Apollo a Milano sono state delle “reazioni pavloviane, viziate dai sentimenti conservatori che albergano ancora in certi vezzi della Cultura italiana ostili all’innovazione e fan del profumo della carta” (e della pellicola, aggiungiamo).

Cosa manca? Manca la socialità propria dei locali cinematografici, forse. Ma non è esattamente vero, perché i film al cinema sono sempre di più, e i cinema ci sono: si sono semplicemente spostati verso la periferia e sono tutti multi-sala.

In più Apple farà sicuramente un passo in più: come è la tendenza degli ultimi anni (Netflix, Amazon, Hulu), un altro distributore inizierà anche a produrre film. Lo farà sicuramente, anche se non ci sono ancora conferme o smentite ufficiali sul tema.

E noi rimaniamo in mezzo, tra il cinema reale e il cinema digitale: in ogni caso, sempre fuori dal cinema a parlarne.

Credits dell’immagine: Urbanfile

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