EXPO 2015

Quale sarà la nuova Tour Eiffel? I padiglioni migliori di Expo 2015

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Expo Milano 2015 compie i suoi primi quattro mesi e cominciano a fioccare le classifiche dei padiglioni: il più bello, il più divertente, il più costoso, il più visitato…E’ difficile prevedere ora quale sarà la nuova Tour Eiffel (Expo Parigi 1889) o il nuovo Padiglione Tedesco (Expo Barcellona 1929), ma già si possono azzardare delle ipotesi, basate sull’indice di gradimento del pubblico. Intanto, è chiaro che molti padiglioni hanno deluso le attese mentre per altri, grazie al passaparola dei visitatori e alle informazioni sui media, si è delineato un inaspettato successo; colpisce ad esempio lo scialbo risultato del padiglione Italia, sopratutto se confrontato con quelli di alcuni paesi in via di sviluppo.

Va detto che nella valutazione del gradimento generale dei padiglioni rientrano molti parametri che non hanno nulla a che vedere con il design o il progetto architettonico, come ad esempio  l’offerta ludica o gastronomica, l’organizzazione etc. I parametri che ho scelto non riguardano questi aspetti ma le qualità estetiche e rappresentative delle strutture.

Mentre nell’esposizione che ospitò la Tour Eiffel il materiale protagonista e innovativo fu il ferro, molto probabilmente Expo 2015  verrà ricordata come “l’Expo del legno”. Ecco i numeri: 24 padiglioni nazionali, 31 edifici dei cluster tematici e varie architetture di servizio realizzate in legno per il totale di 60.000 mq! 

Azerbaijan:  il più bello

expo milano 2015 padiglione azerbaijian

Ormai non ci sono più dubbi: il padiglione dell’Azerbaijan, che si è guadagnato il soprannome di “The jewel”, è il più bello di tutta l’esposizione. Piccola ma significativa consolazione: il progetto è interamente made in Italy, realizzato dal team di “Simmetrico”, un gruppo di creativi, project manager, architetti, ingegneri ed esperti in tecnologie multimediali.  Il padiglione, composto da tre enormi sfere incastonate come gioielli, è costruito con materiali tradizionali come legno e pietra abbinati a vetro e metallo e si sviluppa in forme architettoniche semplici ma efficaci. Un bel debutto per un paese che partecipa per la prima volta a un’esposizione internazionale!

Emirati Arabi Uniti. Il più popolare.

expo milano 2015 padiglione Emirati Arabi Uniti

E’ uno dei più costosi, ma pare che sia anche uno dei più popolari sui social: si tratta del padiglione degli Emirati Arabi Uniti, che si sono presentati a Expo con un progetto firmato da un certo Norman Forster. E, come previsto, l’archistar ha fatto centro. Per raggiungere l’area espositiva di passa attraverso un percorso sinuoso, chiuso tra pareti alte 12 metri che sembrano fatte di sabbia increspata dal vento. Sembra di percorrere un canyon nel deserto o una stradina in mezz’ombra, entrambi tipici dei paesaggi e degli insediamenti degli Emirati. Se ci fossero anche i cammelli sarebbe perfetto!

Cina. Il più fotografato

expo milano 2015 padiglione cinese

Anche la Cina fa il suo debutto in una esposizione internazionale, e il suo padiglione non passa certo inosservato. Il progetto è realizzato dalla Tsinghua University in collaborazione con il Beijing Qingshang Environmental & Architectural Design Institute: colpisce la complessa struttura del tetto in bambù, che evoca lo skyline di Pechino da una parte e delle montagne cinesi dall’altra. Il colpo d’occhio del campo di fiori gialli davanti all’ingresso pare sia irresistibile per tutti gli obiettivi fotografici.

Russia. Il più espressivo.

expo milano 2015 padiglione russo

La Russia sorprende con un padiglione d’effetto dall’identità forte ed espressiva, grazie ai simboli che richiamano il legame tra l’architettura e il paesaggio russo. La monumentale pensilina d’accesso incanta e attira i visitatori grazie alla superficie in acciaio specchiato in cui ci si vede riflessi col naso all’insù. Non c’è bisogno di spazi faraonici per stupire: qui la sfida era quella di costruire in uno spazio limitato. Sfida raccolta da Sergei Tchoban, che spiega: “se sei un architetto è nei limiti che trovi la tua creatività”. Una frase encomiabile, anche perché Sergei ha vinto la sfida, e alla grande.

Corea: il più elegante

expo milano 2015 padiglione coreano

L’architetto Maurizio Carones e l’ingegnere Luigi Paolino sono i progettisti del padiglione della Corea, uno dei più apprezzati anche per la coerenza con il tema dell’Expo. Nella mia personalissima classifica la Corea vince la palma dell’eleganza. Il bianco, le linee curve e organiche, il minimalismo, la grafica curatissima, tutti elementi ispirati da un unico oggetto: il “Vaso Luna(Moon Jar)”, una ceramica tradizionale coreana il cui nome deriva dalla sua somiglianza alla luna piena e in cui si conservano ancora oggi cibi fermentati. E’ l’unico padiglione a ispirarsi a un oggetto umile utilizzato per conservare il cibo, e il risultato è indiscutibilmente…elegante.

Francia: il più didattico

expo 2015 padiglione francese

Non me ne vogliano gli amici francesi, ma il padiglione della Francia rispecchia il classico allestimento museal-didattico transalpino. Apprezzabile, non si discute, visto che anche visitando quattro “sassi”  in uno dei tanti siti storici francesi si esce più eruditi. Le domande cui tenta di rispondere l’allestimento sono cruciali e perfettamente aderenti  al tema dell’Expo: come nutrire il pianeta in un futuro prossimo? Come sfamare l’umanità con un’alimentazione sana e risorse sostenibili? Il problema sta nelle risposte, che esaltano le capacità del paese e le sue eccellenze…Autocelebrativo nella migliore tradizione. Tuttavia la struttura merita: progettata dagli architetti Anouk Legendre e Nicolas Desmazieres, nasce dalla suggestione del paesaggio collinare e dall’architettura dei mercati coperti francesi. Si tratta di un edificio sostenibile, realizzato interamente con legno a km zero, proveniente dalla regione del Jura, completamente smontabile e ricostruibile. 

Italia: il più costoso

expo milano 2015 padiglione italiano

Progettato dallo Studio Nemesi, è uno dei padiglioni più grandi e, pare, anche dei più costosi. Dispiace non vederlo in testa alle classifiche dei più blasonati, ma forse il pubblico italiano, comunque il più numeroso, preferisce esplorare luoghi esotici… Oppure i visitatori si scoraggiano di fronte alle code infinite. Eppure la sala degli specchi, che riflette senza sosta i paesaggi mozzafiato della nostra penisola, vale da sola la visita. La struttura è comunque destinata a rimanere anche nel periodo post-Expo come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città. Almeno si spera…

USA: il più visitato

expo milano 2015 padiglione americano

Gli USA salgono sul gradino più alto del podio per numero di visitatori. Si contano ad oggi circa 2 milioni e 850 mila ingressi! Il padiglione non ha particolari attrattive per l’architettura o il design. Progettato dall’architetto James Biber, si ispira a un tradizionale granaio americano, e la via d’accesso è formata da una passerella in legno recuperato dal lungomare di Coney Island. Eppure è in cima alla classifica. Motivo? Intanto non ci sono code chilometriche e tutto è molto semplice, come nella miglior tradizione anglosassone: nessuna limitazione nel numero di ingressi e nessun percorso obbligato da seguire. Libertà di circolazione coniugata con il coinvolgimento del pubblico attraverso un ricco programma di conferenze, dimostrazioni, eventi culturali, incontri con chef e agricoltori. E poi c’è il Food Truck Nation, la “mostra commestibile” installata in 6 furgoncini che servono tipici cibi da strada americani: come resistere?

Vanke. Il più avveniristico

expo milano 2015 padiglione vanke

A Expo ci sono anche le aziende, non solo i Paesi. Il padiglione Vanke rappresenta la più grande realtà immobiliare residenziale cinese, e grazie al fatturato stellare si sono potuti permettere di affidare la progettazione a una delle archistar più quotate del mondo: Daniel Libeskind. Il risultato riassume a grandi linee molte delle qualità dei padiglioni visti finora: bello, elegante, fotografato alla grande, espressivo, popolare….ma soprattutto avveniristico perché rivestito da una pelle che può definirsi “viva”. Quelle che sembrano le squame di un bellissimo rettile sono in realtà piastrelle tridimensionali contenenti titanio, sviluppate da una realtà italiana, la Casalgrande Padana. Sono piastrelle che cambiano colore durante la giornata e secondo la luce, sono autopulenti e “respirano” l’anidride carbonica per trasformarla in ossigeno…Che sia il materiale del futuro?

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