Coni et Amo

Di processi decisionali, citazioni dotte e addii – ep.5

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In tema di cibo, RB è un RC che non ce l’ha fatta. Anche RB vorrebbe avere le potenzialità dell’apparato digerente dell’esimio collega, ma una colite/gastrite/dottore-mi-dica-cosa-cazzo-ho lo costringe a sessioni prandiali altamente selettive, solitamente a base di toast o insalatona. Nei giorni in cui viene colpito da attacchi di ricchezza, osa addirittura ordinare un primo. Ma poiché, parafrasando Max Pezzali, l’importante è il viaggio e non dove andrò, il vero momento topico è il processo decisionale sul luogo dove andare a pranzare.

(Skype, 12.30 circa)

RB: Dove pranzi dopo?

RC: Devo chiudere una presentazione per [nome di cliente], devo inviarla entro le 13.

RB: Un giorno posso calcolare il tuo keynote production rate?

RC: Ahahahahahah

RB: Se le presentazioni fossero pagine Facebook, solo Selvaggia Lucarelli ne chiuderebbe più di te.

RC: Bella questa, ma un po’ forzata

RB: Severo ma giusto

(la conversazione si interrompe per alcuni minuti)

RC: Dove pranzi alla fine?

RB: Te l’ho chiesto prima io

RC: Dai cazzo, non fare come le donne

RB: Madonna quanto sei sustoso!

RC: Cosa sono?!

RB: SUSTOSO! Suscettibile, irittabile, collerico iroso

RC: E non potevi usare uno di quei sinonimi?

RB: Oh madonna, sei padovano anche tu, non dirmi che non hai mai sentito “sustoso”!

RC: Ci avrei scommesso che era uno dei tuoi termini da provinciale

RB: Fanculo

(pochi minuti dopo)

RB: A pranzo vado al solito bar

RC: Che palle

RB: Disse la vacca al mulo

RC: ?

RB: Citavo Elio

RC: Vabbé ti faccio sapere se vengo, in caso ordini per me

RB: Volentieri

(Arrivano le 13, RB si avvia verso il suo pranzo pantagruelico con VS e AT, altri due colleghi. Giunto al bar e impossessatosi della Gazzetta come fosse la Polonia, cerca contemporaneamente di sfogliare il giornale, ascoltare i suoi conviviali e rispondere ai messaggi su Telegram, dove si svolge la conversazione che segue)

RC, ore 13.21: Vi fate un kebab?

RB, ore 13.21: No

RC, ore 13.22: Grazie. Pranzerò da solo come uno stronzo.

RB, ore 13.22: Abbiamo già i toast in mano!!

RC, ore 13.22: Buon bruciore di stomaco

RB, ore 13.22: Fanculo.

(Il resto del pranzo e buona parte del pomeriggio scorrono via tra riunioni, call, omicidi verso cimici, suoni del traffico, divergenze d’opinione con Nostro Signore. I nostri due tornano a sentirsi verso le 17.)

RC: Ti ricordi che stasera devi levarti dal cazzo, vero?

RB: Questo è Stilnovo, se non erro.

RC: Dai hai capito

RB: Cazzo neanche le prostitute a Caracas vengono allontanate così.

RC: Fino a prova contraria, siamo stati coinquilini per 2 settimane, non concubini

RB: Ma mi stai comunque cacciando. Dillo che ti sto sul cazzo.

RC: No, però stasera tornano finalmente LA e EC, e sai com’è, preferisco dormire accanto alla mia donna che a te

RB: Anche perché dormivamo separati, io ero sul divano-letto

RC: Solo perché ritieni che io russi

RB: O sei tu che russi, o hai un vicino idiota che usa il trapano di notte, lascio a te scegliere l’opzione che più ti aggrada

RC: Stronzo

RB: “Essere stronzo è un pregio per pochi, farlo con tutti è roba da idioti”

RC: Meravigliosa questa!

RB: Grazie. Comunque tranquillo, mi tolgo dal cazzo.

RC: Sono state due belle settimane, potersi confrontare h24 con te è stato un privilegio

RB: Il piacere è tutto mio!

(La conversazione si chiude, la convivenza tra i nostri due termina dopo 2 settimane impegnative, così ora RB potrà tornare a rivolgere le sue personalissime omelie solo al trasporto ferroviario, e non ai problemi respiratori del suo coinquilino)

Allegasi prova fotografica di una parte di questi dialoghi:

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