Light & Shadows

Nadar|Il Tiziano della fotografia

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Buon lunedì

L’appuntamento di oggi è dedicato ad uno dei pionieri della fotografia : Gaspard Felix Tournachon, in arte, Nadar


Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere ed altre che non sanno nemmeno guardare.”

Nadar


Nadar, al secolo Gaspard Felix Tournachon, nacque a Parigi, il 6 aprile 1820 da una famiglia medio borghese originaria di Lione.

Nel 1832,  entrò al collegio Bourbon di Parigi. Pochi anni dopo, in seguito a problemi di natura economica, i Tournachon tornarono a Lione, dove Gaspard Felix si iscrisse alla facoltà di medicina; il padre morì nel 1837 e nel 1838 la madre, Thèrése Maillett, decise di far ritorno assieme ai figli a Parigi, dove Gaspard frequentò l’ambiente della gioventù letteraria bohémien. Fu in quegli anni, che Felix cominciò a farsi chiamare Nadar ed intraprese la carriera artistica che lo vide dapprima, giornalista, collaboratore di varie testate parigine poi caricaturista.

Gaspard Felix Tournachon, in arte Nadar, 1854

Gaspard Felix Tournachon, in arte Nadar Autoritratto, 1854

Caricatura di Balzac Nadar 1850 Le caricature di Nadar erano  perlopiù realizzate su carta, con l'uso di matite carboncini bianchi e neri, chine e acquerelli

Caricatura di Balzac
Nadar 1850
Le caricature di Nadar erano perlopiù realizzate su carta, utilizzando matite carboncini bianchi e neri, chine e acquerelli

Nadar Pantheon Litografia, 1854

Nadar Pantheon
Litografia, 1854

Irrequieto, repubblicano convinto, Nadar partecipò a manifestazioni antigovernative contro Napoleone III; assieme al fratello minore Adrien, nel 1848, andò in  aiuto ai rivoluzionari in Polonia, durante la “Primavera dei popoli“, ma venne arrestato dai prussiani a Strasburgo. Nello stesso anno, la vittoria del  governo repubblicano diede a Nadar, la possibilità di esprimersi artisticamente con maggiore libertà.

Nel 1854, Gaspard Felix sposò Ernestine Lefevbre che, due anni dopo nel 1856, dette alla luce il loro unico figlio Paul.

Autoritratto di Nadar assieme alla moglie Ernestine Lefevbre 1865

Autoritratto di Nadar insieme alla moglie Ernestine Lefevbre
1865

Il figlio di Nadar, Paul Tournachon e la sua nutrice

Il figlio di Nadar, Paul Tournachon e la sua nutrice

Eclettico ed intraprendente, Nadar, nutrì la sua vivacità intellettuale con la curiosità tipica del suo personaggio; prese lezioni di fotografia da Bertsch e Arnaud e decise di aprire con l’irresoluto fratello Adrien, il suo primo studio fotografico nella casa in cui vivevano con la madre.

Dopo il colpo di stato del 1851-52, da parte di Luigi Bonaparte, la satira subì gravi restrizioni, Nadar, decise così di abbandonare l’attività caricaturista e di dedicarsi a tempo pieno alla fotografia.

Nel 1854, Nadar realizzò vari scatti che ritraevano il mimo Charles Deburau del teatro dei Funamboli; questa serie di fotografie venne presentata all’Esposizione Universale del 1855 ottenendo la Medaglia d’Oro che venne assegnata al fratello Adrien che ormai sicuro del suo successo si allontanò da Nadar; senza più l’appoggio del fratello, al quale aveva “rubato” anche il nome facendosi chiamare “Nadar il giovane” e venendo per questo processato e condannato, Adrien dal carattere incostante, proseguì il suo percorso da solo fino al fallimento.

Il mimo Charles Deburau, del teatro dei Funamboli

Il mimo Charles Deburau, del teatro dei Funamboli

Nadar, ormai totalmente immerso nella sua nuova attività di fotografo, si dedicò soprattutto al ritratto, realizzando scatti che videro protagonisti personaggi di spicco nell’ambiente artistico e culturale del XIX secolo, tra questi : Baudelaire, Rossini, Daudet, Dantan, Delacroix Listz.

Ritratto di Gioacchino Rossini

Ritratto di Gioacchino Rossini

Charles Baudelaire in una foto scattata da Nadar

Charles Baudelaire in una foto scattata da Nadar

La grande passione di Nadar per la navigazione aerea con palloncini aerostatici, unita a quella per la fotografia, lo portò nel 1858 alla realizzazione delle prime foto aeree, ritraenti il villaggio di Petit-Bicêtre, vicino Parigi, scattate da un pallone frenato appositamente costruito; nel 1859 realizzò immagini della capitale francese da un aerostato ancora in volo.

Illustrazione che ritrae Nadar mentre scatta una fotografia aerea

Illustrazione che ritrae Nadar mentre scatta una fotografia aerea
“Nadar ha elevato la fotografia all’altezza dell’arte”
Honoré Daumier- Brooklyn Museum

Autoritratto di Nadar in aerostato

Autoritratto di Nadar in aerostato

Nel 1860, Nadar sancì il suo successo sociale ed economico con l’apertura dell’atelier Nadar in Boulevard des Capucines a Parigi.

Lo studio fotografico, situato in un edifico dipinto sia esternamente che internamente di rosso, colore amato dall’artista anche nell’abbigliamento e che lascia trapelare la sua spiccata simpatia per la sinistra repubblicana liberale, era caratterizzato da ampie vetrate, che permettevano l’ingresso della luce naturale nell’atelier, sulla facciata campeggiava una gigantesca riproduzione della firma del fotografo a guisa di insegna, realizzata da Antoine Lumière, padre dei fratelli Lumière.

L'atelier Nadar in Boulevard des Capucines a Parigi

L’atelier Nadar in Boulevard des Capucines a Parigi

Il travolgente successo commerciale che coinvolse la produzione fotografica di Nadar, andò però a discapito della naturalezza iniziale dei suoi scatti, i quali, persero ben presto parte della loro freschezza e spontaneità.

Nadar, sperimentò l’impiego del flash al magnesio e fu tra i primi ad usare la luce artificiale elettrica continua con la quale, nel 1860, realizzò i primi scatti fotografici delle fogne e delle catacombe di Parigi, rendendo la fotografia uno strumento di documentazione.

Le catacombe di Parigi Nadar

Le catacombe di Parigi
Nadar

Le fogne di Parigi Nadar

Le fogne di Parigi
Nadar

La sua passione per il volo lo portò nel 1863 alla fondazione della “Società di incoraggiamento per la locomozione aerea a mezzo di apparecchi più pesanti dell’ariae alla costruzione del “Le Géant”, Il Gigante, uno dei palloni ad aria calda più grandi del mondo, che precipitò al suo secondo volo lasciando incolume il suo equipaggio e ispirando il romanzo ” Cinque settimane in pallone“,  scritto dall’amico di Nadar, Giulio Verne.

Illustrazione per il romanzo

Illustrazione per il romanzo ” 5 settimana in pallone” di Giulio Verne, ispirato alle vicende dell’aerostato “Le Giant ” fatto costruire da Nadar.
Le imprese di Nadar, ispirarono anche un altro racconto di Verne : “Dalla terra alla Luna”

Nel 1874, nell’atelier Nadar di Boulevard des Capucines, si svolse la prima mostra collettiva degli impressionisti rifiutata dall’accademico Salon annuale; tra gli artisti che presero parte all’esposizione : Manet, Degas, Pissarro, Monet e Renoir.

Nel 1886, in occasione del centesimo compleanno del chimico francese M.Chevreul, Nadar realizzò assieme al figlio, Paul Tournachon, il primo servizio di fotogiornalismo della storia; oltre a scattare le foto, Paul registrò l’intervista con un fonofono.

Nadar intervista Eugene Chevreuil Paul Tournachon - Nadar 1886

Nadar intervista Eugene Chevreuil
Paul Tournachon – Nadar
1886

Nadar, Morì a Parigi il 21 marzo 1910 a causa di una broncopolmonite; le sue spoglie trovarono sepoltura al cimitero parigino di Père Lachaise.


Compito autentico del ritratto fotografico è di estrarre la verità psicologica del soggetto”

Nadar


Nadar Autoritratto

Nadar
Autoritratto

” L’intera produzione fotografica di Nadar è un elogio alla naturalezza e alla spontaneità espressiva, che valse al grande fotografo francese l’appellativo di “Tiziano della fotografia“.

Mistinguett al secolo, Jeanne Bourgeois attrice e cantante francese in una foto scattata da Nadar

Mistinguett al secolo Jeanne Bourgeois, attrice e cantante francese qui in una foto scattata da Nadar

Sostenitore della  fotografia pura, ritrattista capace di indurre l’anima dei suoi clienti a svelarsi di fronte al suo obiettivo, estraendo la verità psicologica del soggetto ritratto, come lui stesso affermava, la fotografia fu per Nadar un modo di vedere al di là delle apparenze, ciò che gli altri non vedono; suo compito era far emergere la personalità dei soggetti da lui ritratti, che durante le sedute fotografiche nei suoi atelier metteva a proprio agio con capacità invidiabili ad uno psicologo, studiandone al contempo le espressioni e il carattere, dando luogo a quella che si può definire una ritrattistica psicologica dalla quale emergono gli aspetti sconosciuti della personalità dei protagonisti.

Victor Hugo In uno scatto di Nadar

Victor Hugo
In uno scatto di Nadar

L'attrice Sarah Bernhardt in posa per Nadar nel 1864

L’attrice Sarah Bernhardt in posa per Nadar nel 1864

Nadar utilizzò per le sue foto sfondi neutri, lisci, composti di semplice tela, privi di dettagli ed accessori tanto cari invece alla moda fotografica dell’epoca. Illuminò i suoi soggetti con la luce artificiale, modulata con quella naturale che filtrava attraverso tende di colore bianco o grigio, ottenendo suggestivi passaggi di tono; tutto questo, allo scopo di far emergere unicamente il personaggio, i suoi atteggiamenti, le sue espressioni.

Jane Demarsy, attrice del Théâtre_du_Gymnase in una foto scattata presso l'atelier Nadar nel 1889

Jane Demarsy, attrice del Théâtre du Gymnase
in una foto scattata presso l’atelier Nadar nel 1889

Gli scatti di Nadar, caratterizzati da un semplice schema compositivo dell’immagine, da un’intensa espressività e da una cura massima dei dettagli nella loro semplicità formale, persero parte della loro genuinità con l’avvento della carte de visite; Nadar si adeguò alle nuove esigenze del mercato fotografico, introducendo nella sua produzione  il nuovo formato e l’uso del ritocco, fino a quel momento non accettato assieme all’idea di fotografia artistica, inconciliabile con quella di fotografia pura.

Victor Hugo ritratto da Nadar nel suo letto di morte

Victor Hugo ritratto da Nadar nel suo letto di morte

Carte de Visite  by Nadar

Carte de Visite
by
Nadar

L’opera fotografica di Nadar divenne fonte d’ispirazione per la ritrattistica degli anni venti di August Sander e per quella degli anni cinquanta di Irving Penn; Un ruolo fondamentale nel successo del fotografo francese lo ebbero anche la moglie ed il figlio, i quali sostennero costantemente la sua attività, occupandosi anche dell’organizzazione degli ateliers; dopo la morte  di Nadar, fu il figlio a portare avanti la sua attività; nel 1951 la nipote cedette allo stato francese la produzione di Felix Nadar, per un totale di più di 450.000 negativi e 6.000 lastre al collodio; capolavori che ancora oggi ci osservano, attraverso l’intensità dei soggetti ritratti da uno dei più grandi pionieri della fotografia.”


A cura di : Eleonora Gadducci

Immagini : all Wikimedia Commons

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