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Nymphomaniac uscirà mai in Italia?

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Caro Babbo Natale, quest’anno come regalo vorrei poter vedere Nymphomaniac in Italia senza dover andare per forza aldilà del confine francese, che poi non so se riesco a capire tutto il film.
Sì, perché se i danesi potranno godersi l’ultimo, attesissimo film del loro regista e connazionale preferito a partire dal 25 dicembre, in Italia il film non ha ancora trovato il proprio circuito distributivo e rischia proprio di non uscire nelle nostre sale. La BIM che nel 2011 distribuì Melancholia ha rifiutato l’incarico, così come la Lucky Red che si era occupata della circolazione nel nostro paese di tutte le opere precedenti di Lars Von Trier.
Ma io mi chiedo… Antichrist sì e Nymphomaniac no? Ma come funziona la Santa Inquisizione allora?

Tra le ipotesi più probabili per l’apparente rifiuto a farlo uscire nelle sale italiane c’è il fatto che i film di Von Trier in generale non generano “palate di soldi” né riempiono i cinema, oppure proprio il fatto che lo stesso regista l’abbia presentato come un film spinto.
Vorrei ricordare ai gentili distributori italiani che Moebius è uscito nelle sale, il film sud coreano che parla di incesti e amputazioni sessuali che solo coloro che erano presenti al Festival del Cinema di Venezia hanno potuto vedere integralmente.
Sta di fatto che, per ora, Nymphomaniac uscirà certamente in Danimarca e Francia il 25 dicembre e tra gennaio e febbraio in Svezia, Olanda, Germania e Polonia. Ai veri appassionati del regista danese conviene già prenotare il biglietto aereo o aspettare comodamente seduti sul divano di trovarlo online (ma che tristezza).

Altre voci dal ciberspazio cibernetico, tra cui il sito norvegese Montages, rivelava il mese scorso la durata del film: 5 ore complessive di montato suddivise in due parti, ovvero l’adolescenza e l’età adulta, che usciranno proprio in due episodi distinti. Come Kill Bill per intenderci. Continuava, poi, con l’incredibile notizia che la versione hard di Nymphomaniac (il film uscirà in una versione soft e una hard, realizzata attraverso il fotomontaggio digitale degli organi genitali di veri attori porno sui protagonisti del film) potrebbe essere presentato a Cannes 2014. Peccato che di tutto quello detto fin’ora non ci sia nulla di certo.

Il film è stato allegramente definito “il porno di Natale” (o da me medesima come “cinePENEttone”) e non si parla d’altro da mesi: dall’annuncio del titolo, al fatto che uscirà in due versioni, ai poster alquanto originali che ritraggono tutti gli attori in una posa pre o post coito.
Ad animare l’attesa contribuiscono anche otto brevi clip, definite appetitizer, che stanno anticipando l’uscita del film e che vengono rilasciate suddivise in capitoli.
Con tutta la curiosità che le sapienti mosse di marketing hanno generato, voglio sperare che i distributori italiani non si lascino scappare l’occasione.

Nel frattempo va bene così, noi continuiamo pure ad andare al cinema a vedere Checco Zalone.

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