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Non puoi sapere davvero dove vai, se non sai da dove vieni.

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la dove c’era l’erba ora c’è… Una città…

Recitava una famosa canzone di Adriano Celentano, quando era un semplice ragazzo della via Gluck. Probabilmente avrà vissuto anche lui la realtà delle osterie, sia dei paesini fuori città che del centro, di quelle dove si conoscevano tutti, quando si facevano ancora le manifestazioni agricole e bovine, e tutto profumava di campagna e l’osteria era l’unica distrazione esistente.

Quelle dove si beveva “un’ombra de nero o de bianco”, un amaro o un Fernet.

Si parlo proprio di quelle dove ti portava tuo nonno e mio zio, dove avevano appuntamento per i loro affari oppure perché, potevano bere un po’ di più senza i rimproveri della famiglia. Dove si usavano le “bestemmie” come intercalare tra risate, un piatto di salumi, qualche grissino e verace senso di amicizia.

Non sto parlando di uno spaccato degli anni ’50 ma di una realtà neanche troppo distante perché anche solo quindici/venti anni fa questo era la vita nei dintorni di casa mia, a pochissimi chilometri dal centro di Treviso.

Questi posti sono quasi scomparsi ormai… I luoghi di aggregazione di un tempo si sono rinnovati e si sono aperti ad un mercato che è diventato molto più esigente e competitivo.

Così si comincia a non veder più le persone stazionare ore ed ore al tavolo dell’osteria, giocando a briscola o a scopa, ma si “accontentano” di gustare un buon piatto di affettati misti accompagnati da un set di formaggi e marmellate. Sui tavoli le tradizionali “ombre” hanno lasciato il posto allo spritz con l’oliva e le patatine. Eppure alcune di queste vecchie realtà magari un po’ si si è evoluta ma ha tenuto saldi i valori di un tempo.

Come l’Osteria Sec’eri a Pezzan di Carbonera, dove siamo rimasti affascinati dalla simpatia dei proprietari e dalla loro cucina, in particolar modo dalle loro sarde in saor.

Anche la lista delle etichette disponibili, nel tempo, si è allungata, come nella splendida realtà dell’Osteria enoteca Toniolo sulle mura di Treviso, che è anche ristorantino e rivendita vino.

Oppure ancora Al Ragno Osteria di un Tempo a San Zeno di Treviso, dove i cicchetti restano tutt’ora il loro punto di forza assieme al vino nonostante la ristrutturazione avvenuta di recente, e infine uno dei posti storici di Treviso, l’Hosteria dai Nanetti, dove l’ombra è ancora chiamata così per definizione e dove non si è modificato nulla per venir incontro alle mode del momento anzi.

Gli arredi interni sono praticamente gli stessi da quasi un secolo, e tutte le foto appese sulle pareti narrano la storia dell’Hosteria e dei suoi proprietari.

Pensando ai nanetti, mi viene in mente un detto che ritengo appropriato alla loro filosofia:

Non puoi sapere davvero dove vai, se non sai da dove vieni” dal film Hitch con Will Smith

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