Dall'altra parte del vetro

Per festeggiare ci sta una Grey Goose?

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Molte volte si dice che nella vita non è tanto importante la meta che si vuole raggiungere, ma il viaggio che si compie. Forse è un modo di pensare fatto per godersi la vita nel miglior modo possibile.

Il mio pensiero di oggi parte con un mio viaggio, un viaggio musicale definiamolo così, che parte dall’adolescenza, 15 anni fa, quando io avevo esattamente quindici anni.
L’età delle boyband, per quanto mi riguarda l’età dei Take That e dell’odio profondo nei confronti di Robbie Williams che aveva deciso di distruggere il nostro piccolo idillio. Con il sogno dell’Inghilterra in testa, con il disprezzo per la musica italiana (tutta colpa di mio padre che mi faceva ascoltare sempre e solo Radio Italia SoloMusicaItaliana), insomma un adolescente DOC.

Poi un’estate venni travolta da questo vortice con i capelli ossigenati e da questo mondo fatto di Vespe 50 e così cominciò anche un nuovo incubo per mio padre, che con quella Vespa l’avrebbe amabilmente investito. Quello fu solo l’inizio di una grandissima avventura.

Mi ricordo ancora quando andai a comprare quel cd con quel strano nome: “…squerez?”. Lo pagai 40.000 lire, sacrifici di paghette su paghette. La prima cosa che andai a vedere fu l’autore di quei pezzi che mi fecero letteralmente innamorare. Lessi “Cesare Cremonini“. Rimasi subito colpita da questa cosa, per me era inconcepibile che un ragazzo di 19 anni potesse scrivere delle canzoni del genere. Dal quel momento in poi rimasi rapita del tutto.

Ci sono stati tanti concerti, un capodanno sotto la pioggia, miliardi di sensazioni ed emozioni indescrivibili o forse lo sono, ma qualcosa la dovrò pur tenere per me.
Sono passati 15 anni, praticamente metà della mia vita e di cose ne sono cambiate, tante, ma quella passione no, è rimasta. Passione che ti spinge dalla Sardegna a prendere un aereo per Milano, per andare in quella gremitissima Piazza Duomo, dove sai che saranno solo 15 minuti, ma tu al grandissimo appuntamento all’Arena con la A maiuscola non ci potrai andare, quindi ti devi accontentare di quel poco che sarà. Non avresti mai creduto che quei 15 minuti sarebbero stati la ciliegina sulla torta di una giornata già fantastica.

Ripercorro il mio viaggio perché questo è l’anno dei grandi eventi, un anno che difficilmente qualcuno si dimenticherà. Un anno fatto di tanto amore, di tour sold-out e poi dove la tua canzone rimane per 12 settimane consecutive il pezzo più trasmesso da tutte le radio d’Italia. Come si può dimenticare un anno così.
Non la voglio chiamare “il tormentone dell’estate”, perché per me è solo l’inizio di un’altra grandissima avventura (poi se “Logico #1” vi fa venire voglia di mangiare una Cornetto Algida, per questa volta siete perdonati), un’avventura che mi riporterà a prendere un altro aereo per rivivere un’altra serata fantastica, di quelle che difficilmente mi scorderò.

Si parla di radio, di dati, ma quando si parla di Cesare per me non è la stessa cosa. Ed era giusto per me celebrarlo così, con i miei ricordi e credo che tante ragazze che hanno vissuto quegli anni li, possano apprezzare questa sorta di “Caro Diario ti scrivo…”

Vi lascio con un pezzo, che possa anche essere di augurio magari per chi in questo periodo non se la passa nel migliore dei modi, si chiama “Maggese”, perché come dice Ce “Ogni volta, ogni Maggese / che da nuova vita a un seme / sarà vita nuova anche per me“.

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