Texas Stripes

Ore 8:39 – Amber Alert

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Il Texas è pieno di prime volte. Almeno per me. Dopo l’allarme uragani (struggente film in bianco e nero interrotto da un avviso angosciante a tutto schermo sull’avvicinarsi di un tifone poi risoltosi in pioggia torrenziale) doveva capitarmi anche questa. 

E’ giovedì mattina, il cellulare suona insistentemente ma quando lo raggiungo sul display compare solo un avviso. “Un AMBER alert è stato diffuso nella tua zona”. Cosa caspita è un AMBER alert? Un tifone di nome Amber o stanno per bombardarmi casa? Devo nascondermi, scappare o rifugiarmi da qualche parte? Per spiegarvelo devo raccontarvi la storia che ho recuperato da Internet. Una storia che non ha lieto fine.

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Correva l’anno 1996. Una bambina di 9 anni di nome Amber Renee Hagerman sta giocando insieme a suo fratello vicino alla casa dei nonni ad Arlington, in Texas, quando viene rapita da un uomo sconosciuto. Un vicino di casa nota un pickup fermarsi vicino la bambina. Da qui scende un uomo che afferra la piccola Amber e scappa via tra le urla della bambina. Il caso diventa nazionale, tutti si mettono subito in moto per ritrovare quella bambina dal sorriso fantastico. Quattro giorni dopo il rapimento, un uomo che sta passeggiando con il suo cane vicino ad un canale di scolo, trova un corpo che poi si scoprirà essere proprio quello della piccola Amber. Dall’autopsia si scopre che la piccola è stata tenuta in vita soltanto due giorni dopo il rapimento e che purtroppo ha subìto violenza sessuale. Una task force tra FBI e polizia di Arlington continua le indagini per altri tre anni ma il delitto non è mai stato risolto.

Dal lutto mediatico che è seguito alla vicenda della piccola Amber è nato il servizio di AMBER alert, un sistema di allarme nazionale in caso di sospetto rapimento di minore. L’allarme si attiva nel momento in cui si verifica un rapimento e prevede continui messaggi di allerta utilizzando televisione (intendendo proprio l’apparecchio televisivo, non i notiziari), cellulari, e-mail, radio e segnaletica stradale elettronica. Ultimamente l’Amber Alert ha anche collaborato con Google e Facebook per trasmettere informazioni in vista di un Amber.  In questo modo ogni cittadino si trasforma in una vedetta.

Tutto questo si è trasferito sullo schermo del mio cellulare (e di almeno altre 6 milioni di persone) giovedì scorso con la segnalazione di un rapimento a bordo di una Ford, come potete leggere poco sopra. Per la cronaca, questa volta la storia è finita bene. Si è infatti trattato di un falso allarme da parte di una baby sitter 27enne di Galveston che forse si stava annoiando un po’ troppo. Ora si annoierà in prigione, suppongo. Mentre l’Amber alert di tipo americano è già attivo in Francia, Belgio e Grecia, l’Italia si distingue per un sistema tutto suo: il numero 116000, una linea telefonica del Ministero dell’interno gestita da Telefono Azzurro.

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