Smell your life

My Burberry: le infinite sfumature della pioggia

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Alcuni dicono che la pioggia è brutta,
ma non sanno che permette di girare a testa alta
con il viso coperto dalle lacrime.
Jim Morrison

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza una sonnolenza rassegnata e amabile, una musica umile si sveglia con lei e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio. È un bacio azzurro che riceve la Terra, il mito primitivo che si rinnova. Il freddo contatto di cielo e terra vecchi con una pace da lunghe sere. È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori e ci unge con lo spirito santo dei mari. Quella che sparge la vita sui seminati e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo. La nostalgia terribile di una vita perduta, il fatale sentimento di esser nati tardi, o l’illusione inquieta di un domani impossibile con l’inquietudine vicina del color della carne. L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo, il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue, ma il nostro ottimismo si muta in tristezza nel contemplare le gocce morte sui vetri. E son le gocce: occhi d’infinito che guardano il bianco infinito che le generò. Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco e vi lascia divine ferite di diamante. Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano ciò che la folla dei fiumi ignora. O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento, pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce, pioggia buona e pacifica, vera pioggia, quando amorosa e triste cadi sopra le cose! O pioggia francescana che porti in ogni goccia anime di fonti chiare e di umili sorgenti! Quando scendi sui campi lentamente le rose del mio petto apri con i tuoi suoni. Il canto primitivo che dici al silenzio e la storia sonora che racconti ai rami il mio cuore deserto li commenta in un nero e profondo pentagramma senza chiave. La mia anima ha la tristezza della pioggia serena, tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile, ho all’orizzonte una stella accesa e il cuore mi impedisce di contemplarla. O pioggia silenziosa che gli alberi amano e sei al piano dolcezza emozionante: da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!
Federico Garcia Lorca – Pioggia

La pioggia. Sinonimo d’immagini tristi per l’animo.
Grigio. Malinconia. Pianto. Freddo. Morte. Paura. Tristezza. Camera buia vissuta in solitudine.

Quanti stereotipi. Quanti schemi mentali che non fanno vedere oltre il confine del proprio mondo. Quanta piccolezza di pensiero.

Perché non si riesce ad andare oltre gli stereotipi che la società inculca? A questa domanda forse risposta non esiste.
Ognuno di noi ha una sua visione delle cose. Visione personale che va rispettata perché è una scelta di vita e vivere è un atto di fede, fede nei confronti del proprio pensare e del proprio agire, fede in un credo, fede nel proprio essere più profondo e più superficiale.

Ogni cubo ha diverse facce, tutte appartenenti a uno stesso elemento ma ognuna con una posizione propria. E così è la pioggia. Elemento comune con interpretazione diverse.

La pioggia. Per esempio per me è simbolo di Amore.
Conobbi il suo sentimento per me una sera di Settembre, nella mia macchina, mentre lo scroscio della pioggia faceva da sottofondo a quella dichiarazione “Ma non l’hai proprio capito che mi piaci?!”. La pioggia iniziò a scendere seguendo il ritmo del mio cuore. Battito accelerato. Pallore del viso. E quell’astratta sensazione in cui intorno a te tutto sembra colpito da una luce intesa, le campane suonano a festa e le farfalle volano sulla tua testa.
La terra felice e il cielo che piange. Le nuvole che esprimono la loro felicità per te piangendo gocce di pioggia….Cade la pioggia e tutto tace, lo vedi sento anch’io la pace (La Pioggia- Negramaro).
Quella notte pioveva talmente tanto che, se chiudo gli occhi, sento ancora il suo rumore, rumore che segna uno dei momenti più belli della mia vita, che segna un momento in cui la vita ha preso il respiro dell’Amore.
Ricordo tutto con un sorriso sul viso.
Amore iniziato sotto la pioggia e finito in una fredda e piovosa sera di Dicembre. L’inizio resta più forte della fine, nonostante gli ostacoli e i dolori.
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La pioggia è pericolo. Si è vero. Basta pensare a quello che stanno vivendo le persone della Toscana e della Liguria.
La potenza di un fenomeno atmosferico che diviene solo un fenomeno atmosferico e non ha più nulla di romantico. Tutto il suo potere metaforico svanisce e lascia spazio al dolore provocato dalla sua furia. E su questo direi che non si deve aggiungere altro se non silenzio e preghiera.

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La pioggia è pianto, tristezza d’animo, dolore.
Esistono persone che vedono la pioggia come elemento di disturbo della propria esistenza, collegano la pioggia a uno stato d’animo d’inquietudine. Un momento buio della propria vita è rappresentato da questo cadere incessante di acqua sporca dal cielo, di quell’atmosfera fredda e grigia che la pioggia crea. Quando piove il mondo sembra triste. Per alcune persone la pioggia é diretto collegamento con periodi dolorosi della propria vita. Pioggia, la parte più inquieta e triste del proprio animo.

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La pioggia dà la vita.
Pensate alle piante e alla terra.  La pioggia è alimentazione.  È l’elemento primario per i fiori. È essenza vitale per il mondo della natura.
Come il sole, anche la pioggia, è in grado di dare vita a elementi straordinari. Le piante e i fiori per nascere, crescere e svilupparsi hanno bisogno, quasi in egual maniera, di una quantità di calore, acqua, aria e luce.
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La pioggia è vita quotidiana.
Esistono popoli che convivono la maggior parte della loro vita con l’ombrello aperto o capi d’abbigliamento con cappuccio. Esistono popoli che vedono quasi solo pioggia, e il sole è per loro come un miraggio. Sono i popoli che, dal gran che vedono acqua durante l’anno, vengono identificati con la pioggia. La pioggia è in questi casi vita quotidiana….piove, senti come piove madonna come piove senti come viene giù
senti le gocce che battono sul tetto,senti il rumore girandoti nel letto (Piove –Jovanotti).

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La pioggia è sfogo.
L’idea di urlare gioia o dolore sotto la pioggia. Non è semplicemente romanticismo da film. È una realtà che le anime sensibili comprendono a pieno. Faccia al cielo. Gocce che cadono impetuose sul viso. Occhi chiusi e l’urlo dell’animo che sfoga il suo essere attuale. Chi non conosce questa possibilità della vita non sa cosa si perde. Una rinascita vera e propria.

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In ognuna di queste sfaccettature e in tutte le infinite altre esistenti, caratteristico della pioggia è il suo odore. L’odore che ogni naso gli associa, odore che resta indelebile nella memoria olfattiva di ognuno di noi, odore in grado di essere unico e legato a null’altro che quel momento.

Chi pensa che la pioggia sappia di terra e chi pensa che la terra sappia di pioggia.
Chi sente nella pioggia l’odore delle fredde serate invernali davanti al fuoco del camino e della legna che arde.
Chi identifica la pioggia con l’odore del vin brulé e delle castagne appena arrostite.
Chi percepisce l’odore della pioggia che bagna la sabbia e fa arrabbiare il mare durante gli inverni o i temporali estivi.

Possibile catturare una delle mille sfaccettature della pioggia?

La risposta arriva dalla Maison Burberry.
Bottiglia di vetro, tappo pesante che fa da eco alla fantasia dei bottoni del mitico trench, al collo del flacone un fiocco annodato a mano e in tessuto gabardine, tessuto ideato dallo stesso Thomas Burberry più di 100 anni fa. Flacone che racchiude il jus della fragranza, color miele, che richiama anch’esso una delle tre tonalità dell’iconico trench Burberry.
Una fragranza definita opulenta e floreale che presenta una piramide olfattiva molto particolare:
–    Note di testa: pera dolce, bergamotto e mandarino;
–    Note di cuore: geranio, fresia e mela cotogna;
–    Note di fondo: patchouli, rosa damascena e rosa.

Una fragranza elegante dal carattere deciso e forte. Un profumo in stile tipicamente ENGLISH è quello a cui hanno dato vita Christopher Bailey, direttore Creativo Burberry, Francis Kurkdjian, ben noto profumiere.
My Burberry, una fragranza in grado di catturare il profumo tipico dei giardini inglesi dopo una giornata di pioggia. Una fragranza che rappresentasse a pieno lo stile, lo humor e il modo di vivere inglese. Il trench è rappresentanza di un brand, di uno stile di un modo di vivere…all’inglese.

Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni.
Quanta pioggia è caduta, quanta neve!
Ti svegli una mattina, e pare che sia finito un altro anno,
ma è soltanto un nuovo giorno,
e qua e là è spuntata una nuova ruga:
sulla schiena, sul soffitto, sulla guancia.
Marc Chagall

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