Arte in pillole

Nuove frontiere di fruizione culturale: l’arte 2.0

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Viviamo in una società ormai social, siamo più connessi alla rete che connessi con le persone nella vita reale.
Internet ci ha cambiati da quando esiste, così come anche il Web: grazie a questa collezione multimediale abbiamo accesso alle informazioni più disparate, sta a noi farne buon uso.

A volte però è il Web che fa buon uso di sé stesso.

Siamo in una realtà 2.0, tutto è diventato 2.0, anche l’arte, grazie a Google Cultural Institute.

Questa piattaforma ha da poco compiuto 5 anni e riesce a racchiudere circa 1000 musei e istituzioni culturali, per un totale complessivo di 6 milioni di oggetti e opere visitabili con un click provenienti da circa 70 paesi.
Tutto è partito dal gruppo di Mountain View l’1 febbraio 2011, con lo scopo di consentire a tutti di ammirare le opere più belle dei musei di tutto il mondo e da quel giorno non si sono più fermati.
Con spettacolari immagini panoramiche a 360° di street view si possono visitare virtualmente i corridoi e le sale di qualsiasi realtà museale si voglia, dagli Uffizi al Guggenheim di New York, dal British Museum al Palazzo del Parlamento di Bucarest. Nonché ammirare da vicino le opere più nascoste o quelle più note, arrivando ad ingrandirle fino a osservare il dettaglio più minuzioso.
La qualità rimane altissima e il tutto è accompagnato dal racconto delle vicende che hanno portato all’esposizione o al compimento dell’opera in questione.



Dove sta l’interattività? Si ha la possibilità di creare una propria galleria e condividere le proprie scoperte!
Ce n’è per tutti i gusti:

  • Art Project
  • Momenti storici
  • Black History & Culture
  • Love
  • Arti dello Spettacolo
  • Donne e Cultura
  • Street Art
  • e molto altro…

È possibile scovare le 150 opere di street art fotografate in giro per Milano e subito dopo rimanere incantati davanti a un quadro di Van Gogh oppure stare sul palco o dietro le quinte assieme a ballerini e attori nei più bei teatri del mondo.


Questo è un buon modo di spendere le ore attaccata al pc, naturalmente se non ho la possibilità di andare a vedere di persona ciò che cerco in questa piattaforma.
Google non sostituirà mai la visita ad un museo, non può farlo, non si riescono a provare le stesse emozioni, ma riesce a dare valore aggiunto alle opere, dà la possibilità di fruirle meglio (fino all’ultimo gigapixel).

Forse è arrivato il momento anche per mia mamma di dire: “Basta stare al computer, ti rovini gli occhi”.
Ci perderei le ore!!

E invito anche voi a fare un tour!

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