Ho deciso di scrivere questo articolo pur non avendo nulla di particolare da dire. Negli ultimi tre mesi ho pianificato, riso, pensato, respirato, viaggiato, letto e sofferto tantissimo, dormito poco, assunto una dose record di OKI Task e digrignato i denti di notte come mai prima nella mia vita. E finalmente ho collezionato tanti nuovi argomenti di cui voglio parlare, che voglio condividere, che trasformerò in storie.

Ma anche se ora non è ancora il momento perché ci sono tante cose da aggiustare e tanti impegni a rallentarmi, oggi volevo concedermi uno spazio per regalarvi un pensiero, uno piccolo. Non sono mai stata capace di scrivere con una scadenza fissa o un argomento prestabilito perché ciò che scrivo viene da un luogo troppo irrazionale, e grazie a Gushmag ho avuto l’opportunità di scrivere quando e come volevo, quello che volevo.

Però oggi sento il dovere di scrivere indipendentemente dal mio ego ed egocentrismo, oggi quello che dico non viene dalla profondità del casino che ho nello stomaco bensì da una riflessione che ho portato avanti per un po’ e che oggi posso e voglio condividere, perché da un po’ non aprivo il sito di Gushmag ed era tanto che non mi soffermavo sui suoi contenuti.

Oggi l’ho fatto, ed è stata una scarica elettrica meravigliosa.

Mi sono detta che se ci fossero più persone come quelle che condividono le loro idee ed esperienze su Gushmag, vivremmo in un mondo fresco, aperto, accogliente, buono, divertente. Migliore. Informato. Critico. Imperfetto, e in continuo perfezionamento. Mi sono sentita in colpa per non aver contribuito molto nell’ultimo periodo e poi mi sono sentita perdonata, istantaneamente, perché è così che Gushmag ti fa sentire: libero, nel bene e nel male. Accettato, per tutto ciò che sei e che puoi dare.

Sembra un pensiero stupido, ma come un sogno leggero e piacevole che vuoi raccontare a tutti, non avevo motivo per non scrivere queste parole. Perché persone come quelle che fanno parte di Gushmag nel mondo ce ne sono, lo so, e molte di loro stanno portando avanti delle idee che faranno la differenza partendo dal basso, spesso partendo proprio da altre persone. Che non contano, ma che contano tantissimo. Che scrivono. Che ridono. Che non ti fanno sentire solo. Che ti lasciano stare solo quando ne hai bisogno. Che rendono il virtuale molto reale, in senso più che buono. Persone mai indifferenti al male, ma proiettate verso il Bene. Creatori, creativi, attori, produttori di Bene in tanti modi diversi. Un Bene artigianale. Che si fa, si dice, si scrive. Si coltiva, si distribuisce. Oggi mi sono sorpresa per aver capito che la rivoluzione del Bene sta succedendo, sotto i miei occhi e anche attraverso le mie mani. Stiamo combattendo. Con la bellezza delle parole, la loro onestà. Con la creatività. Con la tecnologia, la comunicazione, l’apprendimento.

Stiamo combattendo, e siamo forti.
Ci vorrebbe più Gushmag. Per tutti.
Grazie.

MORE FROM ANNA BALDISSERA

ENTRA NELLA COMMUNITY

We use cookies to ensure that we give you the best experience. If you continue without changing your settings, we’ll assume that you are happy to receive cookies from our website. anytime by typing