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Novembre noioso e musica nuova

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Novembre è un mese inutile e dimenticabile potrebbe essere definito come la mezza stagione dei dodici mesi dell’anno. Nonostante tutto però ha un pregio, ma solo se come me amate la musica indie italiana, altrimenti rimane il mese poco utile che è sempre stato.

Devo ringraziare la mia povertà che non mi permette di passare a Spotify premium perché grazie al limite dei sei skip ho scoperto nel corso dell’ultimo anno più artisti di quanti ne abbia ascoltati nella mia adolescenza. La mia playlist di riferimento è inevitabilmente ‘Indie Italia’, ora per essere un buon ascoltatore di questo genere musicale il tempismo è fondamentale, chi primo arriva tra sei mesi può vantare il primato nell’ascolto e aggirarsi per i social con il mood del discografico saccente.

Visto e considerato che sono buona e la possibilità di sentirsi superiori a qualcuno tra qualche mese non si nega a nessuno ho pensato che fosse utile riunire i nuovi futuri protagonisti della scena indie italiana in questo articolo.

BELIZE

L’identità di questa band è fatta da autotune e vocoder, suoni di un’elettronica che si incastra perfettamente con le liriche dei loro pezzi creando un’atmosfera di rarefatta quotidianità. Sono inciampata in questo gruppo di Varese grazie alla loro quasi partecipazione ad Xfactor, si sono presentati alle audizioni con un loro inedito ‘Pianosequenza’ , sono rimasti in gara giusto il tempo di far incuriosire l’ascoltatore attento, ‘Replica’ è il loro nuovo Ep uscito il 3 Novembre. Solo 5 pezzi, sembra essere un disco di transizione, di scoperta e di sentimenti. Una delle tracce che più mi ha colpita è ‘Superman’ che prende le difese dei supereroi stanchi di doversi immolare per noi, quando magari vorrebbero solo stare tranquilli, elogio alla normalità e ad accettarci senza maschere è sicuramente il pezzo di punta dell’album. Uniscono eleganza e underground sia nei testi che nella musica.

Consiglio l’ascolto di: Pianosequenza

 

COMA_COSE

Per questo duo milanese trovare un genere a cui incatenarli è difficile si muovono tra rap e cantautorato con ‘un’attitudine urbana’ come dicono loro, ma il loro vero punto di forza sono i testi, plasmano il testo andando a togliere una doppia a una parola o spostando un accento, trasformano così il significato di un intero verso. E’ un progetto partito da pochi mesi, dopo aver pubblicato una serie di singoli hanno deciso di riunirne tre nel loro primo Ep ‘Inverno Ticinese’. Inutile dire che raccontano le atmosfere di Milano, città che li ha cresciuti, con malinconia, nostalgia e la giusta ironia. Ultima chicca che non può fare altro che farveli amare sono le citazioni: da Battisti in ‘Anima Lattina’ a De Gregori che in ‘Deserto’ definiscono come ‘il mio artista rap preferito’.

Consiglio l’ascolto di : Anima Lattina

FRAH QUINTALE

Anche per questo artista è difficile etichettare il genere a cui appartiene, si aggira tra pop, rap e indie, poco ma sicuro appartiene alla categoria di quelli bravi. Il suo progetto inizia con la playlist ‘Lungolinea’ e si è coronato lo scorso 24 Novembre con l’uscita di Regardez-moi (10 tracce, 5 edite da Lungolinea e 5 inedite). Il suo è un flusso di coscienza in cui parla delle relazioni, racconta la sua vita, di chi se n’è andato e di chi ancora ne fa parte, ti porta nel suo passato, racconta, in poche parole, il suo viaggio. Utilizza le parole con rispetto, nei suoi brani c’è un giusto equilibrio tra parole e musica e una contrapposizione che rende i suoi brani degli Ossimori musicali, ‘Cratere’, per esempio, è la storia della fine di un amore, ma se le parole ti raccontano la tristezza che questo comporta, la musica è estiva e tutt’altro che melanconica. Un ascolto al suo disco è d’obbligo, ma vi avviso potrebbe creare dipendenza, quando le canzoni sono belle succede.

Consiglio l’ascolto de: Nei treni la notte

GALEFFI

Ultima scommessa di Maciste dischi mi ha stregata con ‘Occhiaie’, singolo di lancio. Il 24 Novembre è uscito ‘Scudetto’ disco d’esordio per il giovane cantautore romano. Nelle sue canzoni c’è quel sentore di Cremonini che non guasta e la giusta sonorità indie di cui questa etichetta discografica si è resa protagonista in questo ultimo anno. La scrittura è catchy e unisce la quotidianità dei rapporti umani a una vena di surrealismo. Ultimo ingrediente che mi ha definitivamente rapita sono i rimandi letterari presenti nei suoi testi che lo rendono un diamante nel panorama musicale attuale.

Consiglio l’ascolto di: tazza di te (ma vi metto il link di Occhiaie, da buontempona quale sono)

Queste sono le quattro scoperte che hanno reso meno peggio il mio Novembre e che potrebbero rendere la fine del vostro meno amara. Non è una classifica perché sono ignava e non me la sentivo di decretare il mio preferito quindi mi sono lasciata tentare dall’anonimo ordine alfabetico. Fate i bravi che poi tra qualche mese un ‘ Io ve lo avevo detto’ spocchioso non ve lo toglie nessuno.

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